Mio figlio, al contrario di me, è tipo da carpe diem, capace di trovare il positivo anche in pensieri “ultimativi”. Ma soprattutto, vuole sempre avere ragione.
Lollo: mamma, pensa se dopo la morte non c’è nulla.
Alianorah: se non c’è nulla non lo potrai sapere.
L.: ma sai che palle l’eternità in Paradiso.
A.: o all’ inferno. Dove però si starebbe in miglior compagnia, suppongo…
L.: il nulla invece è bellissimo.
A.: però, ripeto, non lo potresti sapere, perché non ci sarebbe nulla.
L.: vabbè…è bellissimo anche solo pensarlo.
Sei epicurea. “La morte non deve farci paura perché se c’è lei non ci siamo noi, se ci siamo noi non c’è lei”…
Ma Lollo perché trova tanto bello il nulla?
Più che altro trova tanto brutta l’eternità.
…perchè da bravo adolescente…vorrebbe fare il nullafacente;)
Quello già lo fa.
A mio parere Lollo è un genio, perchè ha risolto l’eterno enigma : “da dove veniamo, dove andiamo?
Cristiana
In effetti io ogni tanto ce lo mando…
Lollo ha ragione, l’eternità suona di palla. Però anche il nulla non mi sembra molto meglio. Sarà come quella camera anecoica nella quale nessuno resiste più di 45 minuti che c’era oggi sul Corriere, ecco, quella dovrebbe essere una buona approssimazione del nulla. Non fa per me.
Se c’è il nulla non ci siamo noi. Credo.