Donna-mimosa

A me non piace punto la festa della donna. Si può immaginare perché: nonostante il mio nick sia quello di una gallina, e il mio avatar pure, odio i gruppi di galline starnazzanti e schiamazzanti che aspettano l’otto marzo per andare a sbavare (lo so che loro dicono che lo fanno con ironia, ma di fatto alcune sbavano) davanti a spogliarelli di maschioni di dubbia virilità. E ritengo, retoricamente ma con sentimento, che non ci debba essere un giorno simbolo per ricordare che le donne, in quanto parte dell’umanita tuttà, debbano vedere rispettati i propri diritti sempre, a 360° e non solo a 90° come ancora qualcuno vorrebbe.

Però…c’è un però. Mi sono chiesta come mai la mimosa sia il simbolo di questa giornata (forse perché fiorisce a marzo? ghghgh). E non sono voluta andare a cercare la spiegazione su Gughel, ma l’ho voluta “inventare” io. Vediamo se qualcuno l’apprezza.

Tanti anni fa, nel giardino di casa mia, cresceva rigoglioso un albero di mimosa. Troppo rigoglioso: il giardino è piccolo e le radici di quella austera pianta minacciavano le fondamenta della casa. I miei genitori dovettero dolorosamente prendere la decisione di farla abbattere e la bella mimosa fu prima sfrondata dei suoi rami più forti e poi cedette sotto i colpi dell’accetta del taglialegna. Ma pochi mesi dopo, sulle spaccature del ceppo superstite e sull’erba intorno, spuntarono decine di piantine di mimosa, “figlie” della pianta abbattuta. Alcune furono tolte, altre sradicate e regalate ad amici che avevano giardini più grandi dei nostri. Forse qualcuna di esse fiorisce ancora, da qualche parte, in Ciociaria.

Ecco, mi piace pensare che la mimosa sia il simbolo dell’otto marzo per questo; perché ci sono Donne talmente forti e dirompenti che crescono troppo per quello che c’è intorno a loro, e minacciano la stabilità di ciò che le circonda. Per questo vengono “eliminate”, ma la loro forza e le loro idee non muoiono; germogliano in tante altre Donne che le portano altrove, in luoghi più disposti e preparati ad accettarle e via via sempre più lontano, in spazi sempre più grandi. Finché un giorno, forse, saranno le fondamenta delle case a doversi adattare alle radici delle mimose, e non più il contrario.

mimosa-che-sgargia.jpg

 

 

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26 thoughts on “Donna-mimosa

  1. Pensa a chi odia la festa della donna, ma disgraziatamente c’è nata e non esce mai la sera del suo compleanno perché si rifiuta di unirsi alla massa informe e pecorona di donne assatanate e represse.
    Amen.

  2. Le donne sono la forza dell’umanità.

    Sicuramente se in italia ci fosse un governo con prevalenza di donne le cose andrebbero sicuramente meglio.

    Quindi non solo l’8 marzo.

    E poi a me le donne piacciono tantissimo.

    Un saluto.

    Fabrizio

  3. Preferisco la versione creativa e molto alianoresca dell’origine di questa festa eh…ma ce ne sarebbero anche alcune più reali che magari proprio le stesse donne non conoscono. Se non si ha memoria storica della nostra cultura…si può sempre aprire Wikipedia! 🙂

    Preceduta da una marcia di 15.000 donne nel 1908 per il miglioramento delle condizioni di lavoro e l’ottenimento del diritto al voto, la prima festa della donna si è svolta il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti d’America.

    La sua istituzione internazionale risale al 1910 nel corso della Seconda Internazionale, svoltasi a Copenaghen nella Folkets Hus (Casa del Popolo) chiamata poi “Ungdomshuset”. Qui più di 100 donne rappresentanti di 17 paesi scelsero di istituire una festa per onorare la lotta femminile per l’ottenimento dell’uguaglianza sociale.

