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	<title>Alianorah...l&#039;altra gallina</title>
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		<title>Alianorah...l&#039;altra gallina</title>
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		<title>Ritrovarsi&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 14:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;mi sembra il titolo più adatto per questo nuovo post che arriva a più di quattro mesi di distanza dal precedente. Voglio raccontarvi una piccola storia&#8230; Avevo 5 anni quando conobbi M. Ci accomunavano l&#8217;età, gli occhi azzurri e l&#8217;origine &#8230; <a class="more-link" href="http://alianorah.wordpress.com/2013/05/14/ritrovarsi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1343&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>&#8230;mi sembra il titolo più adatto per questo nuovo post che arriva a più di quattro mesi di distanza dal precedente. Voglio raccontarvi una piccola storia&#8230;</strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>Avevo 5 anni quando conobbi M. Ci accomunavano l&#8217;età, gli occhi azzurri e l&#8217;origine nordica. Mia madre piemontese, i suoi genitori lombardi. M. era una bambina seria, un po&#8217; timida, caratterialmente diversa da me. Forse per questo andammo subito d&#8217;accordo. Pur vivendo nello stesso paese, abitavamo a diversi chilometri di distanza, per cui non ci vedevamo spesso. Le nostre mamme non erano propriamente amiche, ma si incontravano di tanto in tanto a casa di un&#8217;amica comune, ed io e M. giocavamo insieme.</strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>Il primo giorno di scuola elementare non conoscevo nessuno dei miei nuovi compagni di scuola. Mi guardavo intorno un po&#8217; smarrita, tesa per la prima vera separazione da mia madre, ostentando un&#8217; aria distaccata e sicura di me che non mostrava i sentimenti che mi si agitavano dentro. Poi, tra tutti quei visi sconosciuti, riconobbi quello di M. Ci salutammo, o forse no. La mia apparente sicumera nascondeva una grande timidezza (forse più grande della sua), che mi faceva temere (mi accade anche ora, talvolta) di non essere gradita e accettata. Ricordo ancora che mi alzai per andare a gettare qualcosa nel cestino della carta straccia, e alzando gli occhi incrociai quelli di M., che mi sorrise e mi fece un cenno, per farmi avvicinare a lei. Non so se lo chiedemmo noi alla maestra, o se fu sua iniziativa, fatto sta che ci mise al banco insieme. Così si rafforzò il nostro rapporto e per tre anni fummo &#8220;amiche del cuore&#8221;, inseparabili. Ma la vita unisce e la vita separa, e in questo caso, fu sempre la maestra ad intervenire. Considerò che il nostro rapporto era troppo esclusivo, si mise in mente che forse questo avrebbe ostacolato il legame con gli altri bambini e in quarta elementare decise arbitrariamente che non potevamo più essere compagne di banco. Fu un dispiacere per entrambe, ma la parola della maestra ai miei tempi era legge e non ci rimase che accondiscendere. Naturalmente io e M. continuammo a frequentarci anche fuori da scuola. Andavo io più spesso da lei, facevamo i compiti e a merenda sua mamma ci preparava il budino al cioccolato, che divoravamo ancora tiepido, perché ci piaceva di più così. Passarono gli anni delle elementari, ci ritrovammo nella stessa classe in prima media. Poi lei andò via: con i suoi genitori tornò in Lombardia. Mi regalò la sua collezione di fumetti, ci scambiammo gli indirizzi e continuammo ad essere amiche per posta. Niente internet, niente cellulare&#8230;il telefono si usava solo per chiamate &#8220;importanti&#8221;. M. e io non ci perdemmo di vista per più di dieci anni, anche se le lettere si diradavano sempre più. L&#8217;ultima sua comunicazione la ricevetti quando nacque Lollo: mi spedì un biglietto di auguri scritto con la sua grafia minuta e ordinata, così tanto diversa dalla mia, caotica e angolosa.</strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>Qualche anno più tardi venni a sapere che il suo papà, signore gioviale e generoso, era mancato dopo una lunga malattia. Il suo numero non era in elenco. Non sapevo se avesse cambiato caso. Non osai scriverle e di lei non seppi più nulla.</strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>Nell&#8217;era dei social network, mi iscrissi al famigerato Facebook, e il suo fu uno dei primi nomi che cercai, inutilmente. A quanto pareva, M. si era sottratta alla febbre dei messaggi istantanei e della condivisione di status di poca importanza. Non avevo grandi speranze di rintracciarla. </strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>Un paio di mesi fa, quasi per caso, digitai il suo nome completo su Google, e si visualizzò un link che mi rimandava ad un noto sito per lo sviluppo di contatti professionali. La zona corrispondeva, la professione anche&#8230;poteva essere davvero lei! Le mandai una richiesta di contatto e pochi giorni dopo mi arrivò una risposta&#8230;&#8221;Sei proprio tu? La ragazza con cui sono cresciuta?