Il piccolo cinico
30 Luglio 2008
Per qualche settimana, causa problemi vari ed eventuali, il mio ex marito ha dormito nella stanza di Lollo, relegando il frugolo sul divano letto del soggiorno. Risolti i problemi, l’ex si è ritrasferito a casa sua, con un po’ di scontento da parte di Lollo a cui piace un mondo dormire sul divano e che si era abituato a vedere il padre anche di notte e non solo di giorno (di fatto, anche dopo la separazione, è rimasto un frequentatore abituale della mia famiglia e raramente passa un giorno senza che venga a trovare il figlio e il resto della ciurma). Ritenendo irragionevoli le sue proteste, ho cercato di far capire a Lollo che due che sono separati, almeno di notte è bene che stiano in case diverse, anche per un fatto di indipendenza e di privacy.
Lollo: ma scusa, che c’è di strano se papà resta qui a dormire?
Alianorah: c’è che capivi di più le situazioni quando avevi sette anni che ora che ne hai dodici.
L.: (ride estasiato)
A.: e poi, metti caso che papà trova una fidanzata e la vuole invitare a cena…mica la può portare qui…
L.: (riflette sull’eventualità)
A.: e metti un altro caso, che trovo un fidanzato io…
L.: (scoppia a ridere indecorosamente) uahahahah…un fidanzato tu!!
A.: (si risente un po’ per la sfiducia del figlio sulle sue capacità seduttive)…vabbè, pure se ti pare assurdo, ma metti che succede? Mi porta a cena fuori, mi accompagna a casa e trova la macchina di papà parcheggiata qui fuori a sera tardi…
L.: beh, il tuo fidanzato non può sapere che quella è la macchina di papà!
A.: ammesso questo…dovrei nascondergli le cose? Dovrei dirgli una bugia?
L.: (serafico) embè? Tanto succede sempre: dopo un po’ che si sta insieme si cominciano a raccontare balle; tu cominci subito!
Piccoli mostri crescono.
Riflessioni miste
28 Luglio 2008
Considerato che…entro un anno perderò il lavoro, il mio ex marito è disoccupato, non andrò in vacanza, in autunno mia madre probabilmente dovrà subire un intervento all’anca, litigo anche con chi non conosco (iperbole), il baristone mi ha detto che ho molti capelli bianchi, non ho il fidanzato, ho l’allergia da non so cosa, il mio cane non smette di abbaiare e sono le tre di notte, mi si è rotto lo scaldabagno e quindi il mio bagno privato è privato di acqua calda, i gatti mi fanno la cacca nei vasi coi fiori, mio figlio ha mal di gola, è estate ma dormo col trapuntino, la mia migliore amica è in vacanza e non può raccogliere le mie lamentele, il mio migliore amico dice che esagero e NON VUOLE raccogliere le mie lamentele…insomma, mi consentite di essere un po’ girata di scatole?
Considerato poi che…un lavoro come quello che ho lo ritrovo senza troppe difficoltà, col mio ex marito ho uno stupendo rapporto, non mi andrebbe di andare in vacanza nemmeno se potessi, l’intervento che mamma dovrà subire è serio ma non grave, mi auguro di fare pace con chi ho litigato, mi farò presto le mèches per coprire i capelli bianchi e tornerò splendente più che pria, il fidanzato non mi serve, l’allergia viene ma poi se ne va, il mio cane ha smesso di abbaiare, ho un altro bagno in casa e là c’è l’acqua calda, la cacca si può pulire e i miei gatti sono deliziosi, il mal di gola di Lollo passa presto (spero), il mio trapuntino è molto bello e colorato, la mia migliore amica sta per tornare, il mio migliore amico mi vuole bene e mi dà equilibrio non assecondandomi sempre…mi consentite di fermare le scatole che mi girano?
E per concludere lo sproloqui, vi riporto uno scambio di sms con un amico di vecchia data che è fuori paese per lavoro:
Alianorah: mi hanno invitata a fare il bagno al fiume. CiaU.
