Un amore un po’ così

Questo post probabilmente non piacerà agli abituali frequentatori del blog, che mi conoscono ironica, brillante, leggera, scherzosa, acida. C’è anche l’altra faccia della luna di Alianorah, quello sulla cui superficie si muove la malinconia sottile, il rimpianto, il romanticismo, la nostalgia. Aspetti che solo chi sa chi sono veramente può conoscere e riconoscere come miei e che possono deludere le persone che non li hanno intuiti.

Io scrivo poesie, ogni tanto. E ogni tanto mi innamoro. Veramente è più facile che scriva poesie in quanto non sono portata a innamorarmi spesso. Per la precisione, potrei dire che sono sempre innamorata, di cose, colori, film, libri, musiche, oggetti, situazioni. Ma l’Amore per antonomasia, quello l’ho provato raramente e per pochissime persone. E in genere per lungo tempo, perché sono poche le persone che riescono a piacermi al punto da sbilanciarmi e dire “Forse lui potrebbe…”. Generalmente queste persone non corrispondono alle mie attenzioni, ma una volta mi è andata bene. E grazie a questa fortunata coincidenza è nata una storia, e poi è nato Lollo. E poi è finita, perché gli amori finiscono, ma è bello pensare e ricordare che ci sono stati.

Ma l’amore non finisce mai, anche se si rivolge a diversi oggetti. E’ una forza dinamica, che produce altra forza, che genera emozioni contrastanti e “move il sole e l’altre stelle”. A volte le parole per esprimerlo non sono sufficienti, a volte non ci basta più la forma solita per descriverlo e declamarlo. C’è allora chi lo canta, chi lo balla, chi lo recita. Io lo rendo poesia, una forma di espressione che a molti non piace, che altri dichiarano di non capire, che alcuni snobbano perché poco moderna. Io scrivo poesie da quando avevo otto anni. Ho iniziato dedicandone una ad un albero che saltava. Poi ho attraversato la fase “alla mia mamma” e “alla mia maestra”. Sono passata attraverso uno stile pascoliano che, a sedici anni, mi faceva parlare del mio passato che non sarebbe tornato, o della mia vecchia casa in rovina (mai avuta una casa in rovina). Poi le solite poesie d’amore in versi sciolti, poi pausa. Poi…altro. E poi qualcosa che mi apparteneva come mai qualcosa prima. La poesia è diventata davvero un diverso modo di manifestare le mie emozioni. Daniele non l’amerà (a lui piacciono le poesie “sociali”). Alice non la capirà (lei dice che non capisce le poesie). Qualcuno sabdiglierà. Io la metto qui (l’avevo già pubblicata sul mio vecchio blog, per cui qualcuno l’avrà già letta) perché fa parte di me come tante altre cose che ho postato. E’ dedicata a un uomo per cui avrei potuto essere tutto e che avrebbe potuto diventare un porto a cui approdare al riparo dalle tempeste e da cui ripartire per affrontare nuove mareggiate. E’ dedicata a un amore che non è stato e non sarà, ma non per questo è stato meno amore di quelli che vivono, crescono e a volte muoiono. Perché la Storia dell’Umanità è fatta di Amori grandiosi, luminosi o torbidi che sconvolgono improvvisamente il corso naturale delle cose. Ma la storia degli uomini è composta di amori piccolini, che non sempre trovano il coraggio e la forza di volare, ma che, insieme agli altri amori piccolini lentamente “movono il sole l’altre stelle”. Leggetela, ci tengo. E già che ci siete suggeritemi un titolo.

Eccomi, sono io.

Sono l’amante.

Sono la madre.

Sono la figlia, la sorella, la rivale.

Sono la complice e la nemica.


Sono il principio

che governa ogni tua tempesta.

Sono la quiete d’oro

ai piedi dell’arcobaleno.

Sono l’argine che contiene il tuo fiume.