&#8221;. </strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>Da allora ci siamo scambiate numerose email. Ci siamo raccontate le nostre vite, le nostre esperienze, abbiamo cercato di colmare un buco temporale durato quasi vent&#8217;anni. E&#8217; stato un po&#8217; come riaprire la stanza abbandonata di una casa familiare e sempre accogliente, e ritrovare intatti gli oggetti, i ricordi, le emozioni lasciate lì, ma mai dimenticate. E&#8217; stato bello scoprire che siamo cambiate, ma siamo anche le stesse. Che nonostante la distanza l&#8217;affetto è rimasto intatto e la voglia di raccontarci è tornata più forte e più matura di prima. </strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>La vita unisce, la vita separa. E qualche volta la vita permette anche di ritrovarsi.</strong></span></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://alianorah.wordpress.com/category/mio-di-me/'>Mio di me.</a>, <a href='http://alianorah.wordpress.com/category/ricordi/'>Ricordi</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alianorah.wordpress.com/1343/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alianorah.wordpress.com/1343/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1343&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Grazie</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 21:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mio di me.]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un post speciale, dedicato a persone speciali. Ti ringrazio per la calza della Befana appesa alla maniglia della porta per non esserti dimenticato di me neppure nel dolore che vivi per la fiducia che mi hai dimostrato, rischiando &#8230; <a class="more-link" href="http://alianorah.wordpress.com/2013/01/06/grazie/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1338&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#555555;"><strong>Questo è un post speciale, dedicato a persone speciali.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Ti ringrazio</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per la calza della Befana appesa alla maniglia della porta</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per non esserti dimenticato di me neppure nel dolore che vivi</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per la fiducia che mi hai dimostrato, rischiando pur di non perdermi</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per i tuoi capelli pieni di vita e di energia</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per la tua mano sulla mia mentre cerchi di rassicurarmi</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per le tue dichiarazioni inaspettate in momenti inaspettati</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per le canzoni urlate nelle serate a tu per tu</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per la tua amicizia non programmata</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per le parole gentili e la disponibilità del tutto gratuita</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per il tuo sms il giorno del mio compleanno</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per la simpatia che mi dimostri nonostante il tuo caratteraccio</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per avermi perdonata anche quando non lo meritavo</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per esserci nonostante tutto</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per il dispiacere che hai provato quando mi hai salutata</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per il tuo sorriso malinconico ma sempre pieno di calore</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per la comprensione non pidocchiosa che mi dimostri</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per il tuo profumo sottile e sensuale</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per la tua capacità di farmi ridere</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per le tue prese in giro piene di amore</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per la tenerezza che non smetti mai di suscitarmi</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per il calore con cui mi hai riaccolta nella tua quotidianità</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per la festa che mi hai regalato</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per tutto il bene che mi vuoi anche quando mi fai arrabbiare</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per il tanto che rappresenti anche quando non ci sei</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per il tutto che sei anche se non lo sai</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>per il fatto che continui a leggermi anche se questo post non è dedicato a te.</strong></span></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://alianorah.wordpress.com/category/mio-di-me/'>Mio di me.</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alianorah.wordpress.com/1338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alianorah.wordpress.com/1338/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1338&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Per quest&#8217;anno</title>
