La serpe in seno

5 Marzo 2009

Alianorah: Lollo, lo sai che ho un corteggiatore più giovane di me?

Lollo: ah, davvero? E che dice?

A.: che vuole solo una storia di sesso.

L.: bene! E perché non ci stai? Almeno ti svaghi un po’!

A.: ma Lore’! Ha detto che vuole SOLO SESSO!

L.: embè? che c’è di male?

A.: ma io sono scandalizzata!!!

L.: da quello che ti ha detto lui?

A.: no, da quello che mi hai detto tu!


P.S. Lollo ha letto il titolo del post e me ne ha chiesto il significato. Gli ho risposto che sta per “ho creato un mostro”. Risposta: “non sono un mostro, solo un maschio”.

Evaristo e la routine

24 Febbraio 2009

Evaristo è un cliente del bar. Non si chiama veramente Evaristo, ma credetemi, il suo vero nome è anche peggio e talmente riconoscibile che ho dovuto per forza cambiarlo. Evaristo è stata una delle prime persone che ho conosciuto quando ho iniziato a lavorare al bar: chiacchierando abbiamo scoperto che siamo compaesani, anche se lui vive altrove; e che è il nipote del fidanzato che aveva mamma prima di mio padre. Una storia tormentata, quella di mia madre, conclusa con una separazione dolorosa ma necessaria. Per farla corta, sono passati quasi 50 anni da allora, ma Evaristo, che a quel tempo era poco più che fantolino, si ricorda bene di lei, come di una donna bella, gentile e affascinante. E confermo, mia mamma era veramente bellissima, anche se lei lo negherebbe strenuamente. Gentile non so. Affascinante senz’altro. Comunque, Evaristo da quasi cinque anni ogni tanto viene al bar e mi saluta con entusiasmo. All’inizio era timoroso, diceva che ho un’aria che fa paura agli uomini. Poi ha visto che non sono pericolosa come sembro e ha preso confidenza. I nostri colloqui sono diventati via via più essenziali.  I primi tempi erano di questo tipo

Evaristo: ciao paesana, mi fai un caffè?

Alianorah: ma certo!

E.: Come va? Tuo figlio? Tua mamma? Stanno tutti bene?

A.: tutto bene. E tu? La tua famiglia?

E.: bene. Che si dice al paese? quando vengo non ti vedo mai!

A.: non esco spesso.

E.: sei proprio bella! Ma possibile che non hai il fidanzato?

A.: possibilissimo

E.: ma gli uomini sono proprio ciechi!

A.: dipende. Magari hanno solo gusti diversi dai tuoi!

E.: però mi raccomando, se cambiano le cose voglio essere messo al corrente.

A.: contaci! Sarai tra i primi a saperlo.

Caffè, saluto. Uscita.

Dopo mesi di progressive sintesi, questo scambio di battute è diventato:

E.: tutto ok?

A.: sì e tu?

E.: sì. Novità?

A.: no.

Caffè, saluto. Uscita.

Apparizione…Sparizione!

18 Febbraio 2009

Non sono ammalata, non ho il cuore infranto (non più del solito), non sono scappata col malloppo dopo aver rapinato una banca, non mi sono fidanzata il giorno di S. Valentino, anzi, non ho nemmeno festeggiato S. Valentino. Ma un qualcosa che Va Lentino c’è, ed è l’ADSL che mi permette di accedere in rete solo a tarda notte e con risultati non garantiti. E’ vero che io sono un animale notturno, ma alle tre è un po’ dura mettersi a fare il giro dei blog e a lasciare commenti ai post degli amici, perché ormai l’età avanza e la lucidità non è più quella degli anni verdi.