Sono il fiume in piena

che frantuma le tue dighe.

Sono l’assenza delle tue mattine

e l’eternità delle tue notti.


Sono la tua sola regola

e la sua unica eccezione.


Sono il sentiero buio

e la luna che lo accende.

Sono all’inizio della tua storia

e mi troverai al suo termine.

Sono la sabbia della clessidra

che segna il tuo tempo.

Sono la sabbia che non ha fine.

Sono nei tuoi chiari occhi vigili

e sotto le tue palpebre abbassate.

Sono la follia che sconvolge le tue ragioni

e la ragione di tutte le tue follie.


Eccomi, sono io.

Sono il percorso e la meta,

il mezzo e lo scopo.


Sono la tua sola regola

e la tua unica eccezione.

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36 thoughts on “Un amore un po’ così

  1. che bella!ne sono rimasta colpita…davvero mi piace proprio tanto!tanti complimenti sei bravissima continua cosi!mi ha fatto emozionare questa tua poesia anche piu di alcune poesie che si leggono solitamente a scuola!

  2. Azz…qui fioccano i commenti eh? E’ proprio vero che il mondo non sa che farsene della poesia e preferisce parlare di…sesso!
    @NessunNome: e che titolo è? Di un film della Wertmuller?
    @Isa: grazie, Isa cara; le tue belle parole sono balsamo per la mia anima di poetessa incompresa :-).

  3. A me la poesia piace, in generale. E questa mi è piaciuta, in particolare. “Sono l’argine che contiene il tuo fiume. Sono il fiume in piena che frantuma le tue dighe”. Si potrebbe dire meglio?Non credo. Un bacio.

  4. Ma che coincidenza, scrivo poesie anche io, non si direbbe eh?!?! Se ti fai un giro nel mio blog, a partire dal primo post, ne troverai alcune: dedicate alla fretta di oggi, a mio nonno ed a mia nonna, ma principalmente alla storia con la mai ex appena terminata, uno di quegli amori che hanno fatto muovere il cielo e le altre stesse ma che poi é morto come una supernova nel suo massimo splendore che si spegne all’improvviso. Ed anche io ho avuto una pausa, forse anche due, l’ultima la piú lunga, di due anni, per poi ricominciare dopo quasta rottura.

    Sono convinto che le poesie vadano scritte prima di tutto per se stessi, poi per la persona a cui é dedicata (se di persona si tratta) e infine per il popolo, ed é proprio per questo che a volte risulta incomprensibile a molti: non vogliono o non sono in grado di risalire a ritroso questi tre livelli per capirne il vero significato. Se leggi alcuni commenti ad una mia poesia noterai come sia stata fraintesa. E spesso si pensa che una poesia d’amore si scritta spinta o dall’amore stesso o dalla sofferenza che esso provoca, mentre a volte é piuttosto la rabbia, il rancore, la delusione o il semplice prenedre atto di una situazione.

    Mi piace molto la tua poesia, anche se il tema portante assomiglia alla canzzone “Bitch” di Meredith Brooks, ma trovo geniale la frase “sono la tua sola regola e la tua unica eccezione”: sono queste frasi che fanno grande una poesia ma la rendono altrettanto ostica. Quante ce ne sono nelle mie poesie, ed a volte mi domando se il mittente setsso le abbia comprese: ne dubito…

    Per quanto riguarda il titolo, io non ne metto, non mi piace: come vedi dal mio blog mi diverto con i titoli dei post e delle relative foto, ma per le poesie non credo abbiano senso, per me. Se proprio un titolo deve esserci alla tua, suggerirei “L’eccezione”, ma poi sembra troppo la canzone di Carmen Consoli; magari “alfa e omega”, visto che la poesia gioca sugli estremi contrapposti.

    Se ti va possiamo scambiarci qualche poesia 🙂

    PS: sono stato prolisso eh?!?!