		<link>http://alianorah.wordpress.com/2012/12/21/per-questanno-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 14:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>

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		<description><![CDATA[Archiviato in:Personalmente<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1335&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1327" alt="Immagine" src="http://alianorah.files.wordpress.com/2012/12/immagine1.jpg?w=642"   /></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://alianorah.wordpress.com/category/personalmente/'>Personalmente</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alianorah.wordpress.com/1335/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alianorah.wordpress.com/1335/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1335&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>C&#8217;è qualcosa di nuovo nell&#8217;aria?</title>
		<link>http://alianorah.wordpress.com/2012/12/02/ce-qualcosa-di-nuovo-nellaria/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Dec 2012 18:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mio di me.]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi]]></category>

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		<description><![CDATA[Capitava a sera, inaspettatamente, e qualsiasi sera poteva essere buona: in particolare quelle brumose, più fredde che umide, che cominciano ad arrivare dopo la metà di ottobre, a proclamare a gran voce che, a dispetto delle temperature tiepide del giorno, &#8230; <a class="more-link" href="http://alianorah.wordpress.com/2012/12/02/ce-qualcosa-di-nuovo-nellaria/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1323&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#555555;"><strong>Capitava a sera, inaspettatamente, e qualsiasi sera poteva essere buona: in particolare quelle brumose, più fredde che umide, che cominciano ad arrivare dopo la metà di ottobre, a proclamare a gran voce che, a dispetto delle temperature tiepide del giorno, l&#8217;autunno ha preso pieno possesso della sua dimora e si sta preparando ad accogliere lentamente l&#8217;inverno. Capitava che nell&#8217;aria, all&#8217;improvviso, si sentisse un profumo particolare, un&#8217;armonia di essenze che mescolava foglie secche e fumo di legna, nebbia ed erba bagnata, con una punta di freddo puro, asciutto, in sottofondo. Capitava che in quel momento, chiudessi gli occhi, inspirassi profondamente e senza nessuna premeditazione, la mia mente pensasse &#8220;Natale&#8221;. Non c&#8217;erano collegamenti reali, concreti. Non avevo bisogno dei festoni colorati, della pubblicità del pandoro, del muschio. Bastava la luce arancione di un lampione, un refolo di vento, un soffio di nebbia, un suono lontano di natura non definita. E non importava se stessi salendo in macchina, uscendo da un negozio, chiudendo un portone o andando al lavoro. &#8220;Natale&#8221; era già lì, in quell&#8217;aria più fredda che umida, in quell&#8217;odore di sottobosco che a sorpresa raggiungeva anche la strada più trafficata. </strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Di anno in anno, questa personalissima epifania è arrivata sempre più tardi nella mia vita. Perché ho smesso di crescere e ho cominciato ad invecchiare? O perché le difficoltà sono diventate sempre più numerose e hanno stemperato la magia e l&#8217;attesa di qualcosa che ha per me sempre meno senso? Quest&#8217;anno, quel giorno qualsiasi, inaspettato, non è ancora arrivato, sebbene le Feste siano alle porte. Eppure, non smetto di sperare che una sera, all&#8217;improvviso, io possa chiudere gli occhi per un attimo, respirare a fondo un profumo indefinibile, e che la mia mente, nonostante tutto, possa di nuovo pensare &#8220;Natale&#8221;.</strong></span></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://alianorah.wordpress.com/category/mio-di-me/'>Mio di me.</a>, <a href='http://alianorah.wordpress.com/category/ricordi/'>Ricordi</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alianorah.wordpress.com/1323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alianorah.wordpress.com/1323/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1323&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Immagina. E basta.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2012 17:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mio di me.]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso...cos'è?]