Giornate strane

Avvertenza: quello che segue è un post ad alta incomprensibilità. Se ne sconsiglia la lettura a tutti.

Mi sento un po’ sospesa in questi giorni  e non capisco se è la primavera che finalmente sta facendo capolino, la menopausa che incombe o un momento di insostenibile leggerezza dell’essere, unita ad una preoccupante assenza dell’avere, visto che sono particolarmente a corto di soldi.

Un sacco di spese. Dovrei essere preoccupata, ma non me ne frega tanto.

Acciacchi parainfluenzali che colpiscono a rotazione ogni membro della mia famiglia. Dovrei essere più cauta, ma non me  ne frega tanto.

Un fantasmagorico aumento di stipendio (20 euro). Dovrei essere entusiasta. Oppure inca**ata? Eppure…non me ne frega tanto!

La prospettiva di un colloquio per un lavoro interessante. Dovrei essere fiduciosa. O disincantata. In realtà, non me ne frega tanto.

Lollo va benissimo (ma benissimo proprio!) a scuola. Dovrei essere tronfia. Ma non me ne frega tanto.

E alternativamente mi frega moltissimo di tutto ciò. Nel senso che a tratti mi sento immersa nei fatti quotidiani negativi o positivi che siano, a tratti me ne sento completamente distaccata, come se fossi in attesa. Di cosa non so. O forse lo so ma non voglio saperlo perché sarebbe troppo se arrivasse; e troppo poco se non arrivasse. Quello che più mi preoccupa è che sentirmi così non è da me o meglio è da me, ma in genere non ci faccio caso. Il farci caso invece è insolito, perché mi rende ancora più ricettiva nei confronti di quelli che chiamo “segnali”, che non sono, beninteso, misteriosi “bip bip” che arrivano dallo spazio profondo facendomi pensare che ci sia vita in altre galassie; ma confusi mormorii che a tratti diventano squillanti voci per poi tornare inintelleggibili bonfonchiamenti. Non sento le voci, tranquillizzatevi. Sento UNA voce, ma a volte quel che dice mi sembra inequivocabilmente chiaro (e, a seconda dell’umore, questa chiarezza è positiva in modo entusiasmante o negativa da “dammi una lametta che mi taglio le vene”); altre volte invece mi sembra che questa voce fuoriesca da una bocca che appartiene a una capoccia contentente un cervello ancora più confuso del mio, pertanto incapace di mandare messaggi non ambigui. Tutto questo lo penso quando mi sento sospesa. Nei momenti invece in cui le idee sono più chiare e quindi più razionali e quindi naturalmente (per me) direzionate verso il masochismo più bieco, comprendo, con raccapricciante certezza, che i segnali non esistono se non nei miei sogni; che LA voce non è che UNA voce che oggi c’è e domani chissà; e che tutto sommato, se Lollo va benissimo a scuola e ho avuto 20 euro di aumento, non ho proprio motivi di farmi tante pippe mentali su problemi insolubili e forse inesistenti. Poi torno alla fase precedente, mi sospendo e tutto ricomincia. Chi ha detto che non esiste il moto perpetuo?

Il paperottolo nero si chiamerà ROCCO, come suggeritomi da Pilotino. Ringrazio tutti gli amici che mi hanno aiutata a trovare il nome di quello che probabilmente sarà l’indiscusso protagonista maschile, si fa per dire, della mia vita futura :-).

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20 thoughts on “Giornate strane

  1. Invece io certi moti e certe sospensioni li capisco benissimo. E capisco l’interessarsi e/o il disinteressarsi a quello che ci accade. Come se fossimo le stesse persone e persone differenti nello stesso tempo.
    Intanto ho deciso di acquistare un peluche pasquale anche per me: devo pensare alla figura maschile che , gentilmente, mi accompagnerà lungo il viale del tramonto.

  2. ti lascio questa frase rubata dal blog di una amica: ‘…perche’ la vita e’ un po così, come i cicli di una spirale, si passa dallo stesso punto, ma il raggio cambia… noi, in momenti e luoghi diversi, sempre uguali a noi stessi, forse migliori…’

  3. @Cristiana: allora io adempio largamente a questo dovere!
    @Lario3: maledetta primavera!
    @Unodicinque: appunto.
    @Belphagor: è impossibile lasciare un commento intelligente a un post idiota come questo 🙂
    @Pepenero: sono stata a lungo combattuta.
    @Testa: non dubito che tu abbia perfettamente compreso, tanto è vero che quando ho pubblicato il post ho pensato: questo avrebbe potuto scriverlo Nita! 🙂
    @Mangrovie: ho la quarta ma un didietro davvero orribile. E le pippe mentali sono un mio vanto 😉
    @Vale: io non penso che siamo sempre uguali a noi stessi…a volte riusciamo ad autosorprenderci, non sempre…ma quando capita, è una sensazione strepitosa.

  4. Non è un post idiota…è che è difficile esprimere a parole come ci si sente, a volte. Se gli ometti dicono che per loro è facile, evidentemente o è perchè hanno ancora gli stessi desideri monolitici dell’infanzia (cacca pappa nanna), oppure se la stanno raccontando. Siamo tutti complicati, e l’idea che le pippe siano appannnaggio femminile esclusivo forse dipende dal fatto che IN MEDIA le donne cercano di comunicare di più.
    Almeno, così la penso io…
    Ciao

  5. @alianaorah:il senso del mio commento non era che il post è idiota, ma che è così profondo che non è facile non scrivere qualcosa che suoni banale! Ma so che l avevi capito! 🙂
    @cinciamogia:al trittico “cacca pappa nanna” ti sei scordata di aggiungere “tetta”, in senso lato e stretto. Scherzi a parte:chi diavolo ha detto che le donne si fanno più pippe mentali degli uomini? Secondo me uomini e donne ne fanno di diverse, ma tutti se le fanno. O meglio, le persone intelligenti.

  6. @ Belphagor: grazie dell’aggiunta al trittico, mi ero scordata… Pippe mentali ce le facciamo tutti, credo, quella che se le facciano di più le donne è una diceria abbastanza diffusa. Peraltro, se ci fosse un campionato, io sono vincente o piazzata.
    Ciao!

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