Che bella gente!

Situazione tipo:

lo spazio antistante il bar è costellato di tavolini vuoti; arriva un gruppo di tot persone; età media 40 (può essere compreso nel gruppo nonno a carico e figlio quattro/cinquenne petulante); stato sociale: medio alto (per lo più dottori, avvocati ma non si disdegnano assessori al comune privi di titoli ma ben forniti di soldi). Il gruppo, dopo attento esame dell’ambiente, sceglie con voto di maggioranza il tavolino a cui accomodarsi che è naturalmente il più lontano di tutti. Se è anche l’unico ancora da sparecchiare, tanto meglio, così la sottoscritta dovrà fare un viaggio in più, e in fretta anche. Non hanno ancora finito di sedersi, che già il capobranco alza la mano per richiamare l’attenzione.

Ordinazione tipo:

mi avvicino solerte, taccuino e penna in mano. Gelo. I soggetti si guardano l’un l’altro chiedendosi sottovoce, come fossero in chiesa “Tu che prendi?”. Qui la domanda sorgerebbe spontanea: ma se non avete ancora deciso, che mi avete chiamata a fare, ma soprattutto, che cacchio vi siete seduti a fare? In genere, se è presente un bambino, è lui a sbloccare la situazione con richieste semplici da esaudire. Per quanto petulante, benedico il bambino, che in genere chiede il gelato di Batman (quello a palline) o il Calippo alla cola. A questo punto uno dei genitori interviene e chiede altresì la ciotola di patatine (mai il pacchetto: la ciotola è gratis, il pacchetto si paga) “per il bambino”. Non dubito per un istante che l’accoppiata “patatine /ghiacciolo” sia vincente e annuisco con grazia. Dopo questa overture, la situazione si sblocca e partono le ordinazioni degli adulti. Il capobranco sceglie una Tassoni con Aperol (bevanda, a mio avviso, stucchevole e nauseante); subito il vice (fratello minore o migliore amico) si accoda; la moglie del primo, che chiacchierava con la moglie del secondo e si è distratta, chiede al marito “Tu che hai preso?”. Udita la risposta si illumina…”Ah, la Tassoni con Aperol, buona idea! …(pausa)…a me portami un’Oransoda” (???). L’amica annuisce, evidentemente concorda. “Ecco sì” esclama (pausa) “A me un succo all’ACE” (all’ACE? vorrei chiedere che frutto è l’ACE, ma mi trattengo). Il nonno (o la nonna, in rari casi tutti e due) in genere chiede “un gelatino, il più piccolo che avete”. Chiedo i gusti e la rispota di maggioranza è: “Alla frutta se possibile, ma non mi ci metta né fragola che sono allergico; né banana che è pesante; né melone che non mi piace”. E’ rimasto solo un gusto alla frutta, il limone. “Sì, va bene: allora limone, cioccolato (promosso a frutto immantinente) e panna” (accostamento deliziosamente sfrigolante e cacopapillare, neologismo da me testè inventato per intendere che fa schifo). L’altra risposta standard è “Mi ci metta…” ed elenca dai cinque ai sette gusti. E conclude con “E panna, ma poca. Ma mi raccomando, piccolo eh?”. Sì, come no.

Conclusione tipo:

finalmente l’ordine è giunto al termine. Vado, preparo il vassoio, torno con caccavelle e scontrino. Sto per chiedere il conto quando il bambino che ha chiesto il Calippo alla cola frigna: ha cambiato idea e vuole quello al limone. Ritiro la benedizione che gli avevo impartito prima, torno indietro, cambio il ghiacciolo, rifaccio il tragitto. La moglie del capobranco mi guarda con un sorriso “Mi porte una cannuccia per favore?”. Mentre mi allontano, l’amica aggiunge in zona cesarini “Portane due!”. Vado a prendere le cannucce, ritorno. Il capobranco, che si è già tracannato la bevanda, con evidenti problemi di allappamento da mistura iperglucidica chiede “un bicchiere d’acqua, liscia, possibilmente a temperatura ambiente”. Subito il vice si accoda: “Anche a me un bicchiere d’acqua, frizzante, con tanto ghiaccio e un fettina di limone”. Il nonno, che si sta sbrodolando col gelato, mi lancia uno sguardo: è in evidente difficoltà e con i baffi tuffati nel gelato non riesce proprio a parlare… Propongo due mezze minerali, una liscia a temperatura ambiente, l’altra frizzante e fredda. Si alza un’ovazione: una volta tanto sono tutti d’accordo. Finalmente torno per quello spero sia il mio ultimo percorso tra il bancone e quel dannato tavolino e chiedo il conto: “Sono nove euro e novanta, grazie”. Gara a chi paga per primo: in un battibaleno mi trovo almeno cinque banconote da dieci euro sul tavolo. Se sono di buonumore (in genere mai, con tipi del genere) dico la mia famosa battuta “Ogni euro in eccedenza è mancia per la cameriera”. Tutti ridono, e basta, nel senso che nessuno dice, tanto per fare un esempio “se l’è proprio meritata, una mancia, cacaca*zi come siamo”. Però è difficile davvero che io sia di buonumore, quindi taccio e lascio che facciano la solita pantomima del “pago io” e “stavolta tocca a me”. Alla fine si accordano, mi allungano dieci euro. Spero con forza che mi dicano “Tenga il resto” certamente non per i dieci centesimi (che, meschina, non ho pensato di portarmi dietro), ma per evitarmi un nuovo andirivieni. Spero, sì, ma inutilmente. Il prodigo che ha avuto l’onore di pagare resta col portaspiccioli aperto in mano, in evidente attesa della monetina. Quando infine torno con il prezioso carico, il sollievo sul suo viso è palpabile. La mia mente elabora allora la più fantasiosa trafila di parolacce mai creata da essere umano. Un giorno mi verrà l’ernia per lo sforzo di non farle uscire dalla mia bocca.