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensa di avere lo smartphone che desideri. Ti capita così, inaspettatamente, perché non avresti mai immaginato di possederlo. Lo vinci, lo trovi nuovo, dimenticato ancora nella confezione originale sul treno, te lo regalano. Insomma, ipotesi da fantascienza. Ce l&#8217;hai: è &#8230; <a class="more-link" href="http://alianorah.wordpress.com/2012/11/18/immagina-e-basta/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1317&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#555555;"><strong>Pensa di avere lo smartphone che desideri. Ti capita così, inaspettatamente, perché non avresti mai immaginato di possederlo. Lo vinci, lo trovi nuovo, dimenticato ancora nella confezione originale sul treno, te lo regalano. Insomma, ipotesi da fantascienza. Ce l&#8217;hai: è fashion, è glamour, è cool, è glitter, è slim, è fast, insomma faigo&#8230; e ci puoi fare tutto: scattare foto ad altissima definizione, connetterti alla rete, scaricare app (che non sai nemmeno cosa siano, ma puoi scaricarle), riprendere una fila interminabile di persone che dicono &#8220;cheeeeeeese&#8221; in coro, fare un filmino da mandare in tempo reale a tuo cugino a Fregene mentre tu balli il sirtaki a <a href="http://www.greecethisway.com/places/skopelos.php"><span style="color:#555555;">Skopelos</span></a> (non a caso) con l&#8217;amore della tua vita. Però poi&#8230;è troppo complicato, e se sbagli e mandi in palla il software, e ci vuole troppa pazienza a imparare come si fa, e in fondo mica sai fare ste foto artistiche tu, troppo sofisticato per le tue potenzialità&#8230;E se non ci riesci, ci rimani anche male. Così con questo smartphone fantastico alla fine ci fai quello che faresti con un cellulare &#8220;normale&#8221;. Ci telefoni. E stop.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Pensa di incontrare una persona, che non avresti mai pensato incrociasse la tua strada. E invece è lì, di fronte a te, inaspettatamente ti sorride e tu pensi che a volte &#8220;immagina&#8230;puoi&#8221;. E&#8217; fashion, è glamour, è cool, è in, è top. Insomma è faiga&#8230;e ci puoi fare tutto: ci puoi uscire, ballare, puoi abbracciarla, forse baciarla, realizzare un piccolo grande sogno. Però poi&#8230;è troppo complicato, e se sbagli mandi in palla il rapporto, e ci vuole troppa pazienza per aspettare i risultati, e in fondo mica sei mai stato un artista della seduzione tu, e lei è troppo sofisticata per le tue potenzialità. E se non ci riesci, ci rimani anche male. Così con questa fantastica persona ci fa quello che faresti con una qualsiasi altra persona &#8220;normale&#8221;. Ci parli. E stop. Anche se avresti voluto tanto fare con lei un video mentre ballate il sirtaki a Skopelos, per inviarlo in tempo reale a tuo cugino a Fregene.</strong></span></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://alianorah.wordpress.com/category/mio-di-me/'>Mio di me.</a>, <a href='http://alianorah.wordpress.com/category/sessocose/'>Sesso...cos'è?</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alianorah.wordpress.com/1317/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alianorah.wordpress.com/1317/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1317&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ma cos&#8217;è questa crisi?</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2012 12:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mio di me.]]></category>
		<category><![CDATA[Personalmente]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Babbo Natale, in questo periodo di crisi, e con lo speranzoso timore dell&#8217;imminente fine del mondo, mi porto avanti col lavoro e ti scrivo in anticipo la mia letterina. Si sa mai che tu abbia ancora qualche soldo, o &#8230; <a class="more-link" href="http://alianorah.wordpress.com/2012/11/11/ma-cose-questa-crisi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1311&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Caro Babbo Natale,</strong></p>
<p><strong>in questo periodo di crisi, e con lo speranzoso timore dell&#8217;imminente fine del mondo, mi porto avanti col lavoro e ti scrivo in anticipo la mia letterina. Si sa mai che tu abbia ancora qualche soldo, o che voglia sbrigare ogni incombenza prima del 21, così, tanto per darci l&#8217;illusione che il prossimo sarà un Natale proprio come tutti gli altri&#8230;</strong></p>
<p><strong>In genere, per il 25 dicembre, ricevo in regalo capi di abbigliamento, cosmetici, bigiotteria, profumi di erboristeria, libri e, da qualche anno, creme antirughe. Ma stavolta voglio esagerare con le richieste, voglio chiederti tutto quello che di più consumistico, lussuoso, esondante, esagerato e costoso io possa desiderare.</strong></p>
<p><strong>Inizialmente avevo pensato a 3 viaggi: uno a Parigi, uno in Grecia e uno in Egitto. Ma in Grecia ci sono le rivolte popolari; in Egitto, aiutami a di&#8217;; facciamo un finesettimana a Parigi, e non se ne parli più, ok?</strong></p>
<p><strong>Una vacanza di una settimana in Sardegna, in Puglia o in Sicilia, a tua scelta.</strong></p>
