Generazione zeta

La mia è una generazione di depressi. Il Natale si avvicina e ci innervosiamo; siamo più tristi; avremmo voglia di ficcare la testa sotto le coperte e addormentarci fino al sette gennaio, giusto in tempo per vedere la Befana che si porta via sulla sua scopa turbo con abs, radio cd e quadruplo airbag (si è modernizzata) alberi illuminati, presepi, panettoni smozzicati, torroni sbriciolati, carta da regalo stropicciata, cenere e carbone. “Jingle Bells” ci stizza la nervatura; “Tu scendi dalle stelle” ci provoca orticaria. Se abbiamo ricordi molto tristi, questo è il periodo adatto a rispolverarli. Se, fortunati, non ne abbiamo, pensiamo ai Natali futuri, quando SICURAMENTE ne avremo e ci deprimeremo ancora di più. La mia è una generazione di pessimisti; e non è che non ne abbiamo nessuna ragione, ma a volte esageriamo. Ogni anno diciamo che non faremo regali a nessuno, poi cambiamo idea perché “altrimenti che Natale è”; ci sono i bambini; ci sono gli amici più cari; ci sono i parenti più stretti. Allora ci scervelliamo per cercare i regali adatti, a volte ci prendiamo, a volte no, ma inevitabilmente ci ritroviamo sempre per negozi all’ultimo momento, perché, infastiditi all’idea di dover affrontare la folla dei compratori folli, procrastiniamo. Con il bel risultato che alla fine non solo veniamo stritolati dai nugoli di coetanei nevrotici che hanno fatto il nostro stesso ragionamento; ma troviamo soltanto gli scarti lasciati dai più previdenti, che l’otto dicembre hanno già confezionato tutti i pacchetti da depositare sotto l’albero.

A casa mia il Natale è fonte, per me, di stupore. Mentre io, più vado avanti e meno l’abbozzo (quest’anno più che mai perché, vittima della recessione, mi ritrovo anche a lavorare meno degli anni scorsi), i miei genitori, baldi ultrasettantenni, manifestano entusiasmi di fronte a decorazioni, gingilli, statuine del presepe. Ogni anno, ai primi di dicembre, mio padre compra qualcosa di nuovo: un Gesù Bambino in terracotta dipinta; una minicapanna con mini Sacra Famiglia; un Angioletto di vetro con la lucina che cambia colore. Mia madre, addetta alle decorazioni pagane, cerca nuove palline, globi luminosi di vetro soffiato; dopo anni di albero di Natale argento e blu, ha deciso che stavolta lo voleva rosso e oro, e rosso e oro è stato. E non è che lo fanno perché c’è Lollo! No no, per loro il Natale è ancora e sempre una festa, da quando, piccolini, ricevevano arance e mandarini incartati nella stagnola, pentolini di alluminio che si ammaccavano dopo due ore e cavallini di legno che si sfasciavano al primo tentativo di galoppo.

La mia è una generazione cresciuta all’insegna del consumismo. Forse è per questo che il Natale è fonte di stress e non di gioia come dovrebbe essere. Perché fin da piccoli, abbiamo vissuto il Natale come baldoria e regali, ma in fondo i regali non ci mancavano nemmeno nei restanti undici mesi dell’anno.

Per chi invece lo aspettava come…l’Evento, misterioso e magico; come il Giorno in cui era davvero Festa per tutti…ecco, per loro forse questo periodo ha ancora un significato. Mi sento fortunata, perché il loro sorriso mi fa venir voglia di sorridere; il loro entusiasmo mi commuove. E anche io, nonostante sia di una generazione di pessimisti depressi, mi ritrovo a canticchiare, ogni tanto, Bianco Natale. E mi sento contenta.

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41 thoughts on “Generazione zeta

  1. Mmmmm, forse non è solo la tua generazione, Ali, ma anche la mia. Il discorso è, come dici tu, riuscire a trovare motivo per sorridere anche quando, come sotto le feste, proprio non ci andrebbe:io lo trovo nella mia famiglia fuori di testa, e nel nostro modo acido e politicamente scorretto di vivere certi momenti…sempre più mi sembra di vivere nella famiglia di “Little miss sunshine”, e ne sono contentissimo !

  2. Il Natale è per me il ricordo di un trauma.
    Piccolo io, mio padre portò un ramo di abete da decorare.
    La nonna, saggia, mi comunicò che non avrei più avuto la mia caramella quotidiana perchè da lì a Natale le chicche servivavno per decorare l’albero.
    ;-((

  3. Ogni anno mi torna in mente quella scena di Harry ti presento Sally in cui lui si lamenta”…Natale,vorrei addormentarmi il 24 e risvegliarmi il 2 gennaio” e lei,romantica e comprensiva”molti si suicidano!”

