Scusa, ma ti chiedo scusa

So di essere nettamente in anticipo sui tempi, ma non sto più nella pelle. A febbraio uscirà l’attesissimo sequel del capolavoro assoluto della cinematografia di tutti i tempi, “Scusa ma ti chiamo amore”. Sarà intitolato “Scusa ma ti voglio sposare” e, come il precedente, è tratto dall’ennesimo capolavoro assoluto dell’editoria mondiale, il libro del geniale Moccia, dall’omonimo titolo. Come tutti potrete immaginare, conoscendo i miei gusti almeno un po’, sono fibrillante di emozione e temo che le mie coronarie potrebbero non reggere la tensione dell’attesa. Solo l’idea di rivedere l’espressivo Raul Bova alla guida dell’ancor più espressivo SUV da fighettone mi eccita parossisticamente; solo il pensiero dei dialoghi pregni di significati reconditi tra i personaggi deliziosamente pennellati di queste storie fresche e gggiòvani, stimola il lato nascostamente intellettuale ma simpaticamente sbarazzino al contempo, che alberga in me.

Presa dall’entusiasmo per la prossima uscita, fantastico sui probabili sequel del sequel…”Scusa ma ti voglio ingravidare”, “Scusa ma ti cornifico col postino”, “Scusa ma voglio gli alimenti”…insomma, la mia immaginazione galoppa verso orizzonti di sconfinate possibilità.

Umilmente, sto progettando di scrivere due libelli per rendere omaggio al grande Moccia e al papabile premio Oscar Raul Bova: vorrei intitolare il primo “Scusa, ma ti chiamo autore”. E il secondo, prevedibilmente, “Scusa, ma ti chiamo attore” *.

E naturalmente, ambisco, con entrambe le future pubblicazioni, al Nobel per la letteratura.

* questa l’ho già detta, ma mai come in questi casi repetita iuvant.

Una volta per uno…

Il Figlio del Capo ha un umore ondivago. Cavoli suoi, direte; e lo direi pure io se queste onde non si andassero a infrangere (anche) contro la mia persona, determinando l’intensità dei marosi dietro il bacone del bar.

Così passano periodi in cui mi chiedo se sto diventando la donna invisibile dei fantastici quattro perché il suddetto, in guerra con il mondo, quasi non mi rivolge la parola. In tal modo, possono verificarsi dialoghi di questo tipo:

Alianorah: oggi è il mio onomastico!

F.d.C.: (senza guardarmi) ma oggi è San Francesco…

A.: appunto!

F.d.C.: (buttandomi un’occhiata) perché, ti chiami Francesca, tu?

A.: certo che no, ma volevo vedere se dicendo una ca**ata ti saresti degnato di guardarmi in faccia.

F.d.C.: io ti guardo sempre quando dici ca**ate…infatti ti guardo spessissimo.

E questa me la sono proprio cercata.

Quando invece è di buonumore, diventa più affabile e poiché è preparatissimo in tuttologia (non scherzo eh? non so se è cultura, intelligenza o erudizione, ma ne sa davvero di ogni colore), a volte si svolge questo genere di scenette:

F.d.C.: cosa ti ricorda Barletta?

A.: ah…uhmmm… (non sono particolarmente ferrata in storia, ma nemmeno in geografia… n.d.A.)

F.d.C.: la di…

A.: ah sì, la disfida!

F.d.C.: tra chi?

A.: Ettore Fieramosca e…i Turchi?

F.d.C.: no, erano francesi.

A.: (scherzando) …ma probabilmente di origina turca…

F.d.C.: se vabbè… e cos’è successo?

A.: abbiamo vinto noi!

F.d.C.: sì, ma com’è andata a finire?

A.: ah, non ricordo…due a zero? (risultato della squadra di calcio del paese del F.d.C. che giocava contro il Barletta n.d.A.).

E questa se l’è cercata lui.

P.S. la nuova foto è del mio amico Romeo, bravissimo fotografo e bellissima persona.

Onestà? Of course!

Romano mi ha passato un meme (ah, i bei meme del tempo che fu…ormai fagocitati dai social network) in base al quale devo elencare dieci cose di me che gli altri blogger non sanno. Considerando che in questi due anni e mezzo di blog, di cose su di me ne sapete molte, forse anche troppe, cercherò di trovarne qualcuna che vi ho taciuto. Se siete interessati, continuate a leggere, altrimenti…arrivederci al prossimo post!

1) ho dormito in camera coi miei fino a dieci anni perchè avevo paura di dormire da sola

2) non mi piace l’olio d’oliva

3) se sono attratta da un uomo faccio di tutto per non farglielo capire

4) quando mi confessavo, non dicevo tutta la verità al prete e concludevo sempre con “ho detto qualche bugia”

5) sono ipocondriaca

6) non ho mai sputato nel caffè di un cliente, per quanto odioso o maleducato possa essere

7) detesto i film di Fellini

8 ) fino a una decina di anni fa ho letto montagne di fotoromanzi e libri Harmony

9) il mio terzo nome è Alberta

10) una volta ho creduto di amare due uomini contemporaneamente. Poi ho scoperto che non amavo nessuno dei due

Nel caso voleste saperne altre, non avete che da chiedere.

Il meme non lo passo a nessuno ma posto qui il logo. Chi è interessato, dica di sé dieci cose che non ha mai detto nel suo blog ed eventualmente nomini altri blogger che se vorranno potranno dire cose che ecc ecc…

Honest_Scrap

Baratto

Lollo: nonna, il panino che mi ha preparato stamattina per la ricreazione era poco croccante!

Nonna di Lollo: ah, ti piace più abbrustolito?

L.: no, non a me!

N.d.L. : ???

L.: è il mio compagno di scuola che lo vuole più croccante…

N.d.L.: ma perché, il tuo panino lo dài a lui?

L.: sì…sai, lui si porta la pizza del Forno Grande e la dà a me. Così tu fai i panini che piacciono a lui, altrimenti non mi dà la sua merenda, che piace a me!

Come dite? Sarebbe più semplice che ognuno si portasse la merenda che preferisce? Sì, ma si sa…l’erba del vicino…