Per il resto è tutto ok. E niente ok. Sapete che non amo tediarvi con cose serie, ma in questo periodo c’è qualche stortura di troppo nelle cose che vivo e vedo e per quanto io non ne sia coinvolta direttamente, l’umore si abbassa un po’ e la mia pimpantaggine è meno pimpante. Ma sopravvoliamo, come diceva il mai troppo replicato Corrado Guzzanti, e parliamo un po’ bene di me. Voglio bullarmi un po’, perché nonostante le carni cedano e i capelli incanutiscano, ogni tanto salta fuori qualche galletto che vorrebbe razzolare nel mio pollaio. Dico galletto, non gallo, perché talvolta càpitano anche pollastri in tenera età che, con proposte del tutto inaspettate e insospettabili, risollevano il mio stato d’animo e rinvigoriscono la mia scarsa autostima. Per cui, pur mantenendo sempre saldo il mio pessimismo cosmico e non cambiando di un millimetro la convinzione che, comunque vada, sarà un fallimento, mi crogiolo negli effimeri successi riscossi dalla mia forse non troppo fatiscente fisicità, resistendo comunque alle lusinghe della vanità e restando fedele al mio motto: “per amore, solo per amore”. Un giorno me ne pentirò amaramente, lo so, ma tant’è.

Per tutti coloro che sentono la mancanza di notizie sul V.d.C., comunico che oggi mi ha chiesto se potevo aiutarlo a imbustare “cento, duecento volantini di beneficienza”. Ora, a parte il fatto che me ne ha portati CINQUECENTO, voglio precisare che la beneficienza l’ho fatta, ma solo a lui, visto che erano bieche réclame di un percorso gastronomico che si terrà a marzo dalle mie parti. Quando ho chiesto un giusto compenso (anche una pizza, o un cinema), mi ha detto che potrei essere l’ospite d’onore della manifestazione. Hai capito, che generosità! In ogni caso, nel lasso di tempo in cui da sola ho imbustato 500 brochure, lui, con altri due amici, ne ha preparate la metà. Davanti alla sua incredulità di fronte a cotanto risultato, mi sono limitata a commentare: “Ma alla tua età non lo hai ancora capito che tre uomini non valgono una sola donna?”.

La prossima volta, che non so quando sarà, vi parlerò di Evaristo. Promesso!

Anno nuovo, vita vecchia

3 Gennaio 2009

Demenza senile precoce:

Ricordate l’amico R.? In caso non vi ricordiate, andate a leggere questo. Avete letto? Ecco, devo narrarvi il secondo tempo del film: l’amico R., come preannunciato, è venuto alla sala da thè, per bere il suo thè verde dalla tisaniera vetro e acciaio e ricevere in regalo il thè verde e la tisaniera vetro e acciaio. E’ arrivato, inappuntabile come Arsenio Lupin, bello come il sole e inca**ato come una bestia (per motivi di lavoro). Entra nel bar, mi bypassa con nonchalance e chiede alla Capa se può salire alla sala a prendere un thè. Rispondo io che no, non può salire se prima non mi saluta adeguatamente. La Capa (che non sa che lo conosco) mi guarda con aria basita, lui mi saluta adeguatamente, così gli dò il permesso di salire e lo seguo. Gli porgo il regalo, lo apprezza, mi reco al bancone a preparargli il thè, mi segue. Mi porge una busta da regalo che contiene due pacchetti incartati e infiocchettati: il dono per Natale e quello per il mio compleanno. Uno dei due pacchetti contiene, evidentemente, un libro: lo scarto e…

Alianorah: …

Amico R.: ???

A.: ehm…questo libro (“L’ombra del vento” n.d.A.)…te l’ho regalato io a Natale dell’anno scorso…

A.R.: (con un fil di voce)…no…

A.: sì.

A.R.: (con aria smarrita)…ma non è vero…

A.: (un po’ a disagio ma spietata) ma sì che è vero.

A.R.: ma l’ho comprato!

A.: ma lo so che lo hai comprato! Mica dico che è il MEDESIMO! Ma è lo stesso.

A.R.: (imbarazzato)…volevo regalarti “L’eleganza del riccio”, che è molto bello;  ma ne avevamo parlato una sera e pensavo lo avessi poi comprato tu…

A.: eh no…

A.R.: pensa che questo te l’ho comprato perché mi è piaciuto moltissimo e volevo che lo leggessi!