<p><strong>Uno smartphone con traffico incluso vitanaturaldurante.</strong></p>
<p><strong>Un&#8217;auto nuova, possibilmente una Micra ultimo modello. Rossa.</strong></p>
<p><strong>Un paio di stivali neri.</strong></p>
<p><strong>Una boccetta di Baiser Volé.</strong></p>
<p><strong>Due televisori LCD, uno grande e uno piccolo.</strong></p>
<p><strong>Uno scooter 125. Nero.</strong></p>
<p><strong>Perché mi interrompi, Babbo? Cosa dici? Che queste sono cose che un bel po&#8217; di persone ha già e non ha nemmeno avuto bisogno di scomodarti per ottenerle? Scusa, vecchia ciabatta, ma allora&#8230;di che crisi si va cianciando?</strong></p>
<p><a href="http://alianorah.files.wordpress.com/2012/11/15558603-povero-babbo-natale-con-i-suoi-piedi-nudi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1312" title="15558603-povero-babbo-natale-con-i-suoi-piedi-nudi" alt="" src="http://alianorah.files.wordpress.com/2012/11/15558603-povero-babbo-natale-con-i-suoi-piedi-nudi.jpg?w=642"   /></a></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://alianorah.wordpress.com/category/mio-di-me/'>Mio di me.</a>, <a href='http://alianorah.wordpress.com/category/personalmente/'>Personalmente</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alianorah.wordpress.com/1311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alianorah.wordpress.com/1311/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1311&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sfogo non cutaneo</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 18:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ma capitano tutte a me?]]></category>
		<category><![CDATA[Mio di me.]]></category>
		<category><![CDATA[Personalmente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio blog è nato come un diario pubblico. Mi divertiva scrivere le stranezze che mi capitano e fra le righe era chiaro quello che pensavo degli eventi che narravo. Non ho mai pensato che fosse un caso se su &#8230; <a class="more-link" href="http://alianorah.wordpress.com/2012/11/06/sfogo-non-cutaneo/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1308&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#555555;"><strong>Il mio blog è nato come un diario pubblico. Mi divertiva scrivere le stranezze che mi capitano e fra le righe era chiaro quello che pensavo degli eventi che narravo. Non ho mai pensato che fosse un caso se su di me si concentrassero le azioni di tante persone particolari perché so da sempre che, tra tutte le persone strambe che popolano il mio microcosmo, la più stramba sono proprio io. E&#8217; naturale che faccia da catalizzatore, portando a galla gli aspetti più singolari, comici, a volte ridicoli a volte commoventi, ma sempre umani, del mio prossimo. Ma il prossimo, come dice il termine stesso, è vicino a me, e non sempre gradisce vedersi attraverso i miei occhi. Soprattutto perché, automaticamente, pensa che se lui si è riconosciuto, tutti gli altri potranno riconoscerlo. E&#8217; quindi subentrata, lentamente, una automoderazione nei miei post. Ho iniziato a selezionare gli argomenti da trattare, i protagonisti che hanno animato le vicende che accadevano, a chiedermi se Tizio piuttosto che Caia, ritrovandosi a torto o a ragione all&#8217;interno di esse, potessero sentirsi feriti, offesi, umiliati. Per quanto mi sia (quasi) sempre adoperata per cambiare i nomi e le situazioni, rendendole generiche o avulse dal contesto reale in cui sono accadute, è stato comunque arduo e a volte doloroso, scegliere e scartare, togliendo a me la consolazione dell&#8217;esercizio della scrittura ironica e autoironica, e ai miei non tanti lettori il pretesto di un sorriso sagace ma benevolo. Così un po&#8217; per volta, il blog si è trasformato e snaturato. I post sono diventati sempre più rari, meno personali, più &#8220;normali&#8221;. Una mia amica, mi dice che i comici mi copiano, perché prima o poi fanno battute che ho già scritto su un post o su uno status du Facebook. Le ho risposto che in realtà non mi copiano (dubito che anche il più scalcinato dei comici perderebbe tempo a leggermi) ma partoriscono le stesse banalità di cui parlo e le ovvietà con cui le commento. </strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Mi chiedo allora se sia ancora il caso di tenere in vita un blog che ha perso il suo senso iniziale, se mai un senso ha avuto (cit. Vasco Rossi), in particolar modo in questo periodo in cui alle flebo dei post, in molti preferiscono le intramuscolari degli status sui social network. Immagino le considerazioni di chi mi leggerà: chi mi ama, dirà di continuare; chi mi sopporta, dirà di fare come voglio; la maggior parte, non dirà niente o penserà che cerco consensi. Non è così. Però con questo noioso post, né divertente né accattivante, ho voluto comunicare un piccolo disagio a una platea sempre più ridotta di lettori di blog, senza polemiche e, una volta tanto, senza ironia.