Tombeur de femmes

Lui, F.: sguardo vivace, parlantina sciolta, simpatia assicurata. Ama stare all’aria aperta. Da qualche mese single. Si siede a un tavolino del bar. Alianorah lo vede e si illumina: quell’uomo le piace, la fa ridere ed è uno spasso starlo ad ascoltare.

Alianorah: ciao F.! Che piacere vederti!

F.: ehi, ciao. Come va? Sei in forma eh?

A.: un po’ ingrassata, forse. Tu invece stai benone.

F.: non c’è male, anche se risento un po’ della primavera.

A.: e chi non ne risente?

F.: mi ci vorrebbe una cosa fresca… (sguardo malupino)

Alianorah ridacchia imbarazzata, non è sicura di aver capito bene. Fa la finta tonta.

A.: e come no! Ti porto una bibita ghiacciata!

F.: (ammicca) eh eh, fai finta di non capire eh?

A.: ma F., che dici?!

F.: (ride di gusto) è che se vado fuori esercizio, qui si atrofizza tutto.

A.: beh…puoi mettere un annuncio no?

F.: (ridendo come un matto) sì, su Porta Portese!

A.: vabbè, per adesso ti porto un crodino.

F.: ecco, sì, portami un crodino che è meglio!

Un vero spasso, F., 85 anni compiuti il mese scorso. Lo adoro! 😀

Posso un corno…anzi, un cornetto!

Il mio istinto non sbaglia mai: quando una persona mi sta antipatica senza motivo, ci si può mettere la mano sul fuoco che prima o poi il motivo ci sarà.

Da un po’ di tempo al bar bazzica un certo G., un giovanotto dall’aria falsamente mite che io posso vedere come un cazzotto in un occhio, senza che mi abbia mai fatto qualcosa di male tranne guardarmi con aria lasciva. Malaguratamente questo tipo è entrato nelle simpatie del F.d.C. che, misteri della scienza e della fede, ha cominciato a dargli corda, con grande felicità della mia Capa, che lo trova simpatico tanto se non più di me. Da un po’ G. è rimasto senza lavoro e questo naturalmente mi spiace o meglio, mi spiacerebbe se vedessi in lui un barlume di umana dignità. Invece non ne vedo per niente e mi si azzecca la nervatura quando entra nel bar (solo se F.d.C. è presente) e comincia a fare l’aria da cucciolo sperduto in cerca di affetto e carezze. Penserete che sono un cuor di pietra, ma in realtà “affetto e carezze” nella sua lingua (il “paraculico”) si pronunciano “birra, caffè e cornetti”…gratis naturalmente (e aggiungo impietosamente che appena ha due euro, se li spende in sigarette). La strategia è ormai nota: arriva, si guarda intorno, se c’è la Capa se ne va, se c’è il F.d.C. si avvicina e pronuncia la parola magica: “Posso…?”. Ogni sua frase mirante allo scrocco inizia con “Posso”, che è diventato anche il suo soprannome. E F.d.C. che è un cuore di panna, non è capace di dirgli di no. Io capisco quelli che disperati chiedono l’euro per il panino, o per il litro di latte, insomma per mangiare, per sostentarsi; ma questo qui che chiede birra e caffè (notoriamente generi di prima necessità) pretendendo di non pagarli non lo abbozzo proprio. Oggi poi, la goccia che ha fatto traboccare il vaso! Era dal mio arrivo che avevo adocchiato un cornetto al cioccolato e pensavo “Se non se lo compra nessuno, me lo mangio io”. Preciso che io mi offro sempre di pagare le cose che consumo, anche se spesso i cornetti e le brioche, che avanzano dalla mattina, non me li fanno pagare. Insomma, era da un paio d’ore che facevo la corte a questo cornetto al cioccolato aspettando un momento di pausa per poter fare merenda, quando arriva “posso”, ciucco come una zucchina, ma proprio tanto da non reggersi in piedi e con lo sguardo vacuo (c’era una festa in piazza in cui si offriva vino, gratis, of course, e lui doveva aver accettato l’offerta più di una volta). Era insomma apparentemente incapace di intendere e di volere, ma non al punto da non vedere il MIO cornetto al cioccolato e di mangiarselo LUI! Sotto gli occhi indifferenti del F.d.C. a cui avevo chiesto di non darglielo (ce n’erano altri, di diverso tipo, e invece si è preso proprio quello!) e che mi diceva di non essersi nemmeno accorto dell’appropriazione. Gliel’ho pure detto, allo scroccone, che era mio, e “posso”, per niente dispiaciuto, mi ha biascicato un “Mi dispiace” falso come una banconota da sei euro. “Pure a me dispiace!” gli ho detto seccata e poi dentro di me “E ora ho pure pienamente capito perché mi stai sul ca**o”.

P.S. Manco a dirlo, dopo un po’ è entrato un cliente, ciucco anche lui,  e “posso” gli ha scroccato l’ennesima birra. Perché “non si può permettere nemmeno un cicchetto, povero disgraziato”. E si sa, senza cicchetto, come si sopravvive?

Gap generazionale

Lollo: mamma, ho scaricato un gioco di macchine per il pc.

Alianorah: ah…

L.: però, siccome le macchine da scegliere erano poche, l’ho moddato.

A.: eh?

L.: sì, ho scaricato anche il file per moddarlo, e ho modificato il gioco.

A.: uh…

L.: adesso posso gareggiare anche con la Panda…e ho trovato anche tutte le cheat!

A.: oh.

L.: figo vero?

A.: ih!

L.: e poi ho anche scaricato un gioco per la PSP, ma siccome in italiano non è ancora uscito, ho preso anche il file con la patch per il multilanguage, solo che non riesco ad installarlo…e poi, guarda qui, ho imparato a modificare l’esensione dei file .rar e .iso, in modo tale che posso inserirli nella PSP, ma non capisco cosa ci fanno qui tutte queste icone che sembrano punti di salvataggio ma su Google non si trovano e quindi…

A.: Lollo, ti prego, basta! Ho finito le vocali!

Meno male che ogni tanto mio figlio torna ad essere un bambino di 12 e mi fa domande del tipo:

L.: Oh ma’, che significa “centripeto”? …

Pausa, rotelle del cervellino di Lollo che girano in cerca di una radice etimologica e infine la soluzione:

L.: ecco, forse ho capito. Secondo me “centripeto” significa “scorreggia centrale”.

E già arrivare a tanto, per me, ha del geniale… 😉