L’amore ai tempi di Facebook
24 Novembre 2009
Sabato sera alla sala da tè. Entra una coppia, in due non raggiungono i quarant’anni. Lui è magro, occhi chiari, faccia da bravo ragazzo. Lei è molto carina, capelli corti e piega da parrucchiere, trucco discreto ma molto accurato, vestito elegante a fasciarle la figura snella. Si siedono, consultano il menu, ordinano qualcosa da bere. Dopo averli serviti, mi ritiro dietro il bancone e non vista li osservo. Non si parlano, e come potrebbero? Lui traffica freneticamente con due cellulari, inviando dati dall’uno all’altro, spingendo tasti con frenesia. Lei ha lo sguardo assente, forse un po’ triste, o forse solo annoiato. Spero non indifferente come sembra. Lui parla al telefono con qualcuno che gli spiega come fare a connettersi ad un social network di modo che possano comunicare anche tramite cellulare; poi riattacca e ricomincia a pigiare sulla tastiera. Intanto io prendo altri ordini, preparo vassoi, servo clienti. Dopo dieci minuti, controllo se qualcosa è cambiato. Lei guarda nel vuoto, lui guarda i telefonini e smanetta. Poi, miracolo: una pausa durante la quale lui sembra ricordarsi di non essere solo. Dà alla ragazza un bacio sulla guancia, lei sembra rianimarsi, ne pretende uno sulle labbra. Lui partecipa con apparente entusiasmo, tanto da concedergliene un secondo. Poi il cellulare squilla di nuovo e lui riprende da dove aveva sospeso, mentre lei si riaccascia sulla poltroncina, sorseggiando distrattamente la bevanda.
Sabato sera alla sala da tè. Due ragazzi che insieme non hanno ancora quarant’anni e non hanno già più molto da dirsi. Li guardo, io, che i quaranta li ho superati da un pezzo. Li guardo e non li invidio. Per niente.
Una volta per uno…
12 Ottobre 2009
Il Figlio del Capo ha un umore ondivago. Cavoli suoi, direte; e lo direi pure io se queste onde non si andassero a infrangere (anche) contro la mia persona, determinando l’intensità dei marosi dietro il bacone del bar.
Così passano periodi in cui mi chiedo se sto diventando la donna invisibile dei fantastici quattro perché il suddetto, in guerra con il mondo, quasi non mi rivolge la parola. In tal modo, possono verificarsi dialoghi di questo tipo:
Alianorah: oggi è il mio onomastico!
F.d.C.: (senza guardarmi) ma oggi è San Francesco…
A.: appunto!
F.d.C.: (buttandomi un’occhiata) perché, ti chiami Francesca, tu?
A.: certo che no, ma volevo vedere se dicendo una ca**ata ti saresti degnato di guardarmi in faccia.
F.d.C.: io ti guardo sempre quando dici ca**ate…infatti ti guardo spessissimo.
E questa me la sono proprio cercata.
Quando invece è di buonumore, diventa più affabile e poiché è preparatissimo in tuttologia (non scherzo eh? non so se è cultura, intelligenza o erudizione, ma ne sa davvero di ogni colore), a volte si svolge questo genere di scenette:
F.d.C.: cosa ti ricorda Barletta?
A.: ah…uhmmm… (non sono particolarmente ferrata in storia, ma nemmeno in geografia… n.d.A.)
F.d.C.: la di…
A.: ah sì, la disfida!
F.d.C.: tra chi?
A.: Ettore Fieramosca e…i Turchi?
F.d.C.: no, erano francesi.
A.: (scherzando) …ma probabilmente di origina turca…
F.d.C.: se vabbè… e cos’è successo?
A.: abbiamo vinto noi!
F.d.C.: sì, ma com’è andata a finire?
A.: ah, non ricordo…due a zero? (risultato della squadra di calcio del paese del F.d.C. che giocava contro il Barletta n.d.A.).
E questa se l’è cercata lui.
P.S. la nuova foto è del mio amico Romeo, bravissimo fotografo e bellissima persona.