    Dal 1912 la festa vuole ricordare anche un grave incendio avvenuto nel 1911 a New York, nella Triangle Shirtwaist Company dove morirono 140 donne in prevalenza italiane ed ebree.

    Nel febbraio del 1913 anche le donne russe parteciparono alla loro prima festa con l’intento di dichiarare la loro posizione contro la guerra, ma si ritrovarono a manifestare il 23 febbraio 1917 (l’8 marzo del calendario giuliano) per la morte di circa 2 milioni di soldati russi morti in guerra. Le proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne. Da quell’anno la festa viene celebrata in una data fissa, mentre precedentemente era festeggiata l’ultima domenica di febbraio.

    In Italia, nel secondo dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall’UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell’8 marzo l’ormai tradizionale fiore della mimosa.

  4. Una “festa” nata per ricordare una sciagura accaduta giusto giusto 100 anni fa è diventata oggi un’occasione in più per far girare il business. Circa la mimosa, non so dirti se nel linguaggio dei fiori abbia un significato particolare che possa magari aver influito sulla scelta di questo simbolo. So però che l’altro giorno sono passato davanti ad un campo di mimose: c’erano rami a sufficienza per tutte le donne del pianeta… Ciao Scorpio79

  5. Sono d’accordo con te, in quanto alle sciagure ho tanto rispetto ma non diventino altre a distanza di 100 anni.
    Ciao Aquila, ho ” NottaTo “( Vista l’ora e visto che son sardo ) con piacere che hai posato le uova da Oscar, attenta gallina li fa troppo caldo e il rischio e grosso……se schiudono troppo in fretta scoprono la tua vera anima d’Auila.
    P.S.Marz089

  6. e poi la mimosa ha un profumo buonissimo! So che ad alcuni non piace, io invece impazzisco per quell’odore forte e dolce insieme.

    volevi sapere come aggiungere pagine? E’ facile, basta andare in “mydashboard”, scegliere l’opzione “scrivi” e poi “scrivi pagina” 🙂

  7. Credo che abbiano scelto la mimosa perchè altrimenti sarebbe il fiore più invenduto della storia!
    concordo con te, nessun augurio e nessuna gioia per una festa che non dovrebbe semplicemente esistere e che dovrebbe essere impegno coninuativo e primario per molti e non solo “un giorno per” …

  8. @MonicaGB: fai come me, il sabato sera lavora e non hai più problemi!
    @Occhidigiada: giusto.
    @Fabrizio: buongustaio!
    @nessun nome: grazie, prof 🙂
    @Oscar: mai provato a regalare un mazzo di gramigna?
    @Skorpio79: sì, ce n’è in abbondanza anche qui.
    @SalvatorePiroddi: Oscar è una recente scoperta, ma ha fatto l’account msn solo per venirmi a commentare sul vecchio blog. Non posso ignorare questo atto di stima, per questo lo leggo a tutte le ore 🙂
    @BrigidaFraioli: caspita, è vero! Grazie!
    @Pibua: vero? sei l’unica ad aver apprezzato la mia creatività 😀
    @Chit: povere mimose, che cinismo! 😉

  9. Sei un caricorno di dicembre o gennaio…..27 – 12, incrociato con l’asino per forza e testardaggine ulteriore.
    Dimenticavo, con le corna verso l’alto!
    P.S.Marz0810

  10. ti stavo scrivendo un commento, ma poi è nato un post e allora non più scritto il commento ma ho scritto un post, che vale sia come commento che come post… un postento! 😀