Annunci

39 thoughts on “Che bella gente!

  1. Hai reso avvincente un’ordinazione al bar.
    Vista dall’altra parte del tavolino mi sono vergognato, perchè certe pantomime e alcune di quelle scene mi è capitato di farle a pensarci.
    Un abbraccio

  2. Davvero gustoso direi, se non fosse che in genere sono dall’altra parte della barricata preoccupatissimo di captare i legittimi moti di stizza della cameriera 😉 A quel punto scatta un tentativo di mediazione col sorriso n°4 della serie “Abbi pazienza, siamo fatti così”. Raramente funziona… 😦

    GaMa: è chiaro che sa di stucco, quello per tappare i buchi nelle pareti dopo che hai fatto il danno.

  3. non odiarmi .. ma trovo che sia meraviglioso questo pezzetto della tua vita-lavorativa ! Fino ad 8 anni fa facevo la commessa e in part time anche la speaker , ora lavoro da tempo in radio , molte molte ore al giorno e mi manca questo lato lavorativo dei clienti-spacca-balle , che sul momento ti fanno girare ,ma poi ti fanno ridere di gusto , no?!

  4. Come ti capisco!Dopo 15 anni al servizio della gggente,due umili speranze animano le mie giornate di fatica.La prima è quella di vedere la testa di un bambino pestifero rompersi sotto gli occhi passivi della genitrice,la seconda è assistere al malore dell’ennesimo vecchietto che per la centomilionesima volta viene a misurarsi la pressione facendo la cronistoria delle medicine che prende e delle misurazioni che ha già fatto altrove…

  5. Eh ma questo è un classico, è risaputo che la caciara prodotta al bar, da ogni comitiva che si rispetti, aumenta in maniera più che proporzionale con l’aumentare del numero dei suoi elementi.
    Anzi direi proprio che come regola devi sempre considerare una progressione esponenziale:
    1 elemento = caciara semplice (una o più battute inopportune)
    2 elementi = caciara²
    3 elementi = caciara³
    e così via…
    Ma questo tu non lo devi imparare, già ce lo insegni.

  6. Io sono d’accordo con Steve Buscemi ne “Le iene”: “niente mance alle cameriere”!

    Scherzi a parte, due volte ho provato a lasciare mance, due volte mi hanno comunque portato il resto…

    Comunque il tuo post è spettacolare…

  7. O mio dio ho appena riletto la mia giornata di lavoro. Sono due mesi che lavoro(ok, non è molto ma è la mia prima esperienza di lavoro)in un bar e mi sto chiedendo perché continuo a dirmi “questo è il peggiore”, quando so che dopo due minuti ciò che mi sembra il “non plus ultra” dell’idiozia viene battuto. Ieri mi è capitata un quartetto e uno mi ha chiesto una birra e la ragazza “o si, è davvero una buona idea, anche io prendo qualcosa di leggero… per me tequila”(?!)

    Ola

    ps:ma il tuo nick è riferito al personaggio di Silver?*_*

  8. Noi la facciamo molto più semplice, la cameriera deve solo contare le teste e portare almeno una birra in più. Certo che a quel tavolino ci dev’ essere stata gente danarosa, li si riconosce dal braccetto corto