Di tutti i colori…
2 Settembre 2009
E dunque le Frecce Tricolori hanno sorvolato il cielo libico esibendosi nelle tradizionali acrobazie che le hanno rese famose in tutto il mondo, in occasione dell’anniversario della rivoluzione che portò Gheddafi al potere. In un primo momento, l’esibizione sembrava dover essere annullata perché Gheddafi stesso aveva espresso la volontà che l’unico colore a dover fare da scia ai nostri aerei fosse il verde, colore simbolo della Libia. Al netto rifiuto del comandante della Pattuglia, il raìs ha dovuto accettare che lo spettacolo si concludesse, come suo solito, con le fumate tricolori.
E per fortuna non si è verificato quanto sagacemente preconizzato dal F.d.C.:
“Magari Gheddafi ha accettato il tricolore italiano nel cielo libico, perché al momento giusto abbatterà gli aerei che emettono il fumo rosso e quello bianco, così rimarrà solo il verde, proprio come vuole lui!”.
Uomini
12 Luglio 2009
INGENUA CAVALLERIA
Alianorah e l’amico R. entrano in un locale e si apprestano a sedersi a un tavolo.
R.: perché non ti siedi lì, lontano dalla finestra? Tu sei freddolosa, io ho sempre caldo invece…
A.: buona idea!
Cinque minuti dopo.
R.: cameriere! Per cortesia, può chiudere la finestra? Ho freddo alla schiena.
INUTILE MALIZIA
Cliente: indovina cosa voglio?
A.: una crema di caffè.
C.: esatto! da portare a casa. ‘E femmene te leggono dint’ ‘e lluocchie (le donne ti leggono negli occhi).
Alianorah prepara il bicchiere da asporto con la crema, lo chiude, glielo porge.
A.: immagino che il cucchiaino tu ce l’abbia no?
C.: (guardandosi la patta dei pantaloni) eh, sì, almeno stamattina c’era…
A.: (sbigottita) il cucchiaino…
C.: (con aria vacua) ah sì, il cucchiaino…avevo capito tutt’altro!
Visto che la crema di caffè era per sua moglie, è lecito chiedersi come è solita mangiarla…
Lo schiacciasassi
6 Luglio 2009
Alianorah, il Capo, il Figlio del Capo, lavorano dietro il bancone.
Il Capo: chi ha lasciato in giro questa bottiglia senza rimetterla a posto? Non siete capaci di fare niente!
F.d.C.: l’ho lasciata io perché mi sono messo a fare un’altra cosa. E Alianorah non ci arriva allo scaffale alto! Tu prendi sempre cameriere basse!
A.: (fulmina con lo sguardo F.d.C.)
I.C.: le cameriere si possono cambiare. Se il bar ha esigenze diverse, si chiama personale con altre caratteristiche.
A.: ?!?!?
F.d.C.: (pentito e terrorizzato all’idea che A. se ne vada…si vabbè) ma Alianorah è pure una delle più alte che abbiamo avuto. Ti ricordi anni fa, quella ragazza alta sì e no un metro e trenta?
I.C.: me la ricordo eccome!…era bassa sì, ma quella era bella!
A.: …
Sketchesssss
15 Giugno 2009
Cliente del bar: qual’è il tuo nome su FaceBook?
Alianorah: ecco, te lo scrivo qui (scrive “ALIANORAH” su un foglio).
C.d.b.: Aliànora?
A.: no, hai sbagliato accento!
C.d.b.: eh, ma tu non l’hai messo, l’accento! Allora è Alianorà.
A.: …
Lollo: mamma, ma i grandi si masturbano?
A.: beh, sì. Se sono single, se hanno desiderio di farlo…
L.: ma che schifo!
A.: ma scusa, perché che schifo? Tu non lo fai?
L.: sì, ma io sono un ragazzino!
A.: e allora? preferiresti, che so…che invece di quello, io andassi a letto con l’uno o con l’altro, a seconda della necessità?
L.: sì!…no!…boh, fai come ti pare!
A.: ..
A.: (non sentendo bene l’audio della TV) sto diventando sorda…
Mamma di Alianorah: eehhh?
A.: (scandendo bene le parole) sto-diventando-sorda…
M.d.A.: eehhh?
