Una volta per uno…

12 Ottobre 2009

Il Figlio del Capo ha un umore ondivago. Cavoli suoi, direte; e lo direi pure io se queste onde non si andassero a infrangere (anche) contro la mia persona, determinando l’intensità dei marosi dietro il bacone del bar.

Così passano periodi in cui mi chiedo se sto diventando la donna invisibile dei fantastici quattro perché il suddetto, in guerra con il mondo, quasi non mi rivolge la parola. In tal modo, possono verificarsi dialoghi di questo tipo:

Alianorah: oggi è il mio onomastico!

F.d.C.: (senza guardarmi) ma oggi è San Francesco…

A.: appunto!

F.d.C.: (buttandomi un’occhiata) perché, ti chiami Francesca, tu?

A.: certo che no, ma volevo vedere se dicendo una ca**ata ti saresti degnato di guardarmi in faccia.

F.d.C.: io ti guardo sempre quando dici ca**ate…infatti ti guardo spessissimo.

E questa me la sono proprio cercata.

Quando invece è di buonumore, diventa più affabile e poiché è preparatissimo in tuttologia (non scherzo eh? non so se è cultura, intelligenza o erudizione, ma ne sa davvero di ogni colore), a volte si svolge questo genere di scenette:

F.d.C.: cosa ti ricorda Barletta?

A.: ah…uhmmm… (non sono particolarmente ferrata in storia, ma nemmeno in geografia… n.d.A.)

F.d.C.: la di…

A.: ah sì, la disfida!

F.d.C.: tra chi?

A.: Ettore Fieramosca e…i Turchi?

F.d.C.: no, erano francesi.

A.: (scherzando) …ma probabilmente di origina turca…

F.d.C.: se vabbè… e cos’è successo?

A.: abbiamo vinto noi!

F.d.C.: sì, ma com’è andata a finire?

A.: ah, non ricordo…due a zero? (risultato della squadra di calcio del paese del F.d.C. che giocava contro il Barletta n.d.A.).

E questa se l’è cercata lui.

P.S. la nuova foto è del mio amico Romeo, bravissimo fotografo e bellissima persona.

Onestà? Of course!

7 Ottobre 2009

Romano mi ha passato un meme (ah, i bei meme del tempo che fu…ormai fagocitati dai social network) in base al quale devo elencare dieci cose di me che gli altri blogger non sanno. Considerando che in questi due anni e mezzo di blog, di cose su di me ne sapete molte, forse anche troppe, cercherò di trovarne qualcuna che vi ho taciuto. Se siete interessati, continuate a leggere, altrimenti…arrivederci al prossimo post!

1) ho dormito in camera coi miei fino a dieci anni perchè avevo paura di dormire da sola

2) non mi piace l’olio d’oliva

3) se sono attratta da un uomo faccio di tutto per non farglielo capire

4) quando mi confessavo, non dicevo tutta la verità al prete e concludevo sempre con “ho detto qualche bugia”

5) sono ipocondriaca

6) non ho mai sputato nel caffè di un cliente, per quanto odioso o maleducato possa essere

7) detesto i film di Fellini

8 ) fino a una decina di anni fa ho letto montagne di fotoromanzi e libri Harmony

9) il mio terzo nome è Alberta

10) una volta ho creduto di amare due uomini contemporaneamente. Poi ho scoperto che non amavo nessuno dei due

Nel caso voleste saperne altre, non avete che da chiedere.

Il meme non lo passo a nessuno ma posto qui il logo. Chi è interessato, dica di sé dieci cose che non ha mai detto nel suo blog ed eventualmente nomini altri blogger che se vorranno potranno dire cose che ecc ecc…

Honest_Scrap

Due di due

23 Settembre 2009

Sottotitoli alla pagina 777 di Televideo nell’ultima puntata de “L’ispettore Coliandro”*. Un tizio italiano cattivo punta una pistola alla tempia di un tizio marocchino buono e gli dice in dialetto  (meneghino, ticinese o forse anche bolognese? poiché la fiction è ambientata a Bologna): “Schiscio, sta’ schiscio. Rompa no i bal” (“Calmo, sta calmo. Non rompere le palle”). Il sottotitolo per non udenti, evidente a cura di un non padano o di un distratto cronico, anziché riportare la traduzione della frase detta in vernacolo, recita “parla in arabo”. Chiederò ad uno dei clienti marocchini del bar se “Rompa no i bal” significa qualcosa in arabo. Ma mi sa tanto di no.

Servizio al TGCom sui supplizi a cui sono sottoposti i bimbi dei VIP a causa dei capricci dei loro montati genitori. C’è la foto della piccola Suri (figlia di Tom Cruise e Katie Holmes), tre anni,che indossa scarpe con i tacchi. Poi la giornalista snocciola le torture a cui sarebbero sottoposti i figli di Madonna, tra cui dieta macrobiotica e niente TV. Lollo capta en passant la notizia ed esclama “Cavoli, non mi lamento più! Meglio una mamma isterica e un padre grassoccio che essere figli di quelli lì!”. Ora so con precisione come considera i suoi genitori e non ne sono propriamente soddisfatta.