</strong></span></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://alianorah.wordpress.com/category/ma-capitano-tutte-a-me/'>Ma capitano tutte a me?</a>, <a href='http://alianorah.wordpress.com/category/mio-di-me/'>Mio di me.</a>, <a href='http://alianorah.wordpress.com/category/personalmente/'>Personalmente</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alianorah.wordpress.com/1308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alianorah.wordpress.com/1308/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1308&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dal nano al niño</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2012 14:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e tv]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso...cos'è?]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avessi saputo che un giorno Banderas sarebbe stato assunto come mugnaio dalla Barilla, avrei lasciato perdere di servire caffè al bar, o fare fatture a chi lo compra, e avrei seguito un corso per diventare&#8230;non so, macina di pietra, &#8230; <a class="more-link" href="http://alianorah.wordpress.com/2012/10/10/dal-nano-al-nino/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1298&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#555555;"><strong>Se avessi saputo che un giorno Banderas sarebbe stato assunto come mugnaio dalla Barilla, avrei lasciato perdere di servire caffè al bar, o fare fatture a chi lo compra, e avrei seguito un corso per diventare&#8230;non so, macina di pietra, o pala rotante. Che poi io sono già bravissima così, a far girare le pale, figuriamoci con una specializzazione. Comunque, mai mi sarei aspettata di vedere il sogno erotico proibito dei miei trent&#8217;anni prendere il posto del brutto nano che fino a qualche anno fa sbavava dietro a quella svampita di Clementina*</strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://alianorah.files.wordpress.com/2012/10/mugnaio2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1300" title="Mugnaio" src="http://alianorah.files.wordpress.com/2012/10/mugnaio2.jpg?w=642" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>Di tutti gli spot del Mulino Bianco che si sono susseguiti negli ultimi mesi, da quello in cui Antonio dialoga con la gallina esperta in fette biscottate (e non si capisce chi dei due sia il pollo); a quello dove puccia il cornetto nella crema al cioccolato fatta con le sue &#8220;proprie mano&#8221;; a quello che lo vede esaltare il gusto rotondo delle macine (ma non era il Glen Grant ad avere il &#8220;gusto rotondo&#8221;?); il più surreale è uno degli ultimi. Il caliente iberico infarinato balla la mazurka tutta la notte con una bella gnocca che sdilinquisce tra le sue braccia. Arriva l&#8217;alba e lui sussurra: &#8220;E&#8217; ora di un abbraccio&#8221;. E la porta nel mulino. E le dà il biscotto. No, non &#8220;quel&#8221; biscotto, ma proprio un dolcetto vero, gusto panna-cacao, chiamato appunto &#8220;abbraccio&#8221;. Lei accetta il dono malcelando la delusione e commentando &#8220;E come si fa a resistere?&#8221;, prima di addentarlo vagheggiando ben altre degustazioni. E lui, con la stessa espressione seducente della gallina di cui sopra, risponde&#8230;&#8221;Non lo so&#8221;.<br />
</strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#555555;"><strong>E non lo so nemmeno io, come si fa a concepire una siffatta fola. Personalmente, se proprio dovessi scegliere, al posto dell&#8217; &#8220;abbraccio&#8221;, preferirei un&#8230;&#8221;galletto&#8221;.</strong></span></p>
<p><a href="http://alianorah.files.wordpress.com/2012/10/antonio-banderas-mulino-bianco-fiori-di-latte-350x248.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1301" title="antonio-banderas-mulino-bianco-fiori-di-latte-350x248" src="http://alianorah.files.wordpress.com/2012/10/antonio-banderas-mulino-bianco-fiori-di-latte-350x248.png?w=642" alt=""   /></a><strong><span style="color:#ff0000;">*ogni riferimento ad altri nani che sbavano dietro a svampite è da ritenersi puramente casuale.</span></strong></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://alianorah.wordpress.com/category/cinema-e-tv/'>Cinema e tv</a>, <a href='http://alianorah.wordpress.com/category/sessocose/'>Sesso...cos'è?</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alianorah.wordpress.com/1298/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alianorah.wordpress.com/1298/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1298&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Io e Dio</title>
		<link>http://alianorah.wordpress.com/2012/09/03/io-e-dio/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 17:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mio di me.]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>

