Come in un film…?

Avete presente quando, vedendo un film, leggendo un libro, vi imbattete in frasi che vi fanno esclamare “Possibile!?”. Ad esempio, vi sognereste mai che qualcuno, dopo una lite, vi guardasse negli occhi ed esclamasse accoratamente “Amare significa non dover mai chiedere scusa!”(“Love Story”)? Oppure che con tono drammaticamente partecipe vi declami “Non posso vivere senza la mia vita, non posso morire senza la mia anima”(“Malena”)?

Di contro, sono frequentissime le vicende in cui la storia dei due protagonisti sembra destinata a morire prima della nascita. O perché muore lui (“Vi presento Joe Black”), o perchè lui è un principe e lei una serva (“Cenerentola”), o perché lui è ricco e lei una puttana (“Ceneren…” ah no…”Pretty woman”); o perché lei è fidanzata (“L’amore ai tempi del colera”, dove la Fermina Daza ci mette 50 anni prima di Daza, cioè, darla, al povero Florentino, che comunque nel frattempo fa pratica senza troppo coinvolgimento); o perché è fidanzato lui (“Ragione e sentimento”). Strade che si incrociano accidentalmente e sembrano doversi separare subito per sempre, ma che fatalmente si intrecciano, fino all’inevitabile happy end.

Ma nella vita due più due raramente fa quattro, e due che in un film sono CHIARAMENTE destinati a finire insieme, nella realtà si perdono di vista, o restano amici, o si rivedono dopo venti anni e, nelle prime ombre della vecchiaia, si confessano che, in effetti, un interesse c’era…se solo se lo fossero detti! Perché diciamocelo chiaramente, quelli che nella finzione sono ostacoli inconsistenti (fantasmi del passato, fidanzati liquidabili e via dicendo), nel quotidiano diventano montagne insuperabili, per pigrizia o per mancanza di sentimento o volontà.

Allora uno si rassegna, i film non sono la vita, nessuno dirà mai “Non posso vivere senza la mia vita, non posso morire senza la mia anima”. E invece un giorno arriva uno che dice di essere innamorato  e con partecipazione profonda dice cose come “Cerca di star bene, perché se muori tu muoio anche io”, oppure “Sei un’esigenza primaria, per me” ecc ecc. Solo che, naturalmente, queste incredibili frasi non vengono pronunciate da quello con cui c’è alchimia, simpatia, empatia, sintonia, ia ia oh; ma da una persona inaspettata che forse ha visto qualcuno dei film in cui alla fine i protagonisti superano tutte le traversie e vivono felici e contenti.

E i conti continuano a non tornare. Per cui lui, l’innamorato respinto, continua a insistere anche se sa che lei ama un altro. E siccome non vuole perdere la speranza, le dice che anche lei non deve perdere la speranza con l’altro, perché chi la dura la vince. Ma, se il postulato funziona, lei insiste e conquista il suo amore; l’innamorato respinto insiste e conquista lei…qui c’è qualcosa che non quadra…cosa può significare tutto ciò?

“Significa che qualcuno avrà le corna” è la sentenza dell’innamorato respinto. Un finale che troverete in pochi film…e in molte realtà.

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32 thoughts on “Come in un film…?

  1. A volte l’innamorato respinto invece decide di accettare che non ci sarà mai niente di più che una semplice amicizia. E se ne sta così, con le pive nel sacco e la forza e il dolore di andare avanti nonostante tutto. Decide che deve mettersi da parte e accettare che le cose seguano il loro corso. Anche se non ci sarà mai una conquista. E gli equilibri sono sempre così fragili. E’ vero non è mai come nei film però una cosa è vera: in materia di sentimenti siamo tutti imbecilli.

    • Chiaramente io ho parlato della mia vicenda. Gli sviluppi di storie come queste sono molteplici, imprevisti e imprevedibili, ma da una verità non si prescinde: qualcuno, sicuramente, ci soffrirà.