  4. Se non ci fossi io, a casa mia non farebbero nemmeno l’albero e pensano che il Natale sia una tassa da pagare.

    Lo so, la motivazione mi è ben chiara, ma certe volte mostrarsi un po’ ottusi e ridanciani non fa mai male.

  5. Ormai è ufficiale, la mia bambina non crede più a babbo natale, così ho smesso di crederci pure io…
    … ma voi lo sapevate che i regali ce li portano i genitori?
    😦

  6. Io detesto fare i regali. Ogni anno dico di non farli ma poi li faccio, non perché “altrimenti che Natale è”, perché a me il Natale interessa zero: è che gli altri me li fanno, poi sembra brutto non ricambiare.

  7. Guarda..quoterei praticamente tutto il tuo post. Salvo che a Natale, in casa mia, si fa rissa. Non capisco perchè ma se anche riusciamo a comportarci da persone civili per 362 giorni, il 25 dicembre qui volano i piatti. Ed è stressante..

  8. Per me questo periodo non è stato mai triste, anzi…e non sono nemmeno credente! Non tendo alla depressione, per me il Natale fa rima con neve, addobbi, pranzi in famiglia, filmoni a tema. Non so, il ripetersi di questo rito, ogni anno uguale, mi da sicurezza, un po’ come una sorta di coperta di Linus…

    @Spinoza: quest’anno, fratellino caro, per te solo carbone! 😀

  9. @semalutia: lo sapevo che avevi letto qua, da come mi hai commentato da me sull’ombrello.

    (PS: ho appena riletto la mia frase. Vi prego uccidetemi).

    Comunque, non mi pare di aver detto cose che non sapessi vero? O forse sarà solo quest’anno che un sacco di lavoro arretrato e non ho tempo manco di respirare…

  10. Dio i miei genitori sono tuoi coetanei Alianora e sono uguali!!!

    io invece voglio tuttooooo!!!

    pensa che quest’anno non han voluto nemmeno fare l’albero..che tristezza…

  11. Essendo della tua generazione in me il natale suscita gli stessi sentimenti, ma, con l’odio atavico che nutro nei suoi confrontise vuoi sapere perchè passa da me e leggerai il motivo!! 😉
    Buona domenica!!

  12. Pingback: Natale in casa Vin, che odio!! « Blogvin’s Weblog

  13. Come è stato già detto nei commenti precedenti, credo – ahimé – che si tratti di un pessimismo e fastidio generalizzato e spalmato su tutte le generazioni. Passate, presenti e future.
    L’albero rosso e oro piace di più anche a me però…

  14. mi cogli su un tema delicato: non amo le feste, non amo il buonismo che trasuda dalle pubblicità, dagli auguri scambiati ovunque, come se tutti dovessimo per forza essere felici. Questo mi succede da un po’ di anni, credo che in parte c’entri il fatto che nessuno in famiglia crede più a Babbo Natale ed è come se un ultimo velo fosse stato strappato e non fosse più necessario fingere una magia che non c’è più perchè non c’è magia da nessuna parte al mondo. Però, come dice Belphagor, nel nostro modo un po’ urlato, sopra le righe, riusciamo a stare insieme sapendo di poter contare l’uno sull’altro, suggellando magari una felicità un po’ opaca con una cena in cui la fantasia è il primo degli ingredienti.

  15. La mia Mamma è di una generazione leggermente precedente e ama il Natale. Ignoro perché: non è che la religiosità le schizzi da tutti i buchi e i regali li ha aboliti anni fa. Se le facevano dei regali, ringraziava, ma non ricambiava, se no la spirale non si sarebbe mai interrotta… infatti, hanno smesso di farglieli e tutti sono più rilassati.
    Se le gira, i regali li fa quando le pare. Vede una cosa che potrebbe piacere a X e gliela compera.
    Sarà che è nata prima dello scoppio del consumismo… Non che non sia consumista, ma lo è quando le pare…
    Io, invece, salto sempre sull’albero e lei, non so perché, s’ingrifa.
    gatta susanna

  16. Ti capisco benissimo. A me il Natale mette malinconia perchè tutti debbono essere per forza felici anche se non ci sono validi motivi per esserlo. Non mi piace la finzione a tutti i costi. E poi cosa dire dell’ultimo dell’anno? Se ci penso mi viene da piangere.
    Comunque, nonostante quello scritto prima, ti faccio un milione di auguri.

