Il piccolo cinico

Per qualche settimana, causa problemi vari ed eventuali, il mio ex marito ha dormito nella stanza di Lollo, relegando il frugolo sul divano letto del soggiorno. Risolti i problemi, l’ex si è ritrasferito a casa sua, con un po’ di scontento da parte di Lollo a cui piace un mondo dormire sul divano e che si era abituato a vedere il padre anche di notte e non solo di giorno (di fatto, anche dopo la separazione, è rimasto un frequentatore abituale della mia famiglia e raramente passa un giorno senza che venga a trovare il figlio e il resto della ciurma). Ritenendo irragionevoli le sue proteste, ho cercato di far capire a Lollo che due che sono separati, almeno di notte è bene che stiano in case diverse, anche per un fatto di indipendenza e di privacy.

Lollo: ma scusa, che c’è di strano se papà resta qui a dormire?

Alianorah: c’è che capivi di più le situazioni quando avevi sette anni che ora che ne hai dodici.

L.: (ride estasiato)

A.: e poi, metti caso che papà trova una fidanzata e la vuole invitare a cena…mica la può portare qui…

L.: (riflette sull’eventualità)

A.: e metti un altro caso, che trovo un fidanzato io…

L.: (scoppia a ridere indecorosamente) uahahahah…un fidanzato tu!!

A.: (si risente un po’ per la sfiducia del figlio sulle sue capacità seduttive)…vabbè, pure se ti pare assurdo, ma metti che succede? Mi porta a cena fuori, mi accompagna a casa e trova la macchina di papà parcheggiata qui fuori a sera tardi…

L.: beh, il tuo fidanzato non può sapere che quella è la macchina di papà!

A.: ammesso questo…dovrei nascondergli le cose? Dovrei dirgli una bugia?

L.: (serafico) embè? Tanto succede sempre: dopo un po’ che si sta insieme si cominciano a raccontare balle; tu cominci subito!

Piccoli mostri crescono.

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Riflessioni miste

Considerato che…entro un anno perderò il lavoro, il mio ex marito è disoccupato, non andrò in vacanza, in autunno mia madre probabilmente dovrà subire un intervento all’anca, litigo anche con chi non conosco (iperbole), il baristone mi ha detto che ho molti capelli bianchi, non ho il fidanzato, ho l’allergia da non so cosa, il mio cane non smette di abbaiare e sono le tre di notte, mi si è rotto lo scaldabagno e quindi il mio bagno privato è privato di acqua calda, i gatti mi fanno la cacca nei vasi coi fiori, mio figlio ha mal di gola, è estate ma dormo col trapuntino, la mia migliore amica è in vacanza e non può raccogliere le mie lamentele, il mio migliore amico dice che esagero e NON VUOLE raccogliere le mie lamentele…insomma, mi consentite di essere un po’ girata di scatole?

Considerato poi che…un lavoro come quello che ho lo ritrovo senza troppe difficoltà, col mio ex marito ho uno stupendo rapporto, non mi andrebbe di andare in vacanza nemmeno se potessi, l’intervento che mamma dovrà subire è serio ma non grave, mi auguro di fare pace con chi ho litigato, mi farò presto le mèches per coprire i capelli bianchi e tornerò splendente più che pria, il fidanzato non mi serve, l’allergia viene ma poi se ne va, il mio cane ha smesso di abbaiare, ho un altro bagno in casa e là c’è l’acqua calda, la cacca si può pulire e i miei gatti sono deliziosi, il mal di gola di Lollo passa presto (spero), il mio trapuntino è molto bello e colorato, la mia migliore amica sta per tornare, il mio migliore amico mi vuole bene e mi dà equilibrio non assecondandomi sempre…mi consentite di fermare le scatole che mi girano?

E per concludere lo sproloqui, vi riporto uno scambio di sms con un amico di vecchia data che è fuori paese per lavoro:

Alianorah: mi hanno invitata a fare il bagno al fiume. CiaU.

Amico lavoratore: Non farlo, le acque sono gelide e fonde. CiaE.

A.: non ci penso nemmeno, già ho freddo così. CiaI.

A. L. : fleddo fleddo (ploplio con la ELLE, n.d.A.) nei luoghi natii? CiaA.

A.: sembra ottobre. E la chiamano estate…Cia?