  2. Triste verita’…
    Specie quando credi di aver trovato una bella persona con cui condividere un pezzo di strada assieme e con il cuore in mano occhi negli occhi, vincendo timidezza e paure, le dichiari i tuoi sentimenti e questa ti risponde picche senza un minimo di riguardo, di rispetto, senza dirti la motivazione che lei ha ma che ritiene tu non sia in grado di capire e, dannazione, via MSN.

    • Per questo io non mi dichiaro mai. Certo, corro il rischio che dall’altra parte ci sia uno che non si dichiari mai nemmeno lui…però, su MSN…che tristezza. Ma vi conoscevate solo in chat? Queste vicende in genere sono molto incerte e spesso lasciano l’amaro in bocca.

      • No, ci conoscevamo da alcuni anni. Abbiamo fatto scoutismo insieme, eravamo amici (almeno, dal mio punto di vista) e io credevo, a torto, di avere un certo tipo di persona davanti.

  3. Ma come! Non hai citato nessuno degli innumerevoli e pregevoli “firmi” della più grande regista surreale contemporanea: Maria Carla daaa…CEPRANO!?!? 🙂

  4. Sul mio blog, nella terza tornata del torneo sei invitata ad esprimere un parere sul tema:è meglio non essere mai stati innamorati o essere stati innamorati ma mai corrisposti?
    E chi meglio di te può dare una risposta con cognizione di causa?

  5. la quadriglia l’avevano inventata per questo, oppure no? 🙂
    Nelle asimmetrie amorose non ci credo che le cose si aggiustino, si può mettersela via, farsene una ragione, ma un rifiuto resta a ricordare qualcosa che poteva essere e non è stato. Un modo per uscirne e lasciar passare il tempo e vedere che quello di cui ci eravami innamorati mica era davvero così vitale. Però su questo tema non mi ricordo film, il mettersela via non fa cassetta.

    • In linea di massima hai ragione, ma conosco rifiuti che sono diventati consensi. E poi ci sono i casi ibridi, in cui non si sa se si verrebbe rifiutati o meno perché non si ha il coraggio di fasi avanti. E su questi due casi, ci sono stati tantissimi film. (ma ora che ci penso, anche sul mettersela via, vedi “Notte prima degli esami”; o anche “Via col vento”…ecc ecc).

      • conosco rifiuti che sono diventati consensi ed era meglio se restavano rifiuti. Per entrambi. 🙂
        sul fatto di lasiar intuire e non chiedere esplicitamente, con tutti i fraintendimenti del caso se ti serve posso dare lezioni private. Gratis naturalmente.

  6. Un’altra frase assurda che può esistere solo nei film e mai nella realtà potrebbe essere questa:
    “Sono stata pagata per passare una notte con il presidente del consiglio” – “No, è vero che è stata pagata, ma dall’opposizione per parlare male di Me” 😉

    Un caro saluto
    salpetti

  7. che dirti?
    hai ragione, ma io continuo a credere in certe cose.
    proprio ieri ho ricevuto una mail molto romantica e piena di saudage, del mio ex. mi sono emozionata… peccato che è il mio ex, perchè anche se era una lettera d’amore non mi sembra che voglia cambiare il suo status “single”.

    l’amore è difficile.

  8. E’una legge di Murphy non scritta: sono sempre quelli sbagliati a dichiararsi. Quelli giusti non si sa perchè ma non lo fanno mai, o magari sul letto di morte: “T’amai, quanto ti amai! Amor che nullo amato amar perdona…”..sob!

  9. Saggia questione!

    Dicono alcuni che la differenza tra una storia d’amore finita male e una storia d’amore finita bene – ossia tra un mélo e una commedia – non sia moltissima.
    Anzi, tutt’altro.
    Le due storie procedono sui medesimi binari fin quasi alla fine. Ma poi, alla penultima mossa, ecco che lì i protagonisti devono stare attenti a come giocarsela.

    Ma è una teoria solo in parte vera. Perché nella vita l’happy-end non esiste.
    Death is the only ending…

    Do i miei 5 cents per la citazione d’amore.
    Una come quella di “Dracula” di Coppola:
    Ho attraversato gli oceani del tempo per ritrovarti, non è niente male…

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