Mamma mia!

Terminata la “moda” delle mamme nonne, subentra quella delle nonne bambine. E’ recente la notizia di quella donna siciliana diventata nonna a soli 31 anni. In tv hanno passato in rassegna tutta la genealogia femminile ancora in vita di questa famiglia: la trisavola settantenne, la bisnonna cinquantenne, la nonna trentenne e la neomamma, non ancora sedicenne, madre recente di un bel pupone. Sia la nonnina a suo tempo (che tra l’altro è diventata a sua volta madre di recente) sia la figliola, sono rimaste incinte in seguito alla classica “fuitina”, pratica di antica memoria che porta gli adolescenti in fregola a lasciare di soppiatto (di soppiatto si fa per dire, perché a volte, almeno in passato, queste fughe d’amore erano ben conosciute e talvolta appoggiate dalle famiglie d’origine) le case natìe per tornare dopo un certo periodo di tempo e mettere tutti di fronte al fatto compiuto. La fanciulla spesso priva dell’illibatezza ma fornita di un nuovo bagaglio che solo dopo nove mesi si manifesterà al mondo. Il mio sconcerto davanti all’anacronismo di certe vicende è immenso, ma dopotutto, ognuno è padrone (o dovrebbe esserlo) della propria vita e ne fa pertanto ciò che vuole, subendone le conseguenze liete o onerose che siano. Ma mi chiedo…la quindicenne, in modo responsabile (?), ha scelto di rinunciare alle gioie e ai dolori dell’adolescenza; ha detto arrivederci, o addio, alla scuola; ha bruciato le tappe mettendo su famiglia con un 21enne; è rimasta, non so quanto volontariamente, incinta, bambina madre di un bambino (e nel caso fosse stato un “incidente di percorso”, qualche nozione in più di contraccezione, il Papa mi scomunicherà per questa affermazione, sarebbe stata utile); e ora nell’età in cui si dovrebbe pensare ai compiti, alle passeggiate, alle pizze con gli amici; e litigare con i genitori per la paghetta settimanale; per il cellulare nuovo; per lo scooter “chetutticelhannosoloiovadoinbicicletta”; si trova a dover litigare con pannolini e omogeneizzati e a metter soldi da parte non per andare in gita scolastica ma per comprare il seggiolone. E ci sta tutto, io ho fatto altre scelte (e non è che siano andate benissimo) ma, ripeto, ognuno della propria vita fa quel che vuole e anzi, tanti auguri e felicità. Quel che mi chiedo è perché, PERCHE’, santi numi, in questa situazione non certo facile, si possa decidere di imporre un dazio ad un bambino innocente, di condannare alla gogna una creatura inconsapevole, che nel 2025, preparandosi a scegliere la fanciulla con cui organizzare una fuitina, seguendo le orme dei suo avi, sarà costretto, occhi bassi e orecchie rosse per l’imbarazzo, a confessare alla prescelta al ruolo di neo mamma bambina “Ebbene sì, son figlio della colpa; e prima di me mia madre; e forse sua madre prima ancora; ma tutto è stato appianato. Vuoi dunque fuggire con me? Ah, a proposito, mi chiamo CASTRENZE“. E allora sì, che c’è da scappare!

Annunci

43 thoughts on “Mamma mia!

  1. il Papa benedirà questo giovane frutto dell’amore, sorvolando il concepimento a matrimonio non ancora celebrato. Lei, poverina, tra quindici anni, vedendo sua figlia o suo figlio uscire con gli amici, andare sulla spiaggia per un falò, fremere ai primi innamoramenti, ripenserà alla sua vita e, spero per lei, considererà l’errore commesso. Non quello di aver fatto un figlio, ma di averlo fatto troppo presto.

  2. Esattamente, anacronismo. Un tempo sarà stato anche comune restare incinte a 15 anni, ma credo che l’esperienza di vita che volenti o nolenti si doveva fare facesse maturare per forza (per dire, mia nonna a 12 anni lavorava già). Oggi dubito che si possa parlare di maturità sufficiente a fare un figlio a 15 anni, perchè grazie a Dio è l’età in cui ci si diverte, e soprattutto si studia, anche per costruirsi un futuro lavorativo migliore di quello delle nostre nonne, se ci si riesce.
    Se poi la neomamma è convinta, buon per lei, ma sono un po’ scettica…Le auguro di riuscire veramente a riprendere la scuola.
    E poi, Castrenze???
    Ciao

  3. La cosa incredibile è il tono celebrativo che danno i media di queste notizie, invece di presentarle per quello che sono: frutto dell’ ignoranza e dell’ arretratezza che domina nel nostro paese.