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		<description><![CDATA[Da piccola avevo fede. Quella fede un po&#8217; stile Ikea, preconfezionata, ereditata per tradizione dai miei genitori e dai miei nonni. Andavo sovente a Messa, facevo la Comunione dopo essermi confessata, dicevo le preghiere e quelle cose lì. Poi accadde &#8230; <a class="more-link" href="http://alianorah.wordpress.com/2012/09/03/io-e-dio/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1271&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#555555;"><strong>Da piccola avevo fede. Quella fede un po&#8217; stile Ikea, preconfezionata, ereditata per tradizione dai miei genitori e dai miei nonni. Andavo sovente a Messa, facevo la Comunione dopo essermi confessata, dicevo le preghiere e quelle cose lì. Poi accadde qualcosa. </strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Una domenica mattina di luglio, uscii per incontrare un&#8217;amica. Non la trovai e decisi di fare la brava ragazza e andare a Messa. Avevo diciannove anni suonati, non avevo mai avuto nemmeno un ragazzo, non sapevo baciare ma avevo la quarta di reggiseno. Indossavo un top di cotonina rossa a fiorellini bianchi che mi aveva cucito mia madre un paio di anni prima. Forse mi andava un po&#8217; stretto, e il decolleté era in evidenza. Osai, sottolineo <em>osai</em>, presentarmi al parroco per prendere la Comunione, ma il prete ritrasse la mano e disse a voce alta e con sguardo severo che non era quello il modo di presentarsi nella casa del Signore. Al principio non capii che ce l&#8217;aveva con me, poi vidi tutti gli altri, in fila per comunicarsi, che mi guardavano. Mi tirai indietro, vergognosa, ma alla fine il sacerdote mi fece la carità di darmi l&#8217;Ostia. Io tornai al banco, assistetti alla fine della cerimonia, e intanto mi guardai intorno. C&#8217;era la signora che vestiva quotidianamente con scollature e minigonne e tradiva notoriamente il marito con numerosi uomini. Ma aveva un velo sulla testa, e il prete le diede la Comunione senza indugio. C&#8217;era il tipo che, si sapeva, viveva di furtarelli, riciclava pezzi di macchine rubate e bestemmiava come un turco. Ma aveva la cravatta, e prese l&#8217;Ostia consacrata. C&#8217;era la donna regolarmente sposata che aveva abortito più volte, perché per lei l&#8217;aborto era un metodo contraccettivo migliore di altri. Ma aveva il tailleur, e il prete non ebbe da ridire. Io uscii dalla Chiesa con il mio scandaloso top di cotonina e smisi di andare a Messa e di prendere la Comunione. Perché pur credendo ancora nell&#8217;Eucarestia, avevo smesso di credere che un prete, un uomo, potesse lavare i peccati come uno straccetto sporco, e ridarmi l&#8217;anima immacolata, ma solo a patto che dopo avermi controllato la scollatura avesse giudicato decente la sua ampiezza. Perché pur pensando ancora che Dio potesse esistere, pensavo che Lui, e solo Lui, avrebbe potuto dirmi se ero degna o meno di entrare nella Sua casa terrena. Forse perché avevo capito che i miei errori, passati presenti e futuri, non potevano essere passati al setaccio da chi di errori ne fa altrettanti restando spesso impunito, o smacchiato con la candeggina da una frettolosa benedizione. </strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Cominciai a leggere, a informarmi, ad aprire gli occhi. Ancora oggi, dopo più di un quarto di secolo, tengo gli occhi aperti e questo ha determinato un progressivo allontanamento dal Credo della mia infanzia, pur mantenendo alcuni comportamenti che a quel Credo ancora si collegano. A volte il mio bisogno di spiritualità si sente frustrato dall&#8217;esistenza delle religioni. Rispetto chi le pratica, ma io non mi sento più di definirmi cattolica, perché, oggettivamente, non vivo secondo le regole della Santa Romana Chiesa. Lo so, un sacco di cattolici fanno come me, e si considerano comunque credenti, devoti e fedeli. Io non ci riesco. La mia coscienza, o quel che ho al suo posto, e la mia coerenza, me lo impediscono. Continuo a credere, o a provare a credere, a Dio. Gli parlo, a volte con un po&#8217; di sfacciataggine, senza mancarGli di rispetto perché tento di non mancare mai di rispetto agli altri, figuriamoci a Qualcuno che non conosco personalmente. Talvolta mi stanco, mi arrabbio, protesto per le ingiustizie del mondo. Talaltra espongo i miei dubbi, sperando che qualcosa possa accendersi dentro di me, aiutandomi a capire meglio cose che la ragione non arriverà mai a comprendere. Conosco credenti di tante religioni, atei, scettici, ateotelici, agnostici. Da tutti imparo qualcosa, non cerco di convincere nessuno e da nessuno mi faccio convincere, non perché abbia conquistato la Verità Assoluta, ma semplicemente perché quello della Fede (non necessariamente religiosa) è per me un percorso da compiere dentro sé stessi e non attraverso proselitismi o prediche. Non sono pacificata, ma sono me stessa.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Leggevo ieri l&#8217;ultimo libro di Luciano De Crescenzo, &#8220;Fosse &#8216;a Madonna!&#8221; e mi ha colpito un passo che vi riporto: &#8220;Ma in generale io penso che sono presuntuosi quelli che dicono di avere fede o di non averne. Come si può affermare, senza alcun dubbio, di credere nell&#8217;esistenza di Dio oppure di essere assolutamente certi che non esista? Io preferisco praticare il Dubbio Positivo. Positivo perché ho sostituito il verbo credere col verbo sperare. Io spero che Dio ci sia e ho paura che non ci sia. Dubitando, chiedendomi così spesso se Lui c&#8217;è veramente oppure se non c&#8217;è nulla, alla fine è come se stessi continuamente in sua compagnia. Più di chi crede fermamente nella Sua esistenza e non ci pensa più&#8221;.</strong></span></p>