A.: (ridendo) lo stesso motivo per cui te l’ho regalato io un anno fa.

A.R.: allora te lo cambio! La libraia mi ha detto che si può fare!

A.: (porgendogli il libro) ok. Vai con “L’eleganza del riccio”, che stai sicuro!

L’adorabile svampito amico R. ripone il libro nella busta con aria avvilita. Lo so, avrei dovuto far finta di niente, ma mi è proprio scappato di bocca!

Dopo qualche giorno mi chiama.

A.R.: ho cambiato il libro!

A.: mi hai preso “L’eleganza del riccio”?

A.R.: sì, e visto che proprio vicino ce n’era un altro che mi pareva particolarmente adatto a te, ti ho comprato anche quello.

A.: ehi, ma allora ci ho guadagnato!

A.R.: direi di sì!

Due considerazioni e una promessa:

Prima considerazione: io e l’amico R. abbiamo gusti simili in campo letterario.

Seconda considerazione: avere un amico con memoria a breve gittata a volte conviene.

Promessa: se sfiga (sua) vuole che il libro in più che mi ha comprato è “La solitudine dei numeri primi”, (che gli ho regalato per il suo compleanno un paio di mesi fa)…ecco, giuro che se mi ha comprato quello, terrò la bocca chiusa. Non voglio altri sensi di colpa, no no! (mi riservo di cancellare quest’ultima frase dal post nel caso, improbabile, l’amico R. si decidesse a leggere il mio blog).

Demenza senile precocissima:

Lollo ha appuntamento con due compagni di scuola per andare al cinema. Esce di casa, da solo, si incammina. Dopo cinque minuti squilla il telefono, rispondo, è lui:

Lollo: mamma, sono in piazza.

A.: embè?

L.: ho un vuoto di memoria. Non mi ricordo dov’è il cinema!

A.: …

Altro genere di precocità:

Ancora Lollo. Dopo aver visto il film (“Natale a Rio”, sob), parla con due amichette, una coetanea e un’altra un po’ più piccola.

Amichette di Lollo: com’era il film?

Lollo: divertente, ma a voi non sarebbe piaciuto! Era pieno di ALLUSIONI SESSUALI.

Annamo bene, annamo!

Al bar:

Corteggiatore di Alianorah: sei troppo simpatica! Sono sicuro che se passassimo del tempo insieme, ci faremmo un sacco di risate.

A.: ah dici? ma a me tu non fai ridere per niente!

Divento sempre più brava e sintentica, nel dare due di picche. E anche nel prenderne, ma questa è un altra storia.

Quando si dice il caso…

22 Dicembre 2008

Se scrivessi il copione delle mie vicende, non credo riuscirei a inventarne di più strampalate e improbabili.

Stasera alle 21.00 avevo appuntamento con un amico, R.,  per lo scambio di auguri e di strenne natalizie. Nel tardo pomeriggio,  R. mi telefona:

R.: devo annullare l’incontro. Un impegno di lavoro non mi permette di tornare presto a casa!

A.: vabbè, non importa. Ci sentiamo prima di Natale allora…

R.: eh, come non ci sentiamo, può anche darsi che troviamo il modo di vederci!

A.: ah R., a Natale mancano due giorni e tu domani sera sei a cena fuori!

R.: eh…sì…dunque…tu domani pomeriggio lavori, vero?

A.: sì.

R.: allora facciamo così. Passo io al bar verso le 19.30, così prendo anche un thè verde…

A.: …

R.: va bene?

A.: (soffocando una risata)…sì…va bene…A domani!

Chissà cosa penserà domani (ammesso che riesca a venire!) mentre, sorseggiando il suo infuso di thè verde preparato in un’elegante tisaniera in vetro e acciaio, aprirà il regalo che gli ho comprato: un’elegante tisaniera in vetro e acciaio e una confezione di thè verde…

Belinate prenatalizie

15 Dicembre 2008

Ieri F., mio corteggiatore, sposato, maleducato e davvero poco, poco divertente,  per fare dell’ironia sul clima un po’ sonnolento che aleggiava nel bar ieri,  se n’è uscito con:

F.: ma siete morti! Questo è un bar di morti, con quelle facce serie!

