Nomi di casa mia

Kevin, Alioscia, Soraya, Morgana, Megan.

Sembra il cast di un film internazionale; in realtà sono i nomi di alcuni dei bambini (italiani) che hanno partecipato a “Chi ha incastrato Peter Pan”, il nostrano programma presentanto da Paolo Bonolis.

Dopo la generazione anni ’80, che vedevano in prima linea le Sue Ellen, le Pamele e le Venusie, c’è stato un periodo di stasi, e i quindicenni di oggi hanno dei nomi più o meno “normali”. I compagni di scuola di mio figlio Lorenzo, si chiamano Giacomo, Matteo, Alice, Chiara, Maurizio. Una ragazzina originaria dell’Albania ha il coraggio di avere anche lei un nome italiano, Simona. Incredibile l’italofilia che regna nel regno di mezzo della gioventù.

Ma basta passare alla generazione seguente, ed ecco che troviamo…Alioscia. Che è un nome russo, se non erro. E Megan, che ridonda forse la prosperosa Megan Gale di cellularica (non cellulitica, spero per lei) memoria? Morgana, invece, ci riporta a scenari mitologici mentre Soraya (seguito da un molto più popolano “Pia”) ci favoleggia di principesse tristi e ripudiate.

Anche senza accendere la TV, conosco mamme che hanno battezzato i propri figli con nomi esotici, o semplicemente non italiani. L’ultimo è un Michael (o Maicol? chissà come avranno deciso di registrarlo all’anagrafe), ma ci sono anche dei Dennis (forse il maschile del molto diffuso Denise?), un Elvis (oh yeah) e via di questo passo.

Senza prestare il fianco ad istanze leghiste o