A.: (urlando) oh ma’! sto diventando SORDA!
M.d.A.: stai diventando GOBBA?!
A.: (alzando il volume della TV) ecco sì…appunto.
Ipocrita ignoranza
7 Giugno 2009
Ieri si parlava del Caravaggio col Figlio del Capo. Premetto che, sebbene non mi intenda di arte, Caravaggio è un pittore che adoro, sia per le sue tecniche pittoriche, sia per l’intensità dei suoi dipinti, nonché per le emozioni che le sue opere riescono a trasmettermi. I volti, i gesti, la postura dei corpi, le luci e le ombre, i colori caldi e violenti, sono a mio avviso espressioni di altissimo genio artistico e i suoi soggetti, in particolare quelli sacri, vibrano di un’umanità, di una carnalità così evidente che non mi stupisce affatto di come il discolo Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, abbia avuto guai con i sepolcri imbiancati che occupavano e occupano gli scranni della Chiesa Cattolica.
In particolare, facendo riferimento a “La vocazione di San Matteo“, dicevo che Gesù in particolare era “bono”. Ammetto il termine inappropriato, ma che esprimeva quel che pensavo, cioè che in esso più che mai, era evidente il Verbo fattosi Carne, e quindi più che mai umano e attraente fisicamente.
Un cliente che comprava le sigarette, mi ha squadrata con aria severa:
“Eh, non si dice…”bono”…ha qualcosa di blasfemo. Io non sono così praticante, ma davvero non avresti dovuto usare quel termine”.
L’ho guardato come per dire “Ma che t’intrufoli in un discorso privato” e poi ho risposto…”La tua è un’affermazione molto… cattolica. Sai che “La Madonna dei pellegrini” fu invisa al clero secentesco perché i piedi nudi sporchi e gonfi dei pellegrini, posti in primo piano, apparivano troppo volgari? E che la Vergine aveva un’aria troppo da popolana e sembra addirittura avesse le sembianze di una prosituta amante dello stesso Caravaggio? Ecco, la tua affermazione è molto simile a quella di quei prelati che per guardare il dito, cioè il particolare, non vedevano la luna, cioè il messaggio più ampio”.
Il cliente se n’è andato, pensando forse che una cameriera saccente non avrebbe dovuto rimbrottarlo in quel modo. E io non lo avrei fatto se avessi avuto di fronte un uomo devoto, sensibile, ligio a certi dettami del credo cattolico tanto da sentirsi offeso da un’improprietà linguistica troppo sbarazzina. Ma il mio censore, un tipo sui quarant’anni, si è da poco separato dalla moglie con cui ha avuto un figlio, per andare a stare con l’amante straniera che ha messo incinta; e passa tutte le serate al bar né con l’una né con l’altra famiglia, ma con un gruppo di amici bestemmiatori e bevitori, sempre pieni di soldi di dubbia provenienza e intrallazzoni all’ennesima potenza. E dunque, io accetto le critiche, ma, restando nell’ambito religioso, perchè qualcuno non impara a vedere la trave nel proprio occhio prima di indicare la pagliuzza in quello del prossimo?
Se…
1 Giugno 2009
…se uno arriva al bancone del bar esclamando “Datemi un bicchiere d’acqua…sono mezzo assiderato!”;
…se uno viene al bar e compra una bottiglia di grappa, e poi torna e dice “La grappa sapeva di tappo”; ma non la restituisce perché intanto se l’è bevuta; e compra una nuova grappa di un’altra marca senza pagarla; e poi scopriamo che la prima non poteva sapere di tappo perché il tappo è di quelli di resina, e non di sughero;
…se uno che viene al bar non mi ha filata per anni improvvisamente si scopre affascinato da me perché mi sono iscritta a FaceBook;
…se un altro che viene al bar non mi ha mai salutata nemmeno di striscio e poi mi dice in chat che quando lavoro lo metto in soggezione, e che per quello non mi dà confidenza; e poi scopro che pensava che il mio nome fosse Daniela;
…se uno entra nel bar e vedendo una bandiera rossa esclama “aahhh, vade retro!”