  17. per me il Natale è famiglia, è calore, è sorrisi…
    vero il consumismo ci porta spesso ad essere annoiati da questa festa ma…
    ma quello che spero è che questa festa resti sempre viva nelle case degli esseri umani
    abbiam perduto già molto del bello dei nostri tempi, o forse meglio dire miei, non perdiamo anche questa festa
    e non solo per i bimbi, anche per noi che la tramandiamo…
    🙂 anche io canticchio, e questo mi fa sorridere!

  18. Amo il natale perchè vado in ferie, lo amo perchè posso stare davvero con i miei figli e la mia famiglia d’origine. Tutto il resto è relativo… albero regali e buonismi vari.
    Certo ogni anno è sempre più magro ma in fondo chissenefrega. Il fatto è che vorrei una vita migliore anche gli altri 364 giorni dell’anno!
    Comunque buon natale a tutti! :-))))

  19. Se tu appartieni ad una generazione di depressi,io a quella di aspiranti suicidi.
    So, come te, che avremo natali sicuramente peggiori, ma non posso violentare me stessa dicendo che va tutto bene, e tutti siamo felici e contenti.
    Ho fatto l’albero solo ed esclusivamente per mio figlio. Se non ci fosse stato lui, nel senso che, per esempio, se ne fosse andato dal padre, mi sarei infilata a letto il 23 per uscirne il 7 gennaio.
    Sto provando a farmi tanti bei discorsetti sensati e razionali, ma mi scivolano addosso come pioggia su un ombrello.
    Purtroppo è così.

  20. Appartengo alla tua stessa generazione. Siamo persone che vedono il Natale esclusivamente come “una settimana di ferie”, per chi può usufruirne. Per il resto trattasi solo di gran rompimento di scatole. Peccato, perché come dici tu il vero spirito del Natale è quello che vivevano da bambini i tuoi genitori. Oggi è diventato solo una corsa a chi arriva primo da Unieuro o da Intimissimi…

  21. per molto tempo ho cercato di convincermi che il natale rappresentava qualcosa e ci sono stati momenti in cui questo è avvenuto, grazie a condizioni esterne soprattutto. Adesso cerco di limitare gli effetti dell’ipocrisia, so che passa. Però mi mancano i regali e la pulizia dei pensieri semplici. Depressione? non più, già dato

  22. @Belphagor: ma sì, alla fine ci divertiamo pure noi.
    @Bruno: immagino che questo ti abbia profondamente segnato…
    @Teresa: mitico film!
    @Nadir: io pure sento un’aria diversa: peggiore!
    @Amaracchia: fa benissimo, di questo sono convinta.
    @AmmiraglioK: nooooooooo!
    @Guisito: ma poi glielo danno l’accompagno?
    @Spinoza: a me piace fare i regali. Ma ho sempre pochi soldi per comprare quello che davvero vorrei.
    @Pellescura: e si stava meglio quando si stava peggio…
    @Rain: però è un modo originale di festeggiare!
    @Semalutia: sei una romanticona.
    @Damiani83: ma tu sei gggiòvane!
    @Vin: ti ho lasciato un commento al post.
    @Oscar: allora viva me!
    @Pepenero: a me piace di più azzurro e argento, ma per cambiare un po’ va bene pure così.
    @Cinciamogia: invece a me piaceva perché lavoravo un po’ di più, ma non quest’anno, maledetta crisi!
    @Unodicinque: la fantasia è un ingrediente immancabile in innumerevoli cose della vita.
    @Susanna: e rompi anche le palle (dell’albero, eh?)?!
    @Mulan: auguri anche a te. E anche io odio il Capodanno.
    @IrishCoffee: facciamo un duo?
    @LaFeéVerte: e soprattutto ci sono sempre meno modi di goderla.
    @LadyOscar: è vero: la felicità dovrebbe essere un bene universale, gratuito e soprattutto sempre disponibile.
    @Testabislacca: evviva!
    @NessunNome: eeehhhmmmm…no!
    @Fabio: no, tu sei più giovane.
    @Ga.Ma: ma tu hai tredici anni meno di me!
    @Artemisia65: rimboccati le maniche allora!
    @Willyco: io ai regali non ho ancora rinunciato.
    @Dedy: meno male che ci sono, allora!
    @Pensierini: amore? ahahahahah….Buon lavoro? ahahahah. Scusa, ci sarebbero un paio di dettagli da chiarire ;-). Ma io mica mi lamento. E’ solo un po’ di malinconia latente nei momenti più felici, come canta Caputo.

  23. Ho un rapporto strano con i regali di Natale… Se aggirandomi vedo un regalo che potrebbe piacere a qualcuno lo compro e glielo faccio avere; do i regali a chi sto pensando… non penso a chi fare i regali… Non so se è giusto ma io mi sento bene così… do a chi so che per lui o lei quel regalo conta qualcosa.

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