Collocata? Ma de che?!

La settimana scorsa mi è arrivata una raccomandata dall’ufficio di collocament…pardon, dal centro per l’impiego, oggi si chiama così, in cui venivo convocata per confermare l’iscrizione. La lettera era tassativa: dieci giorni di tempo per andare a dire che non avevo ancora un lavoro, altrimenti mi avrebbero cancellata dalla lista a cui sono iscritta da quasi 25 anni e da cui non hanno mai estrapolato il mio nome per offrirmi una qualsivoglia attività lavorativa.

Il tipo che mi ha colloquiata, senza avere intenzione di collocarmi, aveva circa 30 anni e già mi ha fatto girare le palle perché ha sollecitato la presentazione di un foglio che stavo prendendo dalla borsa in cui si era incastrato.  Poi mi fa un po’ di domande di prammatica, sempre con una certa arietta di sufficienza e infine mi chiede se voglio fare un colloquio con un consulente. Gli domando se è utile o se, sinceramente, è solo una perdita di tempo, e con l’arietta di cui sopra mi risponde testualmente: “Il consulente potrà indirizzarla verso impieghi consoni alle sue attitudini, dandole consigli validi sulle strade da seguire. E poi, il lavoro lo trovano persone motivate e competenti, questa è la scoperta dell’acqua calda!”. Ha dimenticato di dire “e raccomandate”. Ma forse questa sarebbe stata la scoperta dell’acqua tiepida e non voleva apparire troppo banale.

Comunque, ho accettato il colloquio con il consulente, che si è rivelato essere una donna di mezza età molto gentile. Mi ha chiesto cosa faccio e quando ha saputo che lavoro in nero, mi ha argutamente chiesto “E non ha mai pensato di farsi mettere in regola?” . AHAHAHAHA. Che donna spiritosa…chissà come mai non lavora a Zelig invece che al CPI. Intanto, l’altra che consuleva con una mia collega disoccupata, mi ha chiesto dove lavoravo perché a lei piacciono tanto le tisane e le cioccolate! La mi consulente, ha poi preso un foglio con una lista di indirizzi di agenzie interinali a cui iscrivermi, mi ha dato l’indirizzo del sito email del Centro per l’Impiego e poi mi ha detto che ci sono tanti bei siti su internet che si chiamano “Trovolavoro”, “Cercolavoro”, “Cambiolavoro”, ecc. ecc. che posso consultare cercando quello che può fare al caso mio. Senza dimenticare che il metodo più valido è sempre quello del passaparola. Poi mi ha cordialmente salutato. La consulenza è finita così.

Io credo fermamente che con questi saggi consigli e suggerimenti su metodi che mi erano del tutto sconosciuti, presto potrò trovare un lavoro molto più gratificante e remunerativo. Credo anche che entro il 2010 sarà sconfitta la fame nel mondo. Credo che Berlusconi sia una vittima dell’informazione di sinistra. Credo che le patatine fritte facciano dimagrire. E credo che se farò la buona, Babbo Natale mi porterà tutto quello che gli chiederò nella letterina che spedirò a dicembre prossimo venturo.

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41 thoughts on “Collocata? Ma de che?!

  1. Beh sai, questo è un paese un pò surreale, nel mio campo ci si sbatte tanto per sentenziare nuove formule di lavoro con l’alto scopo di tutelare i lavoratori e poi chissà perchè siamo tutti in nero (quando facevo l’architetto nel vecchio studio dov’ero prima mica l’ho visto mai uno straccio di contratto…tutto a parole e strette di mano che han più valore della carta igienica).
    Mah si, dai, dopotutto il nero fa molto fine….

  2. Mi sa che in giro ci sono dei corsi specifici per insegnare a fare domande idiote. Tempo fa ho fatto un colloquio con il resposabile del personale-pardon delle risorse umane- dell’azienda per cui lavoro. Dopo aver visto il mio curriculum e la mia laurea in lettere mi ha chiesto:
    “MA non hai mai pensato di intraprendere la carriera universitaria?”
    Avrei voluto rispondere: “E perdermi la gioia di lavorare per anni in un call center?”
    Ma mi sono morsa la lingua.

  3. Anch’io ho una brutta esperienza con gli impiegati del CPI. Secondo loro dovremmo stazionare tutti i giorni nei loro uffici per tener d’occhio tutte le leggi e leggine che cambiano di continuo e gli eventuali lavori che possono presentarsi…Ma se uno sta lì a “bighellonare” come ci arriva alla fine del mese?
    Non sono organizzati, fanno un lavoro importante senza saperlo fare.

  4. Urca! devo considerarmi fortunata, non solo perché ho un lavoro a tempo indeterminato (che poi in un’azienda con 4 soli dipendenti non ti tutela per niente) ma anche perché son riuscita a strappare sul contratto di base 150 euro “ad personam” e quindi non riassorbibili… in più nei CPI non ci metto piede da circa 10 anni. Ed è una cosa da non sottovalutare 😉

  5. Potrei raccontarti altre situazioni edificanti ali, ma lo farei dalla mia posizione di sicurezza e questo sarebbe indecente. Quegli uffici li ho visti nascere, ne conosco l’inutilità e quello che si crea al loro interno quando chi sta dalla prte giusta della scrivania non ha grandi problemi, se non quelli di rispettare la forma: x colloqui mese, y pratiche esaminate, non importa se nessuna verrà conclusa con la fuoriuscita dallo stato di disoccupazione. Quello che a volte non riesco a capire è perchè le persone non si incazzano, forse perchè pensano che è inutile, che funziona così e basta. Nel mio mestiere mi capita di assumere persone, che,a parte me,ora sono tutte a tempo indeterminato, ma i circuiti non sono mai quelli del collocamento, è un caso?

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