…se non avere il coraggio di chiedere la verità autorizza gli altri a dire menzogne o anche solo a non essere chiari, perché in fondo omettere non è proprio come mentire ;
…se per ogni cosa bella che succede, ne arriva subito un’altra brutta che la manda a pu**ane…e non si può nemmeno protestare perché la vita è così e non bisognerebbe mai crearsi delle aspettative, perché gli altri si devono “accogliere” o “non accogliere” ma nulla si deve pretendere…
…se tutto questo accade, e accade…beh, ragazzi, io sarò strana, ma non venitemi a dire che non ho ragione!
Un po’ di questo e un po’ di quello
20 Aprile 2009
Cosa fa un tredicenne dopo aver giocato un pomeriggio intero a pallone con gli amici? Non so quelli che conoscete voi. Quello che ho partorito io, si infila in una vasca di acqua bollente, si immerge fino alle orecchie e poi canticchia “L’inno alla gioia” di Beehtoven.
Ieri alla sala da thè è venuto un intenditore, di quelli alla “Michele, Michele…tu che sei un intenditore…” per capirci. Mi ha chiesto un cognac “un Fundador o un Martell”.
“Se” penso io… “è già tanto se ne abbiamo un tipo”. Fortuitamente avevamo proprio il Martell. Glielo porto, lui lo snasa con aria compita e poi, con tono di competenza esala un “Ah, Fundador”. E io, impietosa “Martell”. Che soddisfazione!
Ho aperto un sondaggio tra i miei amici maschi: “Tu tendi ad innamorarti di me?”. Questo per contestare l’affermazione di un mio estimatore secondo cui l’universo maschile che entra in contatto con me sarebbe predisposto a cadere vittima del mio fascino. Il che ovviamente non è, ma siccome lui è convinto del contrario, non mi resta che dimostrargli il suo torto. Questi i primi risultati del sondaggio:
Massimo 1: tutto può succedere.
Massimo 2: decisamente no.
Mario: perché no?
Francesco: sì
Giuseppe: lo sono già
Dario: può darsi
Antonello: no
Livio: io mi innamoro di tutte
Biagio: amore vuol dire rispetto (che non c’entra un cavolo con la domanda)
Enzo: se mi chiedi se voglio trombarti so risponderti meglio
Marco (il vicino di casa): eh ma io è da tempo che… (“Marco, seriamente”)…e vabbè, ma allora te la cerchi: NO!
Pino: io sono follemente innamorato delle tue tette. Del resto, no
Davide: potrebbe succedere
Mauro: no!
Gino: sono d’accordo con Davide
Vi aggiornerò su ulteriori risultati, ma sembra che il mio ammiratore non ci abbia preso.
Dell’amore e di altri dem…enti
14 Aprile 2009
Solito teatrino al bar. Attori:
Alianorah
Il Figlio del Capo
Celestino, Lo Spasimante Respinto
F.d.C.: ehi, Celestino! Sei tornato! Ho sentito la tua mancanza!
A.: perché, è stato via?
F.d.C.: ma sì, per un mese, non te ne sei accorta?
A.: …
Celestino: (un po’ seccato, rivolto al F.d.C. ma ammiccando nella mia direzione) certo che Alianorah non è in forma oggi, la vedo sciupata…
F.d.C.: sta prendendo gli antibiotici.
C.: infatti, si vede che non sta bene, ha una faccia…
A.: (rivolta al rosicone) invece tu stai proprio bene, hai preso chili. Ti vedo bello GRASSO!
C.: a te invece stanno calando le tette.
A.: (impettendosi) le mie tette sono in gran forma e io sono sempre la stessa. Invece tu, prima che ti dessi il due di picche eri molto più gentile con me.
Non credo mi rivolgerà ancora la parola. Ce l’ho fatta!
E tanto per gradire, oggi una specie di corteggiatore mi ha detto “Sei cattiva. Odiosa, antipatica, insopportabile. Non riesco proprio a capacitarmi di come ho fatto a innamorarmi di te”. “C’è una sola spiegazione” gli ho risposto “Sei un masochista”.
E’ veramente un momento grandioso, non c’è che dire…