  4. Due note fondamentali.
    Una:chi ha avuto il coraggio di dare un nome simile ad un bambino meriterebbe di essere scorticato vivo.
    Due: sogno di essere scomunicata dal pastore tedesco.
    Un bacio.

  5. Castrenze è uno dei mille nomi dei santi patroni dei paesi della sicilia!
    Se non sbaglio è il santo patrono di Monreale, paese vicino dove è nato il bimbo…
    Io sono di Palermo, anche se vivo al nord da anni ormai e queste storie esistevano anche 10/20/30 e passa anni fa, solo che non venivano menzionate.
    Un paio di mesi fa è successa la stessa cosa a cremona, ma nessuno ha gridato allo scandalo…
    Siamo sempre un paese bigotto e classista, ma tant’è!
    Una volta, si assegnava al figlio il nome Settimo, perchè nasceva al 7°mo mese…
    Gli altri 2 non si dichiaravano però!
    Serviva per coprire la fuitina!
    Il bambino nasceva sano ed era ovviamente frutto dello spirito santo se aveva voluto così! 😀
    Le rinuncie se rifletti, spesso sono di chi osserva, non di chi le vive.
    E’ pur sempre una forma di disinformazione questa.
    Sottovalutare la vita di chi sceglie di diventare “adulto” prima del tempo.
    Ma perchè, per essere adulti, bisogna timbrare qualche cartellino?
    Devi per forza di cose “studiare”?
    si, vero tutto, però…
    E’ la società che impone tutto ciò.
    Rivedere qualche scena del passato in effetti ci stupisce e non poco!
    Buona giornata e a presto!

  6. Ma la lotta con i pannolini e gli omogeneizzati sarà demandata alla mamma e alla nonna. I due giovani sposi continueranno a fare la vita da adolescenti e la fanciulla-mamma potrà continuare gli studi. Spero che sia così.

  7. Ali…mi hai fatto morir dal ridere!!!
    E cmq concordo con tutto quello che dici, cioè ognuno della propria vita fa quel che gli pare, ma a tutto c’è un limite (aggiungo io)
    e a tal proposito ti racconto che…

    La mia mamma con la sua mamma (alis mia nonna) hanno solo 20 anni di differenza.

    Io con la mia mamma, abbiamo 20 anni di differenza (ci tengo a sottolineare MOLTO CASUALMENTE!).

    E così si voleva che pure tra me e la mia ipotetica figlia (ovviamente femmina) ci fossero i famosi 20 anni di differenza….

    Ho 30 anni, e non ho ancora avuto figli.
    Si, ovviamente sarebbe stato carino portare avanti i “20 anni” di differenza tra una generazione e l’altra, ma…non è capitato, e io non l’ho cercato!!!
    (ognuno è libero di fare cio che vuole della propria vita!)

  8. Penso che l’oscenità stia nel rimarcare a livello di mass media la risonanza della notizia…

    E il destino dei figli …. che vengono concepiti nel disperato tentativo di “salvare” un matrimonio ( davvero malsana idea.. ) …dove li lasciamo???

    Questi non suscitano scalpore nei mass media…ma sono coloro che saturano i tribunali dei minori in cause di affidamento…e
    che ti osservano con i loro occhioni velati di sofferenza…

