Woman at work

Venerdì sera: mentre lavoro al bar, mi telefona un amico. C’è poca gente, rispondo alla chiamata mentre porto un vassoio. Non mi capita mai, la mia capa lo sa e non mi trova nulla da rimproverare se per una volta mi prendo un momento per me. A., il cliente a cui porto l’ordinazione, è un ragazzo a cui sono poco simpatica. Spesso mi prende in giro con un po’ troppo sarcasmo, qualche volta ho risposto piccata, altre volte ho smorzato i toni. Non mi piace, ma è un cliente, devo abbozzare. Mentro appoggio il vassoio sul tavolino, con il cellulare nell’altra mano in attesa di poter parlare al mio amico, A., interviene in modo petulante: “Salutamelo tanto! Anzi, passamelo, così gli parlo direttamente io!”. Dapprima non rispondo, ma lui continua a dire stupidate, così lo liquido con un “Sì, poi te lo passo” e gli volto le spalle, dicendo al mio amico al telefono “Scusa, i clienti cretini…”.

Due giorni dopo A. viene a prendere un caffè al banco. Lo saluto ma lui mi guarda con aria arrogante e offesa, mi dice che posso fare a meno di salutarlo, perché ha sentito cosa dicevo al telefono, sa che cosa penso di lui. Lì per lì cado dalle nuvole, non ricordo nemmeno a cosa si riferisca, poi ricordo. Poco dopo si siede al tavolo con la sua pseudofidanzata, e io mi avvicino subito per prendere l’ordinazione prima del mio collega. La ragazza mi guarda con comprensione, dicendomi sorridendo di non far caso alle paranoie del tipo. Lui mi dice con sussiego che vuole ordinare all’altro cameriere. Mantengo il sangue freddo e lo guardo:

Alianorah: Senti, A., posso dirti una cosa?

Cliente: Certo…

A.: non volevo insultarti l’altra sera, ma tu hai esagerato…ti sei intromesso nei fatti miei in modo fastidioso.

C.: tu mi hai detto “vai a quel paese” e poi mi hai dato del cretino! Ci sono rimasto male!

A.: io non ti ho mandato a quel paese, ho detto “ora te lo passo”; e ho aggiunto “clienti cretini” non riferendomi a te in quanto A., ma in relazione alle tue prese in giro. Lo avrei detto di chiunque fosse stato al tuo posto e si fosse comportato come te. E poi, scusami, noi non siamo amici, e nemmeno ci tengo che lo diventiamo, come probabilmente non ci tieni tu. Ma se ritieni da essere talmente in confidenza con me da poterti permettere di prendermi per i fondelli non sapendo nemmeno con chi e di cosa stavo parlando, allora devi anche essere abbastanza sportivo da accettare una mia reazione…disinvolta e altrettanto confidenziale. Comunque, non volevo offenderti e se l’ho fatto ti chiedo davvero scusa.

Poi gli ho dato un bacetto sulla guancia e ho preso tranquillamente l’ordinazione, mentre la sua ragazza ridacchiava sotto i baffi (che magari poi me ne ha dette di ogni, ma in quel momento mi era solidale).

Ora, io capisco che a volte sono un po’…impulsiva, ma solo per il fatto che sono una cameriera devo abbozzare un comportamento villano senza reagire in alcun modo? O tenermi delle accuse ingiustificate cucendomi la bocca solo perché sto lavorando? Io accetto gli scherzi, sono la prima a riderci, ma ci sono dei limiti; rispetto i clienti, ma pretendo uguale rispetto da loro e il fatto che siano seduti e paghino e che io sia pagata per servirli non li autorizza a farsi i ca..i miei.

Accetto pareri, critiche e supporti, qualora ce ne siano!

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38 thoughts on “Woman at work

  1. Anni fa quando facevo la stagione estiva in un bar e dovevo sopportare anche ubriaconi molesti, ne rimproverai uno che si divertiva e faceva divertire i suoi amici di sbronze lavandosi le mani nella coppa della sangria! Per dispetto l’indomani mi fece il gavettone in spiaggia, dovetti spiegargli poi che se il mio capo era così scemo da non dire niente lo ritenevo un suo problema, ma il fatto che lo facesse sotto al mio naso lo faceva diventare un mio problema! Ricordo che glielo dissi in tono duro, come se stessi rimproverando un bambino! Da allora iniziò a lasciarmi laute mance e complimenti a pioggia 😉

  2. Sicuramente supporto!

    Alianora sei stata bravissima a mantenere l’autocontrollo fino alla vittoria finale!

    e non credo che la signorina pseudocompagna te ne abbia dette poi di ogni!

    anzi!