Amico lavoratore: Non farlo, le acque sono gelide e fonde. CiaE.
A.: non ci penso nemmeno, già ho freddo così. CiaI.
A. L. : fleddo fleddo (ploplio con la ELLE, n.d.A.) nei luoghi natii? CiaA.
A.: sembra ottobre. E la chiamano estate…Cia?
Se pensate che siamo coetanei e quindi le nostre età sommate danno circa 85 anni, vi sembra normale, eh? vi sembra normale che due adulti si parlino in questo modo? E questi sono tra i più seri che ci scriviamo. Vi risparmio quelli che scambio con la mia amica del cuore, più grande di me di tre anni. Non ci credereste! Va bene Pascoli, va bene il Fanciullino, ma qui c’è una preoccupante regressione allo stadio infantile da parte di tutti i miei amici e conoscenti, me compresa, che non mi sono tanto amica, ma mi conosco da un sacco di tempo. Credo che la mia generazione, invece di finire fra qualche decennio, ahimé, rinchiusa negli ospizi, verrà mandata direttamente all’asilo nido.
Per fortuna siamo in buon equilibrio con i quindicenni che si ubriacano, bestemmiano, trombano senza ritegno, fumano e rubano la macchina i genitori per provare l’ebrezza della guida senza patente. Insomma, adulti che cercano un po’ di infantile ingenuità vs ragazzini che hanno troppa fretta di crescere. Sembrerà strano, ma sono lieta di appartenere alla prima categoria.
Un premio magico
20 Luglio 2008
Una decina di giorni orsono, Gandalf ha creato e mi ha assegnato un premio che accetto con gratitudine, anche perché onora questo blog del titolo di “magico”. Io penso che la magia, unita alla fantasia, sia un ingrediente importante per colorare con tinte vivaci questa vita un po’ grigia che siamo costretti a vivere, divisi tra impegni, convenzioni, formalismi e ipocrisie che a parole rifiutiamo, ma nei fatti a volte siamo costretti ad accettare obtorto collo.
Ringrazio quindi l’amico Giovanni per questo riconoscimento:

che assegno a mia volta a:
Guisito: per la magia dei suoi enigmi e della sua simpatia.
Perlina Vichinga: perché conserva quel misto di stupore e ingenuità che nella magia non mancano mai.
Alicesu: perché anche le “streghe” compiono magie e lei ne fa tante e molte sono bianche, anche se lei non vuol farlo capire
.
Per chi volesse continuare l’assegnazione, queste le regole:
assegnatelo a chi volete ma specificate una motivazione plausibile, mette il premio in bella mostra sul vostro blog specificando chi ve lo ha assegnato e linkatelo (ma, aggiungo io, Alianorah, potete anche non likarlo che non muore nessuno).
E foto sia!
18 Luglio 2008
Ok, sono di nuovo in pista dopo aver parzialmente recuperato il buonumore. Però, concedetemi una piccola parentesi di sentimentalismo che mi permetta di ringraziare tutti quelli che mi accettano come sono, nella buona e nella cattiva sorte e che, passando di qui due giorni fa sperando di sorridere, pur avendo letto un post che non induceva al sorriso, hanno lasciato un pensiero per me e soprattutto la testimonianza del loro bloggeristico affetto.
Ed ora, a grande richiesta, la foto del mio fantastico stellorecchino, il gadget sbrillucciccoso che ho usato per fare outing qualche sera fa e dichiarare al mondo intero (o per lo meno a quella parte di mondo che frequenta il bar dove lavoro e dintorni) che sì, sono SCEMA. E probabilmente lo sarò per sempre e magari, perché no, se a 40 anni porto l’orecchino luminoso, a 50 abbinerò anche l’anello e a 60 una bella collana a triplo giro tipo decorazione dell’albero di Natale. C’è anche da precisare che io e Ale, la mia amica che, non ci crederete ma è più matta di me, eravamo gli unici essere umani (umani? o alieni?) in circolazione ad indossare siffatto ammennicolo, eccezion fatta per il cinese che li vendeva alla modica cifra di un euro cadauno, e che ne portava uno a forma di cuore trafitto ad un lobo e un altro a forma di faccia di Minnie all’altro. E mentre con la mia amica e la nostra prole al seguito mi facevo largo tra la folla che intasava il centro del paese, luminaria sotto le luminarie celebrative del Santo Patrono, tra le occhiate di simpatia, di commiserazione, di disapprovazione degli astanti e l’applauso di una pregnissima (leggasi: incintissima) cliente del bar che mi ha lodata incondizionatamente; Lollo guardandomi con compatimento ha scosso la testa e ha detto…”Mamma, alla tua età!”. Però alla fine si è unito alla mia risata e la foto da pubblicare sul blog me l’ha scattata lui.