  5. @VioletT9: grazie 🙂
    @Gandalf: la penso come te, le poesie esprimono stati d’animo individuali e spesso sono terapeutiche per chi le scrive, criptiche per chi le legge. Questa mia non lo è poi tanto, in quanto il messaggio appare chiaro: sono per te tutto e il contrario di tutto (ma tu sei abbastanza imbecille da non capirlo 😀 ). Come ho scritto sul tuo blog, la canzone della Brooks io l’ho scoperta solo dopo aver scritto questi versi, ma è un po’ come succede per la musica. Uno è convinto di aver fatto una cosa inedita e poi scopre che qualcuno l’aveva già fatta prima (a Zucchero e a Venditti succede continuamente 😉 ). Diciamo che la mia è un po’ meno…violenta nei termini. Mandami pure le tue poesie, le leggerò volentieri. Posso anche mandarti qualcuna delle mie (non ne ho scritte molte) ma non credo che valga tanto la pena di leggerle…
    @Artemisia65: veramente…no! 😀

  6. 🙂
    Brava, Alia, anche per aver parlato di quegli amori piccolini che non potranno mai sbocciare, mai diventare storie compiute.
    La poesia la intitolerei:” la tua regola, l’eccezione”.
    Brava davvero.
    E scrivine ancora: io adoro le poesie.

  7. è bellissima! hai ragione amori grandi, piccoli, mai sbocciati, finiti, eterni, sono loro a muovere il sole e noi stessi.
    ma come non le hai dato ancora un titolo?!?!

  8. Che coincidenza! Una delle pochissime poesie che ho scritto iniziava proprio con le stesse parole. La scrissi dopo una brutta avventura in un giorno di pioggia battente, durante la quale tutti passavano vicino a me veloci e indifferenti, ignorando la mia tristezza e la mia disperazione. Iniziava così:

    “Eccomi, sono io
    Sono il carro attrezzi”

    Il titolo era “corsia d’emergenza”. E’ tuttora incompiuta.

  9. Bella poesia, difficile darle un titolo, infatti vedo che tanti glissano:-)
    Opterei per uno scontato “Eccomi sono io”
    oppure per “Esondazione d’amore”
    Passo sempre di qui sicuro di trovare sempre qualcosa di particolare e non mi deludi mai.
    Ciao

  10. @Dyo: grazie Dyo, i tuoi complimenti mi fanno particolarmente piacere.
    @EdKemper: sono contenta di rivederti da queste parti e che i miei versi non ti abbiano annoiato!
    @Dedy: non mi viene…
    @Lario3: grazie. E grazie a te!
    @Nataconlavaligia: io non mi vergogno, non farlo nemmeno tu. Ci sono tanti modi di essere sé stessi, la poesia ne esprime uno.
    @Brob: “cinico, baro”…che paroloni, suvvia. Diciamo semplicemente “stronzo” 😉
    @Pellescura: e tu sei sempre molto gentile! Grazie anche a te.

  11. Non avevo dubbi che al tuo carattere appartenesse anche questo lato romantico e poetico. La tua poesia è molto bella ma essendo ‘tua’ non mi permetterei mai di consigliarti un titolo.

    Ciao

  12. Pensavo al papà di Lollo e a quello dell’unno.
    Il vostro è stato un grande amore. La nostra un’amicizia che ci eravamo illusi di trasformare in altro.
    Sai una cosa? Sto tentando di convincere mio figlio a scrivere un post, come ha fatto Lollo. Per adesso si è limitato a dirmi che sono pazza. Ma io non demordo. 🙂

  13. “tu sei dentro di me come l’alta marea che riappare scompare portandomi via e meno mi vorrai e più ti cercherò e meno mi vedrai e più sarò con te”…la poesia è ritmo,l’ho sentito dire una volta da Aldo Busi,non importa il significato,ma il suono.Questa tua suona bene,mi ricorda un pò certe canzoni

  14. Io faccio il bastian contrario,
    nel senso che la poesia non mi piace, in genere. Non la capisco.
    E poi ci son troppi aspiranti poeti in giro; non basta mettere delle parole in fila per creare una poesia.