  9. @Spinoza: non è bello quel che è bello…
    @Unodicinque: se è convinta della sua scelta forse non invidierà suo figlio.
    @Cinciamogia: è quello il busillis…è convinta? Già la vita è difficile, se ci si grava di responsabilità così giovani, non diventa tutto più complicato?
    @Belphagor: forse non sono da celebrare né da ignorare. Rappresentano uno spaccato di vita che in alcune zone d’Italia ancora è radicato, discutibile se vuoi, ma come ho già detto, ognuno è libero di scegliere la strada che più gli si confà.
    @Romano: non so se sia triste. Sembravano tutti contenti.
    @Pellescura: la fuitina non preserva dal fallimento.
    @Ga.Ma.: che dirti? Forse è solo fretta di diventare adulti.
    @Note; Fulvia: sì, quel nome nun se po’ sentì.
    @Alberto: so che esiste un san Castrenze (e pure un san Castrense). Se è per questo esiste anche un san Foca; e un san Zotico. Ciò non toglie che credo sia davvero “sadico” chiamare così un proprio figlio. Dalle mie parti vanno per la maggiore nomi come Eleuterio e Arduino, proprio perché ci sono santi con questo nome, molto venerati, quindi figurati se non capisco il peso di certe tradizioni, pur non condividendone il valore. Tanto per dire, mio padre si chiama Nazzareno Arduino Pio. E odia tutti e tre i suoi nomi. Il bimbo di cui parlo nel post, era un predestinato: suo nonno si chiama Castrenze pure lui. Nome a parte io non mi stupisco che queste vicende accadano al Sud. Io mi stupisco che accadano e basta, perché sono diversa. Ma ho specificato nel post che ognuno ha diritto alle proprie scelte, a Bolzano come a Catania. Penso solo a quante responsabilità si accollino persone così giovani, che forse avrebbero avuto altre possibilità prima di metter su famiglia e forse, FORSE, crescendo in un ambiente meno provinciale, con mentalità meno circoscritte e con un’informazione ed educazione più ampie, avrebbero lasciato maturare un po’ di più il loro amore e la loro età. Non c’è un’età per diventare adulti, ma penso che ogni età debba essere vissuta nel modo migliore. Se per loro il modo migliore è questo, allora hanno scelto la strada giusta. Io non sottovaluto, io provo a valutare in modo del tutto personale. Nel Medioevo a 12 anni ci si sposava. Ma a quarant’anni si era vecchi. Ora non siamo più nel Medioevo e spero che tutti i ragazzi che compiono una scelta così difficile possano, nella maturità della vita e con i figli ormai grandi, cogliere quelle opportunità di svago e divertimento a cui hanno rinunciato, forse volentieri, adesso.
    @AmmiraglioK: ecco, appunto…
    @Guisito: la mamma li ha lasciati, gli studi. Ma sostiene di volerli riprendere.
    @Guady: sono d’accordo.
    @Pippih: credo che la scelta di concepire un figlio per salvare un rapporto non sia solo malsana. E’ irresponsabile, egoista e quasi sempre fallimentare. Io sono separata, e poco prima della crisi che ha portato alla fine del mio matrimonio, avevo coltivato l’idea di avere un altro bimbo. Quando le cose hanno cominciato a scendere la china, non mi è mai passato per la mente di ricorrere a questa ipotetica ancora di salvezza. Conosco persone che l’hanno fatto con risultati disastrosi. Mi sono bastati gli occhi tristi di mio figlio, non avrei voluto vederne un altro paio. E aggiungo che sono stata fortunata, perché mio figlio è un bambino sereno ed io e il mio ex marito ci vogliamo molto bene. Per quanto riguarda la gioiosa risonanza che viene dato a queste vicende di mamme bambine…la capisco poco anche io, anche in virtù di un’esperienza che mi ha vista essere faticosamente mamma e moglie in età matura. Mi chiedo: come faranno se sono appena due ragazzi? Ma chissà, forse crescendo insieme ci si impara ad amare meglio e a sopportare di più.
    @Pilotino: io ho avuto a malapena due nonne. E questo è sicuramente l’altra faccia della medaglia.

  10. Io non conosco i personaggi di cui parli, ma ho il sospetto che il fatto di essere mamma a questa bimba non cambi molto. Nel senso: non credo che abbia affrontato la maternità con molta consapevolezza e dubito che l’acquisirà dopo la nascita del figliolo. Ho visto parecchie vicende simili: mamme bambine che scaricano i pupi alla nonna (o alla trisnonna, in questo caso) e continuano a fare la stessa vita beata e deficiente fatta sinora… rimanendo di nuovo incinte di qualcun altro dopo qualche tempo. Non so se sarà così anche per questa bambina, ma ci ho il forte sospetto di sì… mi pare che l’incoscienza, nella famiglia Castrenze, sia trasmessa geneticamente…

  11. @Susanna: forse in questo caso non sarà così, essendo di “tradizione” diventare mamme giovani. E comunque “Castrenze” è il nome del bimbo , non il cognome 🙂
    @AmmiraglioK: ah, siamo dunque arrivati alle intimidazioni… 🙂

  12. >Mi chiedo: come faranno se sono appena due ragazzi?