  3. Una domanda: hai respirato prima o dopo la cazziata? Perché a me è venuto il fiatone a leggerla.

    Sulle ragioni recondite del comportamento acidino del tizio non credo necessiti uno psicanalista. La storia è sempre quella, c’entra la volpe e c’entra pure l’uva.

  4. Parto da in postulato infallibile:il cliente ha sempre torto,perchè è convinto di avere potere di vita e di morte solo per il fatto di portarti quattro soldi.La maggior parte continua a parlare al cellulare ignorando la natura dell’esercente e poi si offende se riveve lo stesso trattamento da esso…

  5. Per me sei inconsciamente innamorata di questo A.
    Se no l’avresti chiamato Z. o M. o al massimo C.
    (☻…occhio che adesso arriva la reprimenda anche a me, per eccesso di confidenza…)

  6. Grazie al tuo avviso ho recuperato due commenti caduti nel bidone dello spam. Quella dei commenti in moderazione era successa anche a me e poi WP si è messa a posto da sola, abbi fede e speranza, amatissima Alianorah mia

  7. @Tutti: grazie per il sostegno! Il bacetto gliel’ho dato d’istinto, non per piaggeria, ma, diciamo, per dimostrare la mia superiore magnanimità e spiazzarlo facendolo sentire un pirlotto.
    @Oscar: tornato tutto normale, anima mia!
    @Bruno: magari avessi potuto…
    @Brob: ho respirato durante, a fatica però. Qui non c’entrano né la volpe né l’uva, quel tipo è proprio permaloso!
    @Reditugo: o magari anche S. Sì, devo proprio essere innamorata inconsciamente di lui. Ma anche un po’ di te ;-). Benvenuto!

  8. Ci vuole coraggio a fare un lavoro a contatto con “i clienti”. Non riuscirei ad avere la tua pazienza. Soprattutto la resistenza e la capacità di uscirsene in un modo così brillante.

  9. lui è un stronzo, ma sinceramente a me non piacerebbe che la cameriera telefoni intanto che mi porta qualcosa… anzi mi sentirei mancata di rispetto…
    sono punti di vista, ma come sempre te la sei cavata alla grande 😛

    ti rispondo in giornate alla mail!

    baciotto

  10. @Mauro; Huila: grazie ragazzi, ma nel mio lavoro la diplomazia è importante. Già rispondere in quel modo mi ha causato problemi, figuratevi una reazione maggiore 🙂
    @Stefania: hai ragione anche tu, ma come ho detto non mi succede mai, anzi in genere non rispondo proprio al cellulare mentre sono iimpegnata, a meno che non sia una telefonata da casa (i miei genitori o mio figlio). In questo caso ho fatto un’eccezione e la reazione del tizio è stata veramente fastidiosa. E in questo caso non penso nemmeno che A. si sentisse poco rispettato: voleva prendermi in giro e basta e non è la prima volta che lo fa.

  11. la prima reazione che hai avuto è stata istintiva, gliela hai sbattuta sul muso. Poi ti sei giocata la carta della persuasione ragionata. Questo è inciucio!!!
    Scherzo alianorah. E immagino che in un esercizio pubblico se ne vedano di tutti i colori. I clienti a volte pensano di essere i “padroni” del locale. E’ vero che “pagano” e devono essere “serviti” ma questo non li autorizza mai ad essere maleducati. Purtroppo per alcuni ci vogliono gli ossi duri come te. Speriamo che A abbia capito l’antifona. Aggiornaci, mi raccomando
    😉

  12. Bene! Se A. detto S. si rifà vivo, salutamelo tanto, anzi passamelo così gli parlo direttamente io.
    Voglio occupare TUTTO il suo spazio nel tuo subconscio.

  13. @MariaD: inciucio sia! Mi darò alla politica! 😀
    @Reditugo: comincio a fare spazio allora.
    @Gandalf: 🙂
    @Lario3: e allora come mai arriva sempre prima di noi? 😉
    @Fabio: innegabile.

  14. Eh, stavolta arrivo tardi: assente giustificata.
    Al tuo posto non sarei stata così pacata, probabilmente. Forse gli avrei detto solo:”Scusa, ma te la sei cercata”.
    Il rispetto non è e non deve essere MAI a senso unico.
    Un bacio.

  15. Supporto, decisamente!Wow, il bacino di superiorità è geniale, della serie:”non è che mi tangi, alla fine”.
    La tua reazione è stata più che normale, meriti rispetto e non devi lasciar correre quando non lo ricevi.Un bacio.

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