  9. @GaMa: leggi il commento di Ema 😀
    @Dedy: finché ce n’è…
    @Pellescura: eh lo so, da quando faccio la cameriera, quando mi capita di andare al bar o a mangiar fuori, mi dò una bella regolata.
    @Ema: togli il “raramente”. Non funziona mai, anzi, a me aumenta l’irritazione. A meno che tu somigli a Brad Pitt 😉
    @LaVale: per forza, altrimenti si impazzisce.
    @Teresa: tu con gli anni stai peggiorando eh? Prima odiavi solo i bambini! 😉
    @Fulvia: ci sono anche qui…si siedono per mezze giornate, occupano tavolini per quattro da soli e se va bene prendono un caffè. Che poi si dimenticano di pagare, of course.
    @Lario3: a me cose del genere succedono sempre, anche quando non lavoro 🙂
    @Reditugo: ma fosse solo la caciara! Quella sarebbe più sopportabile.
    @AmmiraglioK: qualcuno la chiama Apertass ( http://www.drinkadrink.com/apertass-un-aperitivo-light/ )l’hanno inventata a Napoli e qui va per la maggiore, ma non te la consiglio.
    @Spinoza: io sono d’accordo con me: “a morte i clienti che non lasciano mance alle camerierie con stipendi discutibili”. Io, appena di mi dicono la prima sillaba di “tieni”, ringrazio e afferro.
    @Dair: bene, è bello essere capiti appieno dai colleghi. Sì, è quello di Silver. Leggi il mio post “Alianorah chi?”. Ci arrivi dall’omonimo link in alto sotto la foto.
    @Oscar: vengo a lavorare lì, allora, tanto qui ne ho per poco!
    @Damiani: è vero…con questo caldo!

  10. Aliah, ringrazia Iddio. Pensa se te ne fosse capitato uno solo ma di quelli del tipo Jack Nicholson del film “Qualcosa di nuovo”.
    Comunque, quando parli di queste cose, sei più dolce di un babà.

  11. E’ che uno la pazienza deve imporsela, altrimenti volerebbero gelati e parolacce.

    ps.
    Ho assaggiato il gelato a palline e ti ho pensato immediatamente.:)
    Chissà perchè, i miei nipoti amano TUTTI il gelato di batman e il calippo alla cola. 😉

  12. Brad Pitt? per riuscire ad assomigliarmi dovrebbe lasciarsi crescere di più la barba – lasciando qualche buco casuale, mettere su una decina di chili, le scarpe col rialzo, le lentine chiare per gli occhi, scurirsi i capelli e cessare ogni attività fisica per tre anni – e ancora non sarebbe lontanamente vicino alla mia magnificenza. Non posso chiedergli tutti questi sforzi, tu mi capisci…
    Mi limiterò per farlo perdonare a lasciarti una mancia all’americana (mortacci loro).

  13. @Nadir: quali altri avventori? 🙂
    @Guisito: non ho visto quel film, ma deduco che Jack non si sia comportato benissimo. A meno che non ti riferisca al film “Qualcosa è cambiato”, perché quello l’ho visto, e in effetti Jack non si è comportato benissimo.
    @MademoiselleAnne: a volte sono stata tentata, ma la mia etica professionale prende il sopravvento!
    @LadyOscar: con questo tipo di lavoro, se non ce l’hai, perdi il posto. E a volte lo perdi anche se ce l’hai 😦
    @Peppe: grazie, un bel complimento!
    @Dyo: sono coladipendenti!
    @Ema: non c’è niente da fare: sei troppo più bello di lui!
    @Occhidigiada: ma no, uno può anche cambiare idea. Ma non dieci volte la stessa sera!
    @NessunNome: sì, erano buoni. Anche se io non li ho praticamente visti 🙂

  14. Bella descrizione di una clientela molto frequente da incontrare…E’ che a volte il cliente si dimentica che non ha davanti un automa al suo servizio.
    Spero di non essere mai stata un cliente di questo tipo!
    Ciao

  15. Ecchime ! Un flash delizioso corredato dai fumetti. A noi, regali un sorriso, ma per te, con questo caldo, la voglia di sorridere deve essere sparita.
    Un motivo di conforto : fai riflettere. Siamo tutti frequentatori di Bar. E siamo tutti in tempo per migliorare.
    Ottimo.

  16. @Paolo: grazie!
    @Lealidellafarfalla: senza panna già è un’altra cosa.
    @Cinciamogia: leggendoti, sono sicura di no.
    @Chit: ho letto…e sono senza parole. Magari ne esce un post di quelli al veleno!
    @Daniele: non tutti, ma molti sì.
    @Renata: grazie della graditissima visita. I tuoi complimenti mi fanno particolarmente piacere, non perdiamoci di vista.
    @Mitì: lo penso anche io…e dovresti assaggiare il frutto dell’ACE! Imperdibile 😉

  17. Ti sono mai capitate le sette attempate donzelle che si seggono al bar evidentemente per essere viste da eventuali polli (non so in che posizione strategica sia ubicato il tuo locale) e che ordinano un bicchiere di acqua frizzante con sette cannucce e una grossa fetta di limone?

  18. Da piccolo prendevo sempre limone e cioccolato suscitando perplessità.

    Questo post è la conferma che io non potrei mai lavorare in un negozio, caccerei i clienti come questi, cioè la maggioranza…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...