Se pensate che siamo coetanei e quindi le nostre età sommate danno circa 85 anni, vi sembra normale, eh? vi sembra normale che due adulti si parlino in questo modo? E questi sono tra i più seri che ci scriviamo. Vi risparmio quelli che scambio con la mia amica del cuore, più grande di me di tre anni. Non ci credereste! Va bene Pascoli, va bene il Fanciullino, ma qui c’è una preoccupante regressione allo stadio infantile da parte di tutti i miei amici e conoscenti, me compresa, che non mi sono tanto amica, ma mi conosco da un sacco di tempo. Credo che la mia generazione, invece di finire fra qualche decennio, ahimé, rinchiusa negli ospizi, verrà mandata direttamente all’asilo nido.

Per fortuna siamo in buon equilibrio con i quindicenni che si ubriacano, bestemmiano, trombano senza ritegno, fumano e rubano la macchina i genitori per provare l’ebrezza della guida senza patente. Insomma, adulti che cercano un po’ di infantile ingenuità vs ragazzini che hanno troppa fretta di crescere. Sembrerà strano, ma sono lieta di appartenere alla prima categoria.

Dichiarazione

E quindi è accaduto. L’Uomo Cubico stasera, bandendo ogni pudore, ci ha clamorosamente provato con me. Questa, in sintesi, la conversazione:

Uomo Cubico: ciao Aliacorah (mi fa il filo, ma non ha ancora imparato il mio nome).

Alianorah: ciao… (espressione desolata)

Amico dell’Uomo Cubico: ahahahahahahaha (e si strozza con il cono gelato)

U.C. : esci a cena con me? (bofonchia mentre mangia un gelato al cioccolato, ma piccolo, perché è a dieta).

A.: no.

U.C.: mi hanno detto che ti sto antipatico (chiede con aria ebete, la bocca sporca di gelato).

A.: ma dai! E tu credi alle chiacchiere della gente?!

U.C.: ma me ne accorgo anche da me.

A.: no…è che non capisco alcuni tuoi comportamenti, tipo quando mi hai chiamata come se fossi un cane…pssst pssst.

A.U.C.: ahahahahahahahah (e si ristrozza)

U.C.: può capitare no?

A.: a me no.

U.C.: allora esci a cena con me?

A.: no.

U.C.: perché no?

A.: perché ho un fidanzato geloso.

U.C.: non è vero. Non sei fidanzata.

A.: infatti. Però sono innamorata.

U.C.: di me, vero?

A.U.C.: ahahahahahhahahahahhaahhah (minaccio di spaccargli un bicchiere in testa, ma lui muore d’asfissia, finalmente!).

A.: no, non di te.

U.C.: ti dò il mio numero di cellulare.

A.: no, tanto non ti chiamo.

U.C.: allora dammi il tuo!

A.: no, tanto non mi chiami.

U.C.: ma certo che ti chiamo.

A.: NO! HO DETTO CHE NON MI CHIAMI!!!!!

U.C.: a che ora stacchi? Non puoi uscire prima?

A.: e perché?

U.C.: perché non posso aspettarti e fra un po’ me ne vado.

A.: perché non te ne vai mezz’ora fa?

U.C.: allora usciamo mercoledì, che è la tua sera libera…

Capa di Alianorah: è inutile che ci provi. Chessa c’è passata na vòta e abbasta (questa ci è cascata già una volta e non ci casca più).

Collega di Alianorah: la porti a una cena a base di pesce?

U.C.: no, lei è tipo più da baccalà (forse non lo sa, lui, che il baccalà, prima di morire ed essere cucinato, era un pesce?) e da fiori di zucca (la classe non è acqua, signori!).

A.: non ci vengo a cena con te,

U.C.: io a te non ti capisco…

A.: cosa c’è da capire? Ti sto rispondendo picche.

U.C.: ma perché?

A.: perché non mi va. Lo vedi che tipo sono, non dò confidenza…sono un po’ stronza (tanto lo stava sicuramente pensando)

U.C.: anche io dò poca confidenza…ma tu perdi una grande occasione.

A.: lo so, me ne pentirò, un giorno. Ma non ti preoccupare, non verrò a cercarti!

Declino

Ci sono periodi gratificanti, altri invece in cui si accumulano dettagli che messi insieme ti fanno sentire una merdina.

Qualche sera fa, F.d.C. se ne esce con una frase del tipo “Ma mica puoi fare la cameriera fino a 60 anni! E’ meglio che cominci a guardarti intorno per trovare qualcos’altro da fare”. Come se altrove si possa considerare qualcuna “giovane” alla mia età. E fuori uno!