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		<title>La Cina è piccina</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Aug 2012 12:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alianorah</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entro in un negozio cinese di abbigliamento. Una donna sui trentacinque è attaccata al cellulare e parla freneticamente con qualcuno nella propria lingua. Mi avvicino indiscretamente (tanto non capisco un tubo) per manifestare la mia presenza e lei mi indica &#8230; <a class="more-link" href="http://alianorah.wordpress.com/2012/08/12/la-cina-e-piccina/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1248&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#555555;"><strong>Entro in un negozio cinese di abbigliamento. Una donna sui trentacinque è attaccata al cellulare e parla freneticamente con qualcuno nella propria lingua. Mi avvicino indiscretamente (tanto non capisco un tubo) per manifestare la mia presenza e lei mi indica un punto del negozio e sussurra in un italiano stentato &#8220;Lei sa fare&#8221;. Mi volto, si avvicina con fare deciso una bimba, mi mostra gli articoli, sciorina i prezzi, i minimi sconti, propone alternative e intanto tiene d&#8217;occhio l&#8217;ingresso per vedere se entrano nuovi clienti. E&#8217; un imprenditrice in miniatura, ma pian piano, impercettibilmente, escono fuori alcune caratteristiche infantili, grazie al Cielo. Così cominciamo a farci domande e scopro che ha dieci anni, vive in Italia da un anno con la madre e in Cina ha un fratello più piccolo. E&#8217; nata in Italia, (e poi probabilmente tornata in Cina fino a un anno fa) in una città che inizi con la F, che si trova &#8220;molto più su&#8221;. Lollo propone Firenze, lei scuote la testa. Il suo nome italiano è Valentina. Le chiedo se lo ha scelto lei, dice che si doveva chiamare Florentina (eh sì, è proprio nata a Firenze) ma il primo giorno di scuola la maestra ha capito male e da allora la chiamano Valentina. Beh, penso io, almeno è un nome senza &#8220;erre&#8221;&#8230; In Italia si trova bene, ma è seccata dall&#8217;insistenza dei clienti nel chiedere sconti. &#8220;In Cina &#8211; dice &#8211; se costa cinque danno cinque, se costa cento danno cento&#8221;. &#8220;E&#8217; che in Italia siamo più poveri che in Cina&#8221; (e più paraculi, ma questo non lo dico). Faccio una gaffe paurosa (dico che in cina ci sono gli yen, Lollo ancora ride), e le recito una delle poche frasi che so in cinese &#8220;Ni-ao&#8221; (ciao). Lei mi guarda con aria di sufficienza e ribatte &#8220;Questa la sanno tutti&#8221;. Gliene dico altre due, ma lei non capisce. Stabiliamo che probabilmente sono due cinesi diversi <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> . Lei parla il cinese della regione di suo padre, quello della regione di sua madre, l&#8217;italiano e un po&#8217; (ma poco) di giapponese perché ha un&#8217;amica giapponese. Mi dice una parolaccia in cinese, provo a ripeterla e lei trova che abbia un pessimo accento. Mi girano un po&#8217; le palle e con un sorriso le dico che anche io parlo l&#8217;italiano meglio di lei. Intanto la mamma è ancora incollata al cellulare. Entrano altri clienti, lei mostra, sciorina, controlla, ogni tanto scambiamo due parole. Prima di andar via le chiedo il nome: Jii Shue Lei, lo scandisce e mi insegna a pronunciarlo bene. Quando esco, la mamma ancora blatera al telefono, lei accoglie altri clienti. Io non ho comprato nulla, e mi è venuto il sospetto che &#8220;Jii Shue Lei&#8221; possa voler dire &#8220;ecco i soliti che mi fanno perdere tempo e non comprano un cacchio&#8221;. Jii mi è piaciuta, mi fa tenerezza e un po&#8217; soggezione. Tornerò in quel negozio, per vedere come sta, e questa volta anche per comprare qualcosa. E verificherò se si chiama sempre allo stesso modo&#8230;</strong></span></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://alianorah.wordpress.com/category/mio-di-me/'>Mio di me.</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alianorah.wordpress.com/1248/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alianorah.wordpress.com/1248/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alianorah.wordpress.com&#038;blog=3059697&#038;post=1248&#038;subd=alianorah&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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