Vietato ai depressi
16 Luglio 2008
Stasera volevo scrivere un post allegro e un po’ matto, di quelli miei a cui vi ho abituato. Raccontarvi di come domenica scorsa me ne sono andata in giro per il paese in cui lavoro insieme alla mia migliore amica con un orecchino luminoso a forma di stella al lobo dell’orecchio sinistro io e a forma di sole a quello dell’orecchio destro lei. E della gente che ci guardava pensando che forse siamo un po’ matte se a 40 anni passeggiamo con i figli al seguito e con le orecchie sbrilluccicanti, tanto per ridere un po’ e per abbandonare quell’atteggiamento forzatamente serioso a cui la vita troppo spesso ci costringe. Insomma, volevo scrivere un post ironico e colorato e mettere pure la foto del mio orecchio con la stella luminosa che oggi Lollo mi ha scattato proprio per il blog.
Poi però le cose hanno preso una piega diversa e la notizia della mia mattana ve la racconto così, senza troppo entusiasmo, perché altri eventi hanno preso il sopravvento e non sono stati lieti. Non ve li racconto nel dettaglio, perché mi piace condividere la gioia e trasmettervene un po’, ma non voglio coinvolgervi troppo nella mia tristezza, nella delusione, nella presa di coscienza che quasi tutto alla fine è solo apparenza e che alcune cose che sembrano vere si rivelano poi illusorie, giganti dai piedi di argilla. Che poi, digiamolo (come direbbe Fiorello imitando La Russa), non è che le mazzate mi arrivino così inaspettate. Più che altro sono i momenti in cui arrivano che sembrano essere i meno sospetti e quindi riescono a cogliermi sempre impreparata. Quello che mi fa piacere è che invece i tempi di reazione diventano via via più brevi. Se prima di fronte ad una paventata difficoltà mi sarei depressa per qualche giorno, adesso dopo qualche ora comincio già a razionalizzare e a reagire. Rimane la sensazione di delusione, quasi di tradimento, ma questi sono sentimenti che fanno parte della mia metà (più che metà, temo) irrazionale, perché dal punto di vista logico, tutto quel che mi è accaduto ha una spiegazione e un senso, persino una giustificazione; con buona pace di chi leggendo queste righe si sentirà chiamato in causa in prima persona; e con la perplessità di chi invece non potrà capire questo discorso fumoso. Mi scuso per essere stata criptica, non amo usare questo mezzo in modo così intimo e personale, ma per una volta permettetemi uno sfogo incomprensibile. Non è detto che mancheranno chiarimenti in proposito in futuri post, ma per adesso lasciamo le cose così.
In fondo, la stellina luminosa che portavo addosso due giorni fa, non è altro che il simpatico ed affascinante risultato di un insieme di lampadine che prendono energia da una minibatteria. E le batterie si esauriscono. E le stelle si spengono. Una piccola metafora della vita, nelle piccole e nelle grandi cose. Grazie al Cielo, la stella che rischia di spegnersi nella mia vita è piccola, quasi insignificante.