* prima che qualcuno mi chieda come mai metto i sottotitoli: NO, non sono (ancora) diventata sorda, ma non sapete quanto chiacchiera mio figlio, soprattutto quando è il mio momento di seguire qualcosa in televisione. Rimedio come posso.

Di tutti i colori…

2 Settembre 2009

E dunque le Frecce Tricolori hanno sorvolato il cielo libico esibendosi nelle tradizionali acrobazie che le hanno rese famose in tutto il mondo, in occasione dell’anniversario della rivoluzione che portò Gheddafi al potere. In un primo momento, l’esibizione sembrava dover essere annullata perché Gheddafi stesso aveva espresso la volontà che l’unico colore a dover fare da scia ai nostri aerei fosse il verde, colore simbolo della Libia. Al netto rifiuto del comandante della Pattuglia, il raìs ha dovuto accettare che lo spettacolo si concludesse, come suo solito, con le fumate tricolori.

E per fortuna non si è verificato quanto sagacemente preconizzato dal F.d.C.:

“Magari Gheddafi ha accettato il tricolore italiano nel cielo libico, perché al momento giusto abbatterà gli aerei che emettono il fumo rosso e quello bianco, così rimarrà solo il verde, proprio come vuole lui!”.

Mi scuso per l’assenza, dovuta a motivi troppo noiosi e deprimenti per farne un post. Ma non posso esimermi dall’augurarvi un buon Ferragosto con un simpatico scambio di battute avuto con un dottore dell’ospedale in cui mio padre è stato ricoverato per una pancreatite acuta causata da calcoli alla colecisti:

Dottore: suo padre sta meglio, ma ora deve decidere se operarsi o meno di calcoli. Lui ha avuto un infarto vero?

Alianorah: sì, una quindicina di anni fa. E soffre di angina.

D.: ecco, se si opera, c’è una possibilità su dieci che muoia.

A.: eh, lo so.

D.: del resto, anche se non si opera, può tornargli la pancreatite. E c’è la possibilità concreta che muoia.

A: eh sì, so anche questo. Però, dottore, se dovete spiegargli queste cose, fatelo in modo meno crudo, altrimenti, c’è la possibilità che muoia subito.

Ci risentiamo dopo le (mie) ferie!!!

Uomini

12 Luglio 2009

INGENUA CAVALLERIA

Alianorah e l’amico R. entrano in un locale e si apprestano a sedersi a un tavolo.

R.: perché non ti siedi lì, lontano dalla finestra? Tu sei freddolosa, io ho sempre caldo invece…

A.: buona idea!

Cinque minuti dopo.

R.: cameriere! Per cortesia, può chiudere la finestra? Ho freddo alla schiena.

INUTILE MALIZIA

Cliente: indovina cosa voglio?

A.: una crema di caffè.

C.: esatto! da portare a casa. ‘E femmene te leggono dint’  ‘e lluocchie (le donne ti leggono negli occhi).

Alianorah prepara il bicchiere da asporto con la crema, lo chiude, glielo porge.

A.: immagino che il cucchiaino tu ce l’abbia no?

C.: (guardandosi la patta dei pantaloni) eh, sì, almeno stamattina c’era…

A.: (sbigottita) il cucchiaino…

C.: (con aria vacua) ah sì, il cucchiaino…avevo capito tutt’altro!

Visto che la crema di caffè era per sua moglie, è lecito chiedersi come è solita mangiarla…

Lo schiacciasassi

6 Luglio 2009

Alianorah, il Capo, il Figlio del Capo, lavorano dietro il bancone.

Il Capo: chi ha lasciato in giro questa bottiglia senza rimetterla a posto? Non siete capaci di fare niente!

F.d.C.: l’ho lasciata io perché mi sono messo a fare un’altra cosa. E Alianorah non ci arriva allo scaffale alto! Tu prendi sempre cameriere basse!

A.: (fulmina con lo sguardo F.d.C.)

I.C.: le cameriere si possono cambiare. Se il bar ha esigenze diverse, si chiama personale con altre caratteristiche.

A.: ?!?!?

F.d.C.: (pentito e terrorizzato all’idea che A. se ne vada…si vabbè) ma Alianorah è pure una delle più alte che abbiamo avuto. Ti ricordi anni fa, quella ragazza alta sì e no un metro e trenta?

I.C.: me la ricordo eccome!…era bassa sì, ma quella era bella!

A.: …

E se lo dice lui…

2 Luglio 2009

Alianorah e il suo ex strizza chiacchierano piacevolmente davanti a una bella pizza:

Alianorah: …e insomma, mi sono presa il dito nel cassetto e mi ha fatto un male boia. Ora l’unghia è color muffa, ma credimi, il giorno dopo l’incidente era bellissima, sembrava il Duomo in controluce o il profilo delle Dolomiti!