    Semplice…possibile risposta al tuo quesito…un caso potrebbe essere questo…

    Hanno il bambino/a a 16 anni, lo spediscono in Francia per 8 anni dai nonni materni, quando si laureano si ricordano improvvisamente che “forse” nella loro famiglia erano inizialmente in 3…quindi si fanno rispedire il pargolo ( che ovviamente si domanda chi mai siano queste persone…che parlano addirittura una lingua diversa dalla sua…)…tempo 1 anno…e decidono che sia “meglio” per la sua educazione che vada in collegio dalle suore..ovviamente tempo pieno..dal quale esce all’età di 18 anni…con la sensazione di essere un pacco celere 3…e si ritrova a casa con due 34enni…rampanti…e da lì in poi so cavoli…ma per loro!!!! ^___*

  13. Ben vengano se son scelte libere, meditate e condivise,ma resta sempre “l’incoscienza” della giovane età. All’origine forse c’è un’idea particolare di vivere l’ amore e la propria sessualità , se non in forme “ufficializzate”. Ognuno vive in base alle proprie convinzioni ma di sicuro ad ogni età un figlio cambia la vita di entrambi i genitori e mette alla prova il rapporto di coppia. Certo che due genitori così giovani hanno il vantaggio di poter conciliare meglio i loro caratteri.

  14. ci meravigliamo che succedano ancora queste cose, ma purtroppo, la sottocultura è ancora forte in alcuni ceti sociali; per molte ragazzine, l’obiettivo non è lo studio, un lavoro, l’affermazione eprsonale, l’indipendenza, ma sposarsi, in sicilia come in campania.

  15. Non so..a volte capita anche che crescendo si cambi carattere. Se avessi fatto un figlio col tizio che mi piaceva a 15 anni, mah…. Comunque ripeto, se è stata una loro libera scelta, nessun giudizio e tanti auguri.

  16. @Pippih: che triste rappresentazione di uno dei tanti futuri possibili. Spero invece che Castrenze possa crescere felice in una famiglia serena (sono una sognatrice…)
    @Daniele: la storia è vera, a meno che non se la siano inventata come le vicende della D’Eusanio.
    @Skip: potrebbe essere un buon presupposto per andare avanti insieme e in comune accordo.
    @Mauro: anche da me, qualche volta.
    @Susanna: Arduino…come dire “un po’ arduo”. Ecco, un nome alternativo potrebbe essere “Difficilino” 🙂
    @Vin: ma figurati. Peccato non poter fare di più, ma chi potrebbe, in momenti come quelli che stai vivendo?
    @Cincia: mi riassocio.
    @Oscar: il tuo commento sembrami permeato di eterea ironia 😉 .

  17. Castrenze? Oh My God! D’accordo che è un santo e bla bla bla, ma un pò di senso pratico… E pensare che non hanno accettato Andrea per la mia figlioccia. Ora vado all’ufficio anagrafe e mi arrabbio

  18. Al solito, sono meno equilibrata di te e giudico: queste non mi sembrano scelte. E’ solo ignoranza perpetrata per generazioni.
    L’emancipazione femminile è una cosa che si guadagna con l’esperienza, ma se la madre, la nonna, la bisnonna e via così hanno un’esperienza degna della donna siciliana degli anni ’20, cosa ci si può aspettare dalle nuove generazioni?

  19. vediamo se riesco a non essere contorta come penso .. prima di tutto , sono sempre dispiaciuta quando leggo di madri-bambine o padri-bambini, perchè io ho goduto davvero della mia adolescenza e anche degli anni a venire ,ma con il senno poi, oggi, a 34 anni e senza figli mi chiedo, forse un po’ di incoscienza mi avrebbe fatto bene ? se non avessi sempre pensato “ora non è il momento”? spero solo, per me, che non sia troppo tardi, anche moralmente

  20. Anni fa, io ero adolescente, mia madre era dal medico di famiglia e c’era una ragazzina di 15 anni circa con un pargolo in braccio. La discussione verteva sul come tranquillizzare i bambini di età inferiore ad un anno, e la donzelletta se ne uscì con fare (voi donne mature non capite nulla)”ma quando lui piange che non si tranquillizza, io gli dò un bicchiere di vino, lui si fà rosso rosso e poi si addormenta” e visto che la fanciulla abitava con la madre, è tutto dire.

  21. @Fulvia: sì, ma per il padre che gli ha imposto questo nome.
    @Steve: e fai solo bene!
    @Alice: anche queste sono opinioni.
    @LaVale: ci sono vie di mezzo no?
    @Vale: si vede che era un rimedio della nonna… 🙂
    @Simo: oh, povero!
    @Fabio: sembra sia di antica tradizione sicula.
    @Susanna: no, in effetti è…difficilino 🙂

  22. io neanche pensavo che esistessero cose del genere… e sono meridionale! è vero che ognuno è padrone della propria esistenza, ma mi sembra che, in casi come questi, l’ignoranza che c’è di base, precluda qualsiasi libertà, quindi a ben vedere la scelta non è tale. in proposito, ho trovato una testimonianza ancora più inquietante della nonna trentenne. date un’occhiata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...