Un post serio

E’ da poco uscito nelle sale “Un giorno perfetto”, il nuovo film di Ferzan Ozpetek. Conto di andarlo a vedere quanto prima, perché questo regista turco naturalizzato italiano è uno dei miei preferiti. Da “Il bagno turco. Hamam” a “Saturno contro”, ho visto tutte le sue opere e anche se non le ho amate tutte allo stesso modo, non ne sono rimasta mai delusa. Non scriverò recensioni sul film dopo averlo visto perché si risolverebbero in un megaspoiler che toglierebbe il piacere della visione a chi intende seguire il mio stesso intento. Senza contare che di critiche, negative o positive, ne potete trovare a bizzeffe in decine di siti, scritte da persone più competenti di me. Conosco a malapena la trama di “Un giorno perfetto”, ma so che è un film piuttosto drammatico e con tematiche dure, una delle quali è la violenza domestica, quella violenza che si consuma spesso in silenzio tra le quattro mura di casa e di cui troppo spesso si tace. Questo mi dà lo spunto (ripeto, non ho ancora visto il film, per cui non so nemmeno quanto l’argomento sia ad esso ricollegabile) per riproporre qui un miniracconto che scrissi tempo fa per il blog di Alicesu e che alcuni di voi hanno già letto. E’ piuttosto crudo e quando Alice lo inserì nel suo spazio suscitò qualche perplessità da parte delle persone che mi leggono e che sono abituate ad uno stile più leggero e ironico.

Tornerò l’Alianorah di sempre con il prossimo post, ma questa volta permettetemi una digressione nel mondo degli “adulti”, quel tipo di adulti che spesso si nascondono tra noi “bambini dentro” e che non vorremmo mai incontrare.

PRIMA O POI

“No, stasera non le sopporto le sue mani addosso…”

-Che hai?

-Sono stanca…

Mi guarda con il suo solito sorrisetto sardonico. Se penso che è quello che mi ha fatta innamorare di lui…che stupida, che femmina stupida che ero. Che sono.

-Stanca di cosa? Di rubare lo stipendio in quella specie di ufficio?

“Non capisce niente, come sempre”

-Ma anche in bagno mi devi seguire?

-E che sarà mai tesoro…siamo sposati da quasi otto anni! Siamo una sola cosa.

Fa una risatina forzata, mi mette una mano sotto il mento. La tolgo via con forza, più di quanta vorrei.

-Ti prego, non stasera.

Mi riafferra il mento. Non ride più.

-Si può sapere che cazzo ti prende?

Accenna una specie di carezza. Chiudo gli occhi con una smorfia.

-Puzzi…

Non sono riuscita a trattenermi, Dio…e adesso?

-Puzzo?

-Le tue mani…puzzano di figa…

Scoppia in una risata grottesca.

-Di certo non la tua! Andiamo, tesoro…ancora con quella storia? Stai diventando paranoica!

TI HO VISTO! VI HO VISTI!! In quanti modi devo dirtelo che vi ho visti, l’altra sera, sotto casa sua? E sei stato con lei anche stasera…

“Con lei…l’ennesima lei…”

-Non urlare…non vorrai svegliare il piccolo…e come devo ripetertelo che ti sbagli? Hai visto male, ti sei confusa

-Era la tua macchina!

-Capirai…la macchina. Come se fossi solo io ad averla, quella macchina, in città!

-La tua macchina, la tua targa. La tua stagista!

Fa una faccia che vorrebbe essere buffa.

-Sì, certo. Monica e Bill.

Non rido, gli volto le spalle e ricomincio a struccarmi.

Incontro il suo sguardo allo specchio. Ora è arrabbiato, non sopporta la mia indifferenza.

-Non voltarmi le spalle, perdio! Non ti permetto…

-Cosa?

Urlo adesso, voltandomi di nuovo verso di lui.

-Non mi permetti di provare lo schifo che provo? Mi fai schifo! Capisci? SCHIFO!

Arriva all’improvviso, come sempre. Dovrei essere preparata ma mi coglie sempre alla sprovvista. Un ceffone, uno solo, in pieno viso. La testa mi si rovescia di lato, sento sul labbro il bruciore della lacerazione.

La prima volta…la prima volta che mi ha picchiata, non eravamo ancora sposati. Mancavano due mesi alle nozze e lui era nervoso perché…chi se lo ricorda perché…

Era stato uno schiaffo da niente, rispetto a quelli di adesso. E dopo mi aveva chiesto mille volte scusa, piangendo come un bambino. Alla fine ero stata io a consolarlo.

Poi, di nuovo, qualche mese dopo. Si era scusato ancora, ma non aveva più pianto. Non aveva mai più pianto e a poco a poco neppure più chiesto scusa.

Ora quando lo fa sembra fiero. La guancia mi brucia. Ho lo sguardo annebbiato dal dolore e dalle lacrime.

-Non ti permettere più…stronza!