    Non odiarmi.

  15. @Romano: uhmm…e io che credevo di aver ben nascosto la mia natura romantica 🙂
    @Fabio: perché non doveva piacervi? Mah…leggi i commento di Mauro, per esempio 😉
    @Palma: niente male. Ci penserò.
    @Dyo: brava, insisti. Chi la dura…
    @Teresa: grazie Terè, posso contare sulla sincerità assoluta del tuo parere 🙂
    @Mauro: è verissimo, non basta mettere delle parole in fila per creare una poesia, come non basta mettere delle note insieme per creare una musica. Non sono d’accordo (fermo restando il tuo diritto di non amare la poesia in generale e le mie in particolare) se le tue parole sono riferite alla mia poesia, in quanto non l’ho composta solamente mettendo delle parole in fila andando a capo a caso, tanto per formare dei versi. In genere scrivo solo quando…mi viene di farlo, non molto spesso. Insomma, non mi metto a tavolino e dico: ecco, ora comincio a “poetare”. Questo lo faccio solo quando mi capita di scrivere filastrocche dedicate ai miei amici, o quando stravolgo i testi di canzoni. Allora sì, che premedito! Altrimenti no. Tanto è vero che non ho nemmeno uno stile: a volte ne scrivo in versi, con rime, rispettando la metrica. A volte no. Non mi ritengo una poetessa, per carità! Ho scritto anche delle novelle e non per questo mi ritengo una scrittrice. Pensa che ho un blog e non mi ritengo nemmeno una blogger! :-D. Va da sé che non ti odio affatto, ma stiamo scherzando?! Anzi, ti prego, se posterò altri versi, leggili lo stesso, e “ditruggi” anche quelli. Ogni opinione, espressa con la civiltà e il garbo che tu usi sempre, è ben accetta.

  16. Ma allora anche l’Alianorah ha un cuore! Dai scherzo, la tua poesia mi è piaciuta, io non sono brava a comporre parole che possano definirsi “poesia”. Il titolo…vediamo…”Io sono…” ti piace?
    P.S. Riguardo al tuo commento sul mio space…mamma dell’anno io? Ma và! Prova a chiderlo ai miei pargoli e poi vedi cosa rispondono…ciao!!

  17. Non mi conosci così bene lol-

    Io scrivo anche molte poesie personali ma sento che dal vivo e sul blog debba parlare di quello che tutti noi vediamo e soffriamo.

    Ingiustizie enormi, più dure di un amore perduto, che stravolgono vite innocenti. Ma a me piacciono le poesie personali e ne scrivo anche.

    E la tua mi piace molto. Sto pensando ad un titolo e siccome non ne trovo uno su tutti che trovi perfetto te ne scrivo alcuni e tu vedrai se tra questi trovi il “tuo”.

    “Ciò che sono”

    “La Regola e l’Eccezione”

    “La poesia dei contrari” (perchè scrivi che sei sorella e rivale per es)

    Fammi sapere :-)))

  18. Domanda: ma il blog è uno strumento per esprimere ciò che vuoi o ciò che vorrebbero sentire e leggere gli altri? Io sono abbastanza convinto sia la prima e spero anche possa non cambiare mai.
    Riguardo al titolo bè, io proporrei (anche se a detta di tutti no son bravo) un “Io (semplicemente)”

  19. @Elena: su su, non far la modesta!
    @Daniele: mi fa piacere che ti sia piaciuta. Io credevo, da alcune cose che avevo letto sul tuo blog, che non ti piacessero molto le poesie personali in genere. Ti farò sapere per il titolo.
    @Hermansji: io non mi quieto mai 🙂
    @Chit: hai ragione.

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