E visto che il Natale è alle porte e anche alle finestre, un aneddoto in tema.
Premessa: da cinque anni e mezzo, il mio lavoro al bar nel periodo invernale ha le seguenti modalità: venerdì e sabato sera, dalle 21 fino alla chiusura; domenica pomeriggio, dalle 16 alle 20. Non è un segreto per nessuno, anzi, chi mi conosce lo sa. Chi mi conosce da tanto tempo, lo sa ancora meglio. L’amico Fritz mi conosce da prima che iniziassi a lavorare al bar. Sillogismo vorrebbe che lo sapesse anche lui e invece…
Circa una settimana fa, chiamo l’amico Fritz e lo invito con gentile perentorietà a trovare un pertugio tra i suoi numerosissimi impegni, acciocché possa consegnargli il regalo di compleanno/Natale, regalo cumulativo perché non potevo permettermene due decenti, per cui ho preferito fargliene uno solo, e pure indecente.
LUNEDI’:
Alianorah: so che a Natale non ci sei ma ti ho chiamato in anticipo così magari riesci ad organizzarti per incontrarci. Va bene un giorno qualsiasi, TRANNE venerdì e sabato, e domenica pomeriggio.
F.: guarda, sono giorni allucinanti sul lavoro, non ti garantisco niente, ma vedo quel che posso fare e ci sentiamo.
VENERDI’ SERA:
F.: scusa se non mi sono fatto sentire, ma è stata una settimana tremenda e non ho trovato un momento libero…avevo pensato…che ne dici se ci vediamo domani pomeriggio?
A.: ehm…veramente sarebbe veramente scomodo per me. Dovrei venire da te, poi tornare a casa, cenare e ripartire per andare al lavoro…
F.: ah, perché, il sabato lavori?
A.: (sospiro rassegnato)…sì, il sabato sera e la domenica pomeriggio…possiamo vederci domenica sera?
F.: no, domenica sera non posso, vado a trovare un’amica che non sta bene…Però possiamo vederci domenica pomeriggio!
A.: (doppio sospiro rassegnato)…F., domenica pomeriggio lavoro…Lunedì sera?
F.: no, lunedì lavoro fino a tardi e torno a casa stanchissimo. Che ne dici se ci vediamo DOMANI SERA?
A.: (ormai rassegnata senza più sospiri) F., DOMANI SERA LAVOROOOOO!
F.: ah, già, lavori.
A.: martedì?
F.: mah, si potrebbe, ci risentiamo?
A.: (sicura della sua perfetta buonafede e sincerità e per questo oltre misura paziente e comprensiva) ok, comunque non ti ho comprato uno yogurt, per cui il regalo non scade. Se proprio non puoi, si rimanda.
F.: ok, comunque ti faccio sapere.
Conclusione: mi chiama stasera, trafelato.
F.: sto di corsa, ho finito ora di lavorare, non ce la faccio a vederti! Devo andare a fare la spesa, poi a cena, poi accompagno mio padre a trovare dei parenti prima di partire per Roma…dobbiamo rimandare al mio rientro!
A.: ok, a dopo Natale. Ma se poi rimandi ancora, il regalo te lo spacco in testa.
Tenuto conto che anche lui mi deve dare il suo… va bene la pazienza, ma quando ce vo’, ce vo’.
E, già che ci sono…