La sua voce è un sibilo. Mi afferra per le spalle, le mani come artigli e mi attira a sé.

“Oddio, no…”

Con movimenti frenetici mi alza la gonna, mi abbassa collant e mutande, mi prende con violenza. Sento contro le reni il bordo freddo del lavandino mentre affonda dentro di me senza riguardo.

Per fortuna finisce tutto presto. Mentre si rialza i calzoni sussurra

-Una sola carne, tesoro, nel bene e nel male.

Resto lì, in una posa scomposta e oscena, ciondolante come un pupazzo di stracci. Finisco di spogliarmi e mi guardo allo specchio. Il labbro si sta gonfiando. Immagino la voce di mio figlio, domattina.

-Mammina, hai di nuovo sbattuto?

E la sua risata argentina.

-Mamma imbranata!

E in ufficio. Sguardi di sospetto, di commiserazione, di indifferenza. L’ennesima scusa, per chi avrà il coraggio, la faccia tosta, la cattiveria, di chiedere.

Stavolta c’è andato giù pesante, forse non riuscirò a coprire il livido nemmeno per la festa di sabato prossimo, la cena per il nostro ottavo anniversario di nozze. I miei genitori, i suoi. Fratelli. Sorelle. Le loro famiglie. I bambini. Tutti insieme a far finta di essere felici, a far finta di niente.

Entro nel box doccia e mi lascio scorrere addosso un getto graffiante di acqua caldissima. Non piango. Chiudo gli occhi.

“Bastardo…prima o poi me la paghi…chiedo aiuto… me ne vado, lo giuro, me ne vado… Prima o poi.

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37 thoughts on “Un post serio

  1. Quante in queste condizioni!!! Ne conosco una che le ha subite per quasi tutta la vita, 5 figli e alla fine il marito l’ha pure lasciata per un’altra. Che pena!!! Aliah, non trovo questo racconto diverso nello spirito dagli altri post presunti leggeri. Guido.

  2. Grazie a Dio non conosco nessuno (almeno credo!) in questa situazione, ma che groppo alla gola mi hai fatto venire. In ogni caso cara Alianorah, indipendentemente dal registro, serio o scherzoso..sai scrivere.
    Ciao

  3. …poi dicono che i blogger non sanno scrivere come un giornalista o come uno scrittore.
    Leggendoti mai affermazione fu più errata 😉

    PS: perchè non fai un tumblr con questi tuoi miniracconti ???

  4. Non ho parole… Ho un groppo in gola.
    Un paio di giorni fa parlavo al telefono con una mia amica quando mi dice: “Sento dei rumori provenire dall’appartamento accanto. Il mio vicino di casa sta picchiando la moglie!”. Mi si è gelato il sangue. Avrei voluto far qualcosa ma non potevo a chilometri di distanza. A nome della categoria maschile si può solo chiedere scusa per i soprusi e le violenze di alcuni individui.

  5. @NessunNome: a volte ritornano!
    @Fabio: spero non ti sia dispiaciuto.
    @Artemisia65; Chit: non avete torto. Anche io penso che, pur distinguendo i vari casi, la donna che non sa ribellarsi ha una parte di responsabilità.
    @Guido: allora mantengo il mio stile anche nel drammatico 🙂
    @Cincia: grazie, sei molto gentile!
    @Skip: e temo lo sarà ancora a lungo.
    @Hinoki: sono lusingata dai tuoi complimenti! Personalmente trovo un po’ noiosi i tumblr, preferisco i blog perché permettono di esprimere a tutti le proprie opinioni. Comunque ci penserò, grazie del consiglio.
    @Daniele: grazie Daniele!
    @Salpetti: sì, ricordo che lo avevi letto e commentato da me, sullo Spaces. Grazie ancora.
    @GaMa: sono i mostri della porta accanto. E fanno paura.
    @Pellescura: già. Il racconto è, per fortuna, di fantasia, ma queste cose accadono davvero.
    @Mauro: e io farò sapere il mio a te. Domani dovrei andare a vederlo.
    @Cristiana: purtroppo per molte il momento non arriva mai. Grazie per i complimenti!

  6. Ho visto il film: non mi è piaciuto per niente (anche se si parla di cose che, purtroppo, succede troppo spesso e che vanno denunciate).

    Grazie mille per il commento, caspita che coincidenza 😀

    CIAO!!!