Ex analista: (tra il serio e il faceto) tu ti devi far vedere da uno bravo.

Ecco.

Self made

26 Giugno 2009

Oggi va di moda la ricostruzione delle unghie. Chi ha problemi di unghie fragili, spezzate, sfaldate o semplicemente rosicchiate, si reca dalla manicure che con maestria applica delle protesi sintetiche che vengono ricoperte da smalti e lacche di sgargianti colori. Proprio qualche giorno fa al bar è entrata una ragazza con dei fantastici artigli blu-violetti, con striature indaco e applicazioni di polvere d’argento effetto stella cometa. Al che mi sono detta “cavoli, e perché io no?!”. E così, ieri mattina, con il pretesto di avere le mutande troppo larghe che mi impedivano di dormire placidi sonni, con gli occhi ancora cisposi e semichiusi, sono andata a frugare nel cassettone della biancheria intima in cerca di una mutanda più comoda e, trovatala, ho richiuso il cassetto con un colpo secco e preciso, non ricordando però di tirare indietro l’indice della mano destra. A parte un trascurabile doloretto che quasi mi faceva svenire, ora mi ritrovo un’unghia molto simile a quelle ammirate alla cliente del bar. La mia ha un tocco di originalità in più, in quanto verso il basso il colore livido sfuma in un elegante verde petrolio, mentre verso l’alto si sfrangia in una serie di guglie rosso porpora, che danno l’idea del profilo del duomo di Milano stagliato controluce in tutta la sua aerea plasticità. Come se non bastasse, alla radice una mezzaluna madreperlacea indica che presto avrò anche io un’unghia tutta nuova. Gratis.

P.S.  commento di un mio amico: “così impari a farti sfilare le mutande da un uomo, e a non farlo da sola. Anche perché è molto meglio “venire” che “svenire” “.

Come in un film…?

19 Giugno 2009

Avete presente quando, vedendo un film, leggendo un libro, vi imbattete in frasi che vi fanno esclamare “Possibile!?”. Ad esempio, vi sognereste mai che qualcuno, dopo una lite, vi guardasse negli occhi ed esclamasse accoratamente “Amare significa non dover mai chiedere scusa!”(“Love Story”)? Oppure che con tono drammaticamente partecipe vi declami “Non posso vivere senza la mia vita, non posso morire senza la mia anima”(“Malena”)?

Di contro, sono frequentissime le vicende in cui la storia dei due protagonisti sembra destinata a morire prima della nascita. O perché muore lui (“Vi presento Joe Black”), o perchè lui è un principe e lei una serva (“Cenerentola”), o perché lui è ricco e lei una puttana (“Ceneren…” ah no…”Pretty woman”); o perché lei è fidanzata (“L’amore ai tempi del colera”, dove la Fermina Daza ci mette 50 anni prima di Daza, cioè, darla, al povero Florentino, che comunque nel frattempo fa pratica senza troppo coinvolgimento); o perché è fidanzato lui (“Ragione e sentimento”). Strade che si incrociano accidentalmente e sembrano doversi separare subito per sempre, ma che fatalmente si intrecciano, fino all’inevitabile happy end.

Ma nella vita due più due raramente fa quattro, e due che in un film sono CHIARAMENTE destinati a finire insieme, nella realtà si perdono di vista, o restano amici, o si rivedono dopo venti anni e, nelle prime ombre della vecchiaia, si confessano che, in effetti, un interesse c’era…se solo se lo fossero detti! Perché diciamocelo chiaramente, quelli che nella finzione sono ostacoli inconsistenti (fantasmi del passato, fidanzati liquidabili e via dicendo), nel quotidiano diventano montagne insuperabili, per pigrizia o per mancanza di sentimento o volontà.

Allora uno si rassegna, i film non sono la vita, nessuno dirà mai “Non posso vivere senza la mia vita, non posso morire senza la mia anima”. E invece un giorno arriva uno che dice di essere innamorato  e con partecipazione profonda dice cose come “Cerca di star bene, perché se muori tu muoio anche io”, oppure “Sei un’esigenza primaria, per me” ecc ecc. Solo che, naturalmente, queste incredibili frasi non vengono pronunciate da quello con cui c’è alchimia, simpatia, empatia, sintonia, ia ia oh; ma da una persona inaspettata che forse ha visto qualcuno dei film in cui alla fine i protagonisti superano tutte le traversie e vivono felici e contenti.

E i conti continuano a non tornare. Per cui lui, l’innamorato respinto, continua a insistere anche se sa che lei ama un altro. E siccome non vuole perdere la speranza, le dice che anche lei non deve perdere la speranza con l’altro, perché chi la dura la vince. Ma, se il postulato funziona, lei insiste e conquista il suo amore; l’innamorato respinto insiste e conquista lei…qui c’è qualcosa che non quadra…cosa può significare tutto ciò?

“Significa che qualcuno avrà le corna” è la sentenza dell’innamorato respinto. Un finale che troverete in pochi film…e in molte realtà.