Alianorah: perché non vieni a fare il pagliaccio qui davanti così ci fai ridere un po’!?

E’ sparito sorridendo a denti stretti. Chissà se stavolta me lo sono levato dalle scatole una volta per tutte?


Stasera a tavola, rivolta a mia mamma:

A.: certo che la Sacra Rota concede l’annullamento a tutti, dietro congruo compenso! Pensa…l’ex marito di Sabrina (una mia amica n.d.A.), cattolico convinto, ha mollato la moglie, si è innamorato di un’altra e per sposarla in chiesa si è fatto annullare il matrimonio dal Vaticano! E lui e Sabrina hanno fatto pure un figlio.

M.d.A.: ma chi? Sabrina Ferilli?!

Eh sì, come no. Perché io con le vip sono culo e camicia, tanto da chiamarle per nome e sapere tutti i cavoli loro da riferire a mia madre a ora di cena…


Per il chicken day di giovedì scorso, R., l’amico che si diverte a storpiarmi il nome, mi ha incaricato di comprare un vassoio di mignon perché lui non faceva in tempo. Per tutta la sera si è deliziato a prendermi per i fondelli (Maria Pirla, Maria Tarla, Maria Chiatta), mi ha detto che l’età per me avanza (Maria Sorda), che ormai sono a rischio Alzheimer e che dovrei andare all’ U.V.A. (Unità di Valutazione Alzheimer).

E poi si è dimenticato di ridarmi i soldi delle paste.

Il giorno dopo mi ha telefonato contrito e sconsolato per questa grave mancanza (non tralasciando di chiamarmi, en passant, Maria Cialda, visto che si trattava di dolci).  Ma io sono una tipa sportiva, l’ho volentieri perdonato e gli ho proposto di andare a farci visitare insieme. Sennò a che servono gli amici?


Oggi mi chiama al telefono M., vicino di casa, a cui rispondo sempre con un laconico “Oh”.

M.: ma sei emozionata nel sentire la mia voce? Dove sei emozionata?

A.: eh, non farmelo dire…Che vuoi?

M.: mah…niente, era per fare due chiacchiere…

A.: si, vabbè, quando devo venire ad aprirti la palestra?

M.: ah…sì sì, giovedì! Domani vengo a casa tua così ne parliamo e mi offri il caffè.

A.: appunto, io quello volevo evitare. Ma cambiando discorso, me lo hai comprato il regalo di Natale? E non portarmi una bottiglia di vino o di spumante che hai a casa da chissà quanto tempo, o un panettone che hanno regalato ai tuoi genitori e che tu mi ricicli perché ne hai altri dieci! E soprattutto, BASTA KIWI GIALLI!!!

M.: ecco, io proprio ’sti regali lì, faccio in genere.

Ne dubitavate?


P.S. ho terminato le spese natalizie. Devo incartare i pacchetti, posizionarli sotto l’albero e pagare le bollette di fine anno. Adesso è Natale!!!

Una cosa che non smette di stupirmi è vedere come alcune persone possano piacere tanto a Tizio, mentre Caio non se le caga per niente. Mettiamo che ne so…io, per fare un esempio. Che non abbia una gran fortuna in amore è assodato, che sia un po’ difficile di gusti anche, ma davvero mi fa strano accorgermi di quanto alcuni esseri insistano oltre misura per avere un “affaire” con me; mentre altri che forse forse potrebbero tentare un abboccamento, manco mi calcolano sotto quel profilo. Tanto per dire, oggi, dopo un periodo di latitanza, è tornato all’attacco il mio vecchio (in tutti i sensi) corteggiatore, quel tipo nerastro (non ho capito se è scuro di carnagione o zozzetto), untuoso, semicalvo, semisessantenne, semialcolizzato che chiamerò, convenzionalmente, Pippo. Dopo un periodo in cui mi ha dato della acida rompiscatole, debitamente pungolato dal quel “semifaccioicacchimieistomale” del F.d.C., si è rimanifestato in tutto il suo fulgore.