  7. non ho visto il film, aspetto la tua recensione 🙂

    mi spiace ma non sopporto chi alza le mani, ne su animali ne su umani
    dopo la prima volta per me sarebbe finita, la fiducia finisce, il rispetto finisce
    chi lo fa stà pur certa che ci ricasca
    via, che si resta a fare in una vita così?
    fuori c’è sicuramente chi merita di più…
    buona giornata 🙂

  8. Tengo molto a vedere quel film, ma mi sa che non troverò nessuno disposto ad accompagnarmi. 😦 per il racconto…bellissimo. Sembra un aggettivo inadatto al contenuto, ma è scritto perfettamente, ed è giusto che si parli anche di questi temi, quindi complimenti. :*

  9. anche io “seguo” ozpetek…
    devo dire però che alcuni dei suoi film…ci ho messo tempo….prima di vederli….
    perchè sono consapevole ormai degli “strascichi” che mi lasciano dentro….
    per esempio “cuore sacro”….ancora oggi…mi interroga!!!!
    invece non mi stanco mai de “le fate ignoranti”…l’ho rivisto anche ieri sera su IRIS!!!
    mmmhhh non so quanto ci metterò per vedere “un giorno perfetto”…..
    il tuo racconto…invece…mi ha ricordato per certi versi un film visto ques’estate in francia…si intitola
    “TI DO I MIEI OCCHI”….di iciar bollain
    un film estremamente FORTE……
    io credo che – come per molte altre donne,…come per pilar nel film – così anche per la protagonista del tuo racconto …sarebbe meglio PRIMA che poi!!!!

  10. Quali siano i meccanismi che spingono una donna a sopportare queste cose è un argomento molto complesso e difficile, e la risposta affonda le radici nella sottomissione psicologica e storica. Il racconto è davvero molto bello, taglia l’anima a fettine sottili.

  11. Questo racconto è terribile.
    Terribile nel senso buono: fa arrabbiare, è fin troppo lucido. Ho sentito, di nuovo, il sangue ribollire…
    Dovevamo fare quella famosa raccolta di racconti sulla violenza femminile. Continuo a pensarci e non si sa mai: magari riuscirò a proporlo a qualche casa editrice.
    peccato che alla fine nessuna era rimasta particolarmente colpita dall’idea…

  12. Un racconto toccante, e perfettamente scritto. Secondo me sei proprio sprecata in quel bar, dovresti scrivere per professione.
    Alianorah, se non ci fossi dovrebbero inventarti!
    Grazie per il commento 😀

  13. Bellissimo racconto. Dicono che sia più difficile far ridere, per questo non avevo dubbi che fossi bravissima anche in questo tipo di scrittura! Quanto al tema non se ne parla mai abbastanza! Esistono film, esistono occasioni in cui se ne parla ma per il resto è silenzio. A differenza di altri il problema l’ho vissuto da vicino e non cè niente di peggio della solitudine di chi è vittima di questi abusi. Troppo facile dire scappa, ma spesso non ci sono posti in cui scappare, non ci sono vie di fuga e non ci sono appoggi da parte di chi sta vicino e si gira dall’altra parte, figli e madri compresi!

  14. @Dyo: diciamo che questo non è esattamente “il migliore degli uomini”.
    @Lario3: io sono andata a vederlo oggi e ancora non so se mi è piaciuto o no.
    @Irish: è vero, ma a volte è difficile uscire da certi tunnel.
    @Violetta: il film è durissimo. Grazie per i complimenti!
    @Huila: “Cuore sacro” è uno di quelli che mi è piaciuto di meno, mentre amo in particolare “Le fate ignoranti”, ma probabilmente questo lo sai già, perché ne avevo parlato nel blog vecchio che già seguivi. Quest’ultimo è shoccante, vai a vederlo solo se ti senti serena e preparati a scene davvero forti.
    @Nadir: forse per viltà, o per paura.
    @Gandalf: si, a volte per un po’ tutti questi motivi messi insieme.
    @Serena: grazie per il complimento, molto sintetico ma esaustivo.
    @Alicesu: io ero d’accordo 🙂
    @Umma: oddio, inventarmi? Ma se c’è chi vorrebbe che sparissi! 😀
    @Trippi: grazie per gli elogi e anche per il tuo commento fuori dal coro. Penso che sia difficile capire quanto certe cose possano essere terribili per chi non le vive e ritengo che molte donne, come tu dici, si sentano abbandonate nella loro lotta quotidiana contro la violenza domestica.
    @Art: grazie!

  15. Premetto che non sono una fan di Ozpetek (secondo me dopo il primo film non aveva già più nulla da dire), non sono qui per dilungarmi in giudizi cinematografici, ma per complimentarmi con te per il racconto!! Accidenti, scrivi benissimo e riesci ad emozionare…come sempre, “nella gioia e nel dolore”!!
    Brava!
    Un bacione

  16. @Fulvia: abbasso!
    @Lario3: sì, è un film caotico.
    @Romano: ho per lo meno avvisato preventivamente :-).
    @SenzaNome: mi sembra importante che tu abbia comunque letto. E’ già un commento.
    @Oscar: grazie, Oscar.
    @Dedy: è un piccolo modo per parlarne.
    @LeFéeVerte: ciao Fran, mi fa piacere che questo piccolo racconto ti sia “piaciuto”. Un abbraccio a te.

  17. Innanzi tutto complimenti per il racconto, molto bello.
    Il film vorrei andare a vederlo: ho letto il libro un po’ di tempo fa e mi era piaciuto moltissimo, sono curiosa di vedere la versione cinematografica.

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