  11. ho aggiornato il mio blogroll e ho quindi messo il tuo nuovo url o indirizzo che dir si voglia. devi essere felice di questo, insomma non sai quanta gente mi manda mail per essere aggiunta al mio inutile blogroll ed invece con te lo faccio in automatico. l’ho vinto un cappuccino? però è necessario che tu mi dica con che tipo di latte lo fai perchè ce ne sono diverse versioni. la barista di un bar nel quale andavo a far colazione quando ancora da giovincello praticavo quel mestiere brutto tipo geometra lo faceva con il latte intero e mi raccontava che generalmente invece si dovrebbe fare con quello parzialmente scremato. in effetti a pensarci bene con quello intero viene sicuramente più gustoso, facile, più grasso, più male al fisico, più buono, è una regola non scritta. a proposito di scrivere, mi ritrovo qua su un articolo che tu hai scritto sulla festa della donna (a proposito di te, festa e donna – sei donna vero? – te lo ha mai detto nessuno che sei sprecata a fare il lavoro che fai? dovresti fare qualche cosa tipo scrivere, in quello si che sei brava!)… dicevo dell’articolo sulla festa della donna, anche io avrei delle robe da dire su questa festa. per esempio, tu sai che sono un tipo abbastanza sportivo, vado a limonare come io e te sappiamo essere uno sport e non come chiunque leggendo questa roba potrebbe fraintendere, e corro e altre cose come il banalissimo calcio. ebbene, ogni anno (ma non questo) l’otto (8) marzo vado a correre, verso l’ora di cena. ti giuro è fantastico. le donne mi rincorrono. e non perchè io sia più bello degli altri giorni, e non che non lo sia per carità, però c’è magia, una magia che seppur sudato e puzzone, e con la faccia stravolta dalla fatica, mi fa fischiare dalle donne, che paiono iene detto fra noi, e applaudire. io amo l’otto marzo.

  12. @JohnDoe: mi riprendo dall’emozione dopo aver letto il tuo commento. Non tanto per quello che hai scritto ma per QUANTO hai scritto, dopo aver per tanti mesi lesinato le tue parole per quel pregiudizio che ben conosciamo. Inutile dirti che sono onorata per la tua iniziativa spontanea di aggiornare il mio link nel tuo blogroll e siccome è inutile quasi quasi non te lo direi, ma ormai te l’ho detto!
    NOI il cappuccino lo si fa col latte intero. E col caffè nuovo, non con i rimasugli del caffè precedente come avviene in altri bar. Io mi sto specializzando in cioccolate, sempre fatte col latte intero, fresco. Qualcuno dice che vengono meglio con il latte a lunga conservazione ma io MI OPPONGO. Pertanto non solo ti offrirò un cappuccino coi controfiocchi, ma preparerò anche un’ottima cioccolata con panna per la tua gelosa (e golosa?) metà, per non incorrere nelle sue ire ;-).
    Mi chiedi se mi han già detto che sono sprecata a fare la barista. No, veramente tu sei il primo. Anzi, i più mi dicono: ma che lo tieni a fare un blog per scriverci su? Tu fai la barista! :-D.
    Per concludere: quindi le donne ti tacchinano solo un giorno all’anno? Beh, un giorno in più di quelli in cui gli uomini tacchinano me…Ma…si può tacchinare una gallina? Io odio l’otto marzo.
    P.S. scusa eh? ma che mi significa la domanda “sei donna, vero?”. Puoi scommetterci le palle che lo sono, le tue e pure le mie! 😉

  13. Che bello vedere che sei passata ad altra piattaforma, finalmente potrò seguirti con l’assiduità che meriti, provvederò subito ad aggiornare il mio blogroll. Bell’apologo il tuo sulla mimosa e la donna. Ma ho una domanda da porti, se voi donne siete mimose noi uomini -che lo ammetto, siamo sempliciotti e primitivi in confronto a voi- che pianta saremmo (pianta o altro correlativo oggettivo)?

  14. Al di là di tutto mi piace la tua versione. Noi avevamo un gelso e, giuro, una mimosa che mio padre fece tagliare per problemi di vandalismo (altrui). Io me n’ebbi a male.
    La mimosa non è più ricresciuta, ma il gelso sì. :/

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