F.d.C.: eh, zio Pippo, quando ci sei tu, Alianorah diventa più seducente.

Alianorah: (con pesantissima ironia non recepita minimamente) beh, certo, Pippo. Tu lo sai che sono innamorata di te no?

Pippo: eh, grazie a Dio! (il Dio degli imbecilli, probabilmente). Che fai a Natale? A Capodanno?

A.: a Natale sono impegnata. A Capodanno quasi.

P.: ti porto fuori io! Vuoi il mio numero di cellulare?

A.: aehm…no, tanto ci vediamo qui no?

P.: ma no, io parto, vado su (in montagna, dove ha una casa)

A.: ecco, bravo. Vai su!

Mentre F.d.C si scompone dal ridere e io medito propositi pluriomicidi, Pippo prende un foglietto e una penna e si mette a scribacchiare. Poi mi porge il foglio piegato, invitandomi a leggerlo. Lo apro cautamente e trasecolo: “PER CAPODANNO! 339******. AFRETTATI!”

A.: ah Pì, “affrettati” si scrive con due “effe”…

P.: e vabbè…però hai capito!?

A.: come no! Ma dimmi, sto coso lo devo buttare subito, o aspetto che te ne vai?

P.: no no, puoi buttarlo pure subito. Ma peggio per te!

A.: (buttando il foglietto) ecco, come vedi ti ho accontentato…Mi sono AFRETTATA!

La bocca della verità

28 Novembre 2008

Mentre traffico dietro il bancone del bar, entra una famigliola, mamma, papà e bimbino di nemmeno due anni. Il papà prende in braccio il figliolo: “Facciamo naso naso? Facciamo guancia guancia? Facciamo orecchio orecchio?”. Mentre il marito fa l’idiota, la moglie si fa un grappino. Poi si accolla il pupo mentre arrivano altri amici che ordinano un aperitivo della casa. Tardizionalmente, il nostro aperitivo è con la ciliegina, non sottospirito, ma similcandita. Siccome però i canditi (e i similcanditi) fanno schifo all’ottanta per cento dell’umanità (io faccio parte del restante venti per cento), tanto da far sorgere spontanea la domanda “ma che li fanno a fare”?; molti clienti chiedono l’aperitivo della casa senza ciliegina. Ora, il pupetto anche appartiene al venti per cento dell’umanità che ama i canditi, perché la mamma si è subito buttata avanti: “Se non volete la ciliegina, la date ad Augusto” (o Edoardo, o Romualdo, o un altro di questi nomi da adulti). Allora io ho preso il piccolo frutto rosso, geneticamente modificato, nato senza nocciolo, di un inquietante color rosso corallo e l’ho porto al piccolo. La mamma si volta affinché il figlio allunghi la pargoletta mano verso di me e…il frugolo mi vede, sbarra gli occhi, afferra la ciliegina e guardandomi stupito esclama “BIMBA!”. Io lo riguardo stranita, ripeto ridendo “Bimba?!”. E lui, dopo un nanosecondo di riflessione durante il quale mi lancia uno sguardo più attento…”Bimba grande!”, puntualizza. Errata corrige! :-)

Poker d’assi

13 Novembre 2008

Alianorah: allora, mi fai vedere casa tua?

Amico romano: eh no, non ho levato la polvere!


Alianorah: (riferendosi a un concorso a premi) se vinci il week end a Gubbio andiamo insieme?

Figlio del Capo: e che ci andiamo a fare a Gubbio io e te da soli?


Alianorah: devo darti il regalo di compleanno, quando ci vediamo?

Amico ciociaro: eh, domani ma prima delle sedici che dopo lavoro; oppure giovedì ma dopo le venti che prima lavoro; oppure ho un idea: vengo su alla sala da thè venerdì sera, così ci prendiamo anche una bella cioccolata calda!

Alianorah: ma venerdì sera lavoro io! Che faccio, ti dò il regalo e la cioccolata e poi vado a servire gli altri clienti?

A.c.: ah già, non ci avevo pensato!


Alianorah: andiamo a fare un finesettimana a Parigi?

Vicino di casa: perché a Parigi?

A.: c’è la Tour Eiffel!

V.d.c.: ma è un traliccione!

A.: les Champs Élysées

V.d.c.: ma è uno stradone!

A.: il Louvre…no, non dirmelo! E’ un museone!

V.d.c.: lo vedi che a parlare con me diventi intelligente anche tu?!


Premesso che non ci provavo con nessuno dei quattro, mi viene spontaneo chiedermi e chiedervi…ma che ci faccio, io, agli uomini?

Update: leggendo i primi commenti, mi rendo conto che non si è colta molto l’ironia (e autoironia) del post. Ma forse è perché non tutti i miei lettori ricordano bene che tipo di rapporto ci sia tra me e il Vicino Di Casa, nonché tra me e il Figlio Del Capo. Oppure non mi sono spiegata bene io. Quindi preciso che SCHERZAVO, sia riguardo a Gubbio, sia riguardo a Parigi, e LORO lo sapevano bene che scherzavo. E ciononostante mi hanno risposto picche. Per questo la domanda che mi pongo è: ma che ci faccio io agli uomini? Certo che spiegare un post è un po’ come chiarire perché si dovrebbe ridere di una barzelletta…una cosa alquanto avvilente. Mi dò una bacchettata sulle dita e mi riprometto di essere più chiara in futuro :-)

Squilla il telefono.

Alianorah: pronto…?

Interlocutore sconosciuto: buonasera, sono Corrado…

A.: ah, ciao Marco.

Marco (vicino di casa): mi hai riconosciuto!

A.: il mese scorso eri Pippo Baudo, due settimane fa eri Mike Bongiorno. Non è stato difficile.

M.: dì la verità…quando ti telefono ti emozioni. Senti qualcosa alla bocca dello stomaco.

A.: no, sento qualcosa all’orecchio: la tua voce.

M.: eh, ma tu un po’ mi ami, mi sa.

A.: ti sa male. Che vuoi?

In breve, voleva farsi trasferire delle canzoni che gli ho scaricato dal MIO pc al SUO nuovo MP3. Viene a casa, con un sacchetto di kiwi gialli in omaggio. Ogni volta che si deve sdebitare di qualcosa o non mi porta un bel nulla (quasi sempre) o dei misteriosi kiwi gialli di oscura provenienza (ma buonissimi, lo ammetto).  Gli offro un caffè che mia madre gli porta in breve tempo.

A.: mamma, ci hai messo il Guttalax?

Mamma: (che non ho capito se è un po’ sorda o un po’ distratta, o entrambe le cose) no, non l’ho messo. Non so quanto ne vuole. (chiaramente LEI aveva capito “lo zucchero”)

Intanto ho inserito il lettore nella presa USB e avviato il trasferimento delle canzoni dal computer.  Marco osserva perplesso la finestra di copia.

M.: lo possiamo togliere l’iPod da lì adesso?

A.: non è un iPod, è un lettore MP3 un po’ più…banale. E non puoi toglierlo no! Altrimenti come si copiano le canzoni?

M.: credevo fosse come per la stampante, che una volta che avvii la stampa, puoi anche chiudere il documento.

A.: ma scusa, in questo caso, se togli la destinazione della copia, DOVE vengono copiate le canzoni secondo te?

M.: e che ne so? Me lo potevi dire che il tuo pc non è in grado di fare queste cose…

Rideva, ma ho il dubbio che in fondo in fondo si stesse davvero chiedendo se il difetto di base fosse da imputare al mio computer piuttosto che al motivo razionale che gli avevo esposto. Santa polenta, sarà pure bravo come istruttore di ginnastica, ma di informatica ne capisce quanto io di crittografia quantistica. :-)