Misteri della lingua (italiana)

E dunque, terminata la settimana concorsistica, torno a raccontarvi delle mie consuete pippe mentali, cosa di cui sarete sicuramente contenti, nevvero? Proprio oggi ragionavo su quanto l’italico idioma possa apparire pieno di trappole mortali non soltanto per gli stranieri che si apprestano ad apprenderlo, ma anche per gli italiani stessi, che lo parlano da quando erano piccoli e che usano certe locuzioni per tutta la vita senza chiedersene il perché

Ad esempio, la parola “fine” ha una molteplicità di usi e significati, taluni davvero bizzarri. Può essere aggettivo, nell’accezione di raffinato, di classe (“quella ragazza è molto FINE”); o con il significato di sottile (“la mortadella mi piace tagliata FINE”). Può essere sostantivo, e voler dire scòpo (“il FINE giustifica i mezzi”), e preciso scòpo con la ò aperta, perché con la o chiusa si legge scopo, cioè “ramazzo il pavimento con un bastone fattapposta” o “pratico un atto sessuale con altro tipo di bastone fattapposta”; oppure ancora si intende fine come termine (“la FINE di un amore”). E fin qui abbiamo fatto la scoperta dell’acqua calda, in quanto non è questo l’unico lemma che ha più sensi. Del resto questo non accade solo in Italia. Ad esempio stasera ho anche scoperto che in inglese Turchia e Tacchino si dicono nello stesso modo e questo mi fa ridere alquanto, chissà perché. Comunque, tornando al termine sopra analizzato, la domanda che mi tormenta è un’altra. Perché mai il sostantivo femminile “fine” inteso come termine, finale (LA fine) cambia sesso se preceduto dall’aggettivo “lieto”? Insomma, perché accidenti una favola ha “IL lieto fine” e non “LA lieta fine”? E la cosa curiosa è che questo accade solo in questo senso. Se la fine è tragica, rimane femminile (“LA tragica fine di un film”); se è allegra, idem “LA allegra fine della commedia”). Ma se qualsivoglia benedetta vicenda termina in modo appena appena lieto, ecco che la fine cambia genere, con imbarazzanti incidenti lessicali ad esempio nei testi, quando un excursus su un argomento porta alla separazione delle due parole, creando perplessità ( “Se siamo personaggi di una storia, il fine non sarà forse lieto” Cit.: in questo caso è dubbio se si parli di fine come scopo, o di fine come termine; sarebbe stato molto più corretto scrivere “la fine non sarà forse lieta” ). Vabbè, magari sto ragionando sul sesso degli angeli, ma se qualcuno sa come è nata questa curiosa espressione, è invitato a dirmelo, altrimenti rimarrò con il dubbio fino alla…FINE dei miei giorni!

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30 thoughts on “Misteri della lingua (italiana)

  1. Questo post è particolarissimo!Sai che non ci avevo mai pensato??A me l’italiano piace moltissimo, ma credo che sia una delle lingue più difficili da imparare per chi non è madrelingua, e tante volte anche per chi lo è 🙂
    Detto questo, se qualcuno conosce la risposta alla tua domanda, che la dica e risolva questo dubbio!:*

  2. Proprio ieri sera, ragionavo con una mia coinquilina di quanto letto su un articolo di giornale poc’anzi. Il suddetto articolo affermava che l’inglese (NOTA BENE: il British English) sia l’unica lingua al mondo adatta a esprimere con un solo vocabolo concetti che in altre lingue non esistono.
    E prendeva come esempio il termine “serendipity” che non è traducibile in nessuna altra lingua (del mondo?).
    Sarebbe bello, preso il tuo come spunto, trovare altri esempi di come anche l’italico idioma possa avere e vantare caratteristiche peculiari.
    Altro concorso? ^_^

  3. azzardo un’ipotesi al tuo curioso interrogativo. Credo dipenda dal fatto che ‘lieto fine’ sia un sintagma molto antico e che agli albori del nostro bell’idioma volgare i generi dei sostantivi erano oscillanti: fine, potrà essere stato in origine un sost. masch. e solo poi diventare, nell’accezione considerata, femminile, ha insomma cambiato sesso.

  4. Non ci avevo mai pensato…
    Concordo con Fabrizio: probabilmente una volta si diceva “lieto fine” perchè fine era usualmente maschile come ne “il fine giustifica i mezzi”.
    Col tempo si è passati (non sarebbe la prima volta che un vocabolo nel tempo cambia sesso o significato) alla “fine della fiaba”. Poichè, però, le fiabe sono raccontate da centinai di anni e il testo è rimasto pressoché uguale, è rimasto anche l’uso arcaico di “il lieto fine”.
    Un caro saluto!!!

  5. a proposito di lingue…sto impazzendo xk ospito a casa un bambino polacco che non capisce x niente l italiano e capisce pochissimo solo l inglese elementare e noi non capiamo x niente il polacco….sto impazzendo!!!cosa si fa in questi casi??

  6. @AmmiraglioK: oh Ammiraglio, mio Ammiraglio…grazie! Anche se io non dicevo che era sbagliato, solo che era strano 😉
    @Lario3: il film ha un lieto fenicottero…sì, suona bene 😀
    @Violetta: Ammiraglio lo ha fatto, chissà se è proprio così?
    @Nikorasan: ho tema di questo tema, lo vedo un po’ ostico 😉
    @Fabrizio; Salpetti: potrebbe essere.
    @FulviaLeopardi: per fortuna tutto ha fine!
    @Nessunnome: ma và?
    @Oscar: ma se il fine giustifica i mezzi, degli interi cosa ne sarà mai?
    @Alice: sì, credo si possa dire, ma “il lieto fine” è proprio un’espressione, come si dice? Idiomatica?
    @Fabrizio: un paio :-). Ciao a te!
    @Gandalf: non mancherò. Ci sto pochissimo.
    @Dyo: brutti maschilisti!
    @Pibua: sono la sua unica cliente, ma con me si è fatto i soldi!
    @Pepenero: io sono una maestra nell’entrarne e uscirne 😉

  7. Ciao Alia,
    scusami per i commenti stringati ma da un po’ di tempo a questa parte dopo l’1 casco dal sonno.
    Stanotte mi tocca la veglia altrimenti alle 4 non sento la sveglia, e mio figlio non può andare a lavorare.
    :/

    ps.
    Sta andando in campagna per un po’, visto che vuole guadagnare dei soldini per l’estate.

  8. non ho mai pensato che tu potessi sbagliare!
    le tue riflessioni sono, anzi, state prezise per uno come me che usa la lingua (italiana) così come la sente suonare, rinnegando anni ed anni di anals logica e grammaticale…

  9. Non conosco la risposta e non sono riuscito a scoprire di più di quanto già scritto da Ammiragliok.

    Una cosa è certa: avevo sentito parlare di alte temperature in centro-Italia ma non pensavo arrivassero a creare simili “disastri di pensieri” 😀 😆

  10. @AmmiraglioK: sono molto lieta che tu abbia capito che io non sbaglio mai! 😉
    @Guady: ma bastasse un gelato! 😛
    @Chit: e non scrivo i peggiori!
    @Dyo; Guisito: avete ragione! E’ un termine assai ambiguo!

  11. Alianorah, e che mi dai del “voi”? Madonna, che tristezza! Siccome ho più di cento anni, mi fai venire in mente la legge del mascellone sul “lei” e sul “voi”. Lo so, non c’entra niente, ma a me viene in mente, che ci posso fare?
    Caso mai volessi avere la gentilezza di rispondermi, ti prego dammi del “tu”. Leggendo i tuoi post mi sento tuo fratello di mente e di spirito. Ciao

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