Qualcuno ieri ha scelto di spegnere la più luminosa delle stelle: un salto nel nulla per non affrontare un nulla più doloroso. Un padre che viene al bar a chiedere se si è fatto vedere suo figlio, che da ore è irrintracciabile e non risponde al telefono. La scoperta che quel figlio non risponderà mai più al cellulare. Una pena infinita per un dolore che non ha parole. Alla fine, le canzoni, le bevute, i discorsi su soldi, entrate, uscite, riorganizzazioni di gestione, scandali, lassismo, politichetta, aziendalità, paranoie…alla fine tutto questo non conta più davvero. Hai ragione TU, che mi hai suggerito di scriverne qui; che un giorno leggerai questo post, magari col ghiaccio a portata di mano per raffreddare il case che va in tilt da quando la ventola non funziona più, quando parli dell’indeterminatezza della condizione umana; della caducità delle cose; dell’irreversibilità di alcuni atti estremi. Di tutto il resto…a che serve parlare?
Ma a volte, è consentito piangere anche per delle sciocchezze.
Nonno e nipote
11 Luglio 2008
A tavola, mio padre fa un po’ di gossip.
Papà di Alianorah: ho sentito una notizia al tg prima…
Alianorah: …?…
P.d.A.: la cosa del coso lì… (mio padre usa il termine “coso” per indicare pressocché tutto)
A.: eh?
P.d.A.: ma sì, la Carli, quella di Zagosì…non è più italiana!
Rapida traduzione “papàdialianorese/italiano”: Carla Bruni (diventata Carli per una sorta di crasi), la moglie di Sarkozy, ha chiesto ed ottenuto la cittadinanza francese.
Si dice che i figli muti li capisce la mamma; ma pure i papà pasticcioni, li capiscono i figli.
Lollo va in piscina e per iscriversi a questa colonia estiva necessitava di un certificato di sana e robusta costituzione. Poiché il medico di base (che lui adora, ricambiato) è in ferie, siamo andati dal sostituto, con cui è stata antipatia a prima vista. Il dottore, poco professionale in quanto non lo ha nemmeno visitato, gli chiedeva i dati anagrafici, e il pupo borbottava risposte inintelleggibili andando avanti e indietro come un futuro papà nell’anticamera del reparto ostetricia, senza nemmeno guardare il medico in faccia. Usciti dallo studio l’ho rimproverato per la sua ineducazione, ricevendo in cambio una risposta lapidaria: “Sì, avrò anche sbagliato, ma quello non merita nemmeno la mia attenzione!”. E dire che uno fa tanto per insegnare la cortesia e il savoir faire!
Scene di vita scema
9 Luglio 2008
Ieri un caro amico mi ha mandato un SMS sconsolato “Defluisco in mille rivoli”. Questo mi ha causato un’associazione di idee curiosa, cioè mi ha ricordato una vecchia canzone dello Zecchino d’oro, intitolata “Il pupazzo di neve“, la storia di un pupazzo di neve (ma và?) che esce da un libro di fiabe curioso di conoscere il mondo, ma, ahilui, sceglie il periodo sbagliato: è estate e il solleone lo scioglie e lo fa evaporare. Ma le canzoni dello Zecchino hanno (quasi) sempre un lieto fine, per cui torna l’inverno, il pupazzo si ritrova trasformato in fiocchi di neve finché i bambini non lo ricostruiscono più grande e bello di prima. L’eterno ciclo delle cose; una morale spicciola ma innegabile; la metafora della legge di Lavoisier “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.
Con in testa ’sta canzoncina, sono tornata a casa dal lavoro e, nonostante fosse tardissimo, trovando mia mamma e mio figlio ancora svegli, si è svolta la seguente scena:
Ambiente: anticamera di casa mia.
Personaggi: Alianorah, mamma di Alianorah, Lollo.
Alianorah in reggiseno e mutandine (causa caldo asfissiante) e mamma di Alianorah in vestaglietta di cotone, cantano la canzone “Il pupazzo di neve” ad uno scatenato Lollo in slip che balla per la stanza con movenze da rapper. Tutto ciò all’una e trenta di notte.
Che poi uno pensa che queste cose accadono solo nelle sit-com cretine americane, invece no. Accadono anche a casa mia.