Un cliente del bar, 85enne, mi chiede se sono fidanzata. Rispondo di no, ma lui non sembra crederci. “Davvero, F., non sono fidanzata, non trovo nessuno e quelli che trovo non mi piacciono!”. “Eh – fa lui – del resto, a una certa età e quando se n’è passate parecchie, non è facile trovare qualcuno che ci vada bene. Io per esempio, frequentavo il circolo anziani, pieno di vedove che non fanno che chiacchierare (lui ha perso la moglie qualche tempo fa n.d.A.)…non fa per me!”. In pratica, ha posto sullo stesso piano la sottoscritta 40enne e sé stesso che ha più del doppio della mia età. E fuori due!

Ieri sera, colpo di grazia di Lollo. E’ in camera mia mentre mi cambio d’abito: “Ehi mamma, ma che pancia che hai! Sei così magra ma hai la trippetta (sempre avuta, anche da ragazza n.d.A.). E poi…Madonna! Ma che mutande porti! (comode, di cotone, sovraombelicali…mi vanno che è una meraviglia! Odio i tanga, la biancheria strizza curve, a meno che non ci siano occasioni speciali che, guarda un po’, non ci sono! n.d.A.) Manco il MIO BISNONNO le portava così!”. A parte il fatto che c’erano stampati sopra deliziosi fiorellini che non penso proprio sarebbero piaciuti a mio nonno buonanima, anche questa considerazione non è confortante. E fuori tre!

Ora, visto che non ho 10.000 sterline da spendere in trattamenti estetici come la Aniston (che non è comunque riuscita a tenersi Brad Pitt), cosa mi consigliate? Di dormire in un frigo per rallentare l’irreversibile processo di disfacimento a cui il mio corpo sta andando, com’è chiaro, vertiginosamente incontro?

Un premio magico

Una decina di giorni orsono, Gandalf ha creato e mi ha assegnato un premio che accetto con gratitudine, anche perché onora questo blog del titolo di “magico”. Io penso che la magia, unita alla fantasia, sia un ingrediente importante per colorare con tinte vivaci questa vita un po’ grigia che siamo costretti a vivere, divisi tra impegni, convenzioni, formalismi e ipocrisie che a parole rifiutiamo, ma nei fatti a volte siamo costretti ad accettare obtorto collo.

Ringrazio quindi l’amico Giovanni per questo riconoscimento:

che assegno a mia volta a:

Guisito: per la magia dei suoi enigmi e della sua simpatia.

Perlina Vichinga: perché conserva quel misto di stupore e ingenuità che nella magia non mancano mai.

Alicesu: perché anche le “streghe” compiono magie e lei ne fa tante e molte sono bianche, anche se lei non vuol farlo capire 🙂 .

Per chi volesse continuare l’assegnazione, queste le regole:

assegnatelo a chi volete ma specificate una motivazione plausibile, mette il premio in bella mostra sul vostro blog specificando chi ve lo ha assegnato e linkatelo (ma, aggiungo io, Alianorah, potete anche non likarlo che non muore nessuno).

E foto sia!

Ok, sono di nuovo in pista dopo aver parzialmente recuperato il buonumore. Però, concedetemi una piccola parentesi di sentimentalismo che mi permetta di ringraziare tutti quelli che mi accettano come sono, nella buona e nella cattiva sorte e che, passando di qui due giorni fa sperando di sorridere, pur avendo letto un post che non induceva al sorriso, hanno lasciato un pensiero per me e soprattutto la testimonianza del loro bloggeristico affetto.

Ed ora, a grande richiesta, la foto del mio fantastico stellorecchino, il gadget sbrillucciccoso che ho usato per fare outing qualche sera fa e dichiarare al mondo intero (o per lo meno a quella parte di mondo che frequenta il bar dove lavoro e dintorni) che sì, sono SCEMA. E probabilmente lo sarò per sempre e magari, perché no, se a 40 anni porto l’orecchino luminoso, a 50 abbinerò anche l’anello e a 60 una bella collana a triplo giro tipo decorazione dell’albero di Natale. C’è anche da precisare che io e Ale, la mia amica che, non ci crederete ma è più matta di me, eravamo gli unici essere umani (umani? o alieni?) in circolazione ad indossare siffatto ammennicolo, eccezion fatta per il cinese che li vendeva alla modica cifra di un euro cadauno, e che ne portava uno a forma di cuore trafitto ad un lobo e un altro a forma di faccia di Minnie all’altro. E mentre con la mia amica e la nostra prole al seguito mi facevo largo tra la folla che intasava il centro del paese, luminaria sotto le luminarie celebrative del Santo Patrono, tra le occhiate di simpatia, di commiserazione, di disapprovazione degli astanti e l’applauso di una pregnissima (leggasi: incintissima) cliente del bar che mi ha lodata incondizionatamente; Lollo guardandomi con compatimento ha scosso la testa e ha detto…”Mamma, alla tua età!”. Però alla fine si è unito alla mia risata e la foto da pubblicare sul blog me l’ha scattata lui.

Vietato ai depressi

Stasera volevo scrivere un post allegro e un po’ matto, di quelli miei a cui vi ho abituato. Raccontarvi di come domenica scorsa me ne sono andata in giro per il paese in cui lavoro insieme alla mia migliore amica con un orecchino luminoso a forma di stella al lobo dell’orecchio sinistro io e a forma di sole a quello dell’orecchio destro lei. E della gente che ci guardava pensando che forse siamo un po’ matte se a 40 anni passeggiamo con i figli al seguito e con le orecchie sbrilluccicanti, tanto per ridere un po’ e per abbandonare quell’atteggiamento forzatamente serioso a cui la vita troppo spesso ci costringe. Insomma, volevo scrivere un post ironico e colorato e mettere pure la foto del mio orecchio con la stella luminosa che oggi Lollo mi ha scattato proprio per il blog.

Poi però le cose hanno preso una piega diversa e la notizia della mia mattana ve la racconto così, senza troppo entusiasmo, perché altri eventi hanno preso il sopravvento e non sono stati lieti. Non ve li racconto nel dettaglio, perché mi piace condividere la gioia e trasmettervene un po’, ma non voglio coinvolgervi troppo nella mia tristezza, nella delusione, nella presa di coscienza che quasi tutto alla fine è solo apparenza e che alcune cose che sembrano vere si rivelano poi illusorie, giganti dai piedi di argilla. Che poi, digiamolo (come direbbe Fiorello imitando La Russa), non è che le mazzate mi arrivino così inaspettate. Più che altro sono i momenti in cui arrivano che sembrano essere i meno sospetti e quindi riescono a cogliermi sempre impreparata. Quello che mi fa piacere è che invece i tempi di reazione diventano via via più brevi. Se prima di fronte ad una paventata difficoltà mi sarei depressa per qualche giorno, adesso dopo qualche ora comincio già a razionalizzare e a reagire. Rimane la sensazione di delusione, quasi di tradimento, ma questi sono sentimenti che fanno parte della mia metà (più che metà, temo) irrazionale, perché dal punto di vista logico, tutto quel che mi è accaduto ha una spiegazione e un senso, persino una giustificazione; con buona pace di chi leggendo queste righe si sentirà chiamato in causa in prima persona; e con la perplessità di chi invece non potrà capire questo discorso fumoso. Mi scuso per essere stata criptica, non amo usare questo mezzo in modo così intimo e personale, ma per una volta permettetemi uno sfogo incomprensibile. Non è detto che mancheranno chiarimenti in proposito in futuri post, ma per adesso lasciamo le cose così.

In fondo, la stellina luminosa che portavo addosso due giorni fa, non è altro che il simpatico ed affascinante risultato di un insieme di lampadine che prendono energia da una minibatteria. E le batterie si esauriscono. E le stelle si spengono. Una piccola metafora della vita, nelle piccole e nelle grandi cose. Grazie al Cielo, la stella che rischia di spegnersi nella mia vita è piccola, quasi insignificante.

Qualcuno ieri ha scelto di spegnere la più luminosa delle stelle: un salto nel nulla per non affrontare un nulla più doloroso. Un padre che viene al bar a chiedere se si è fatto vedere suo figlio, che da ore è irrintracciabile e non risponde al telefono. La scoperta che quel figlio non risponderà mai più al cellulare. Una pena infinita per un dolore che non ha parole. Alla fine, le canzoni, le bevute, i discorsi su soldi, entrate, uscite, riorganizzazioni di gestione, scandali, lassismo, politichetta, aziendalità, paranoie…alla fine tutto questo non conta più davvero. Hai ragione TU, che mi hai suggerito di scriverne qui; che un giorno leggerai questo post, magari col ghiaccio a portata di mano per raffreddare il case che va in tilt da quando la ventola non funziona più, quando parli dell’indeterminatezza della condizione umana; della caducità delle cose; dell’irreversibilità di alcuni atti estremi. Di tutto il resto…a che serve parlare?

Ma a volte, è consentito piangere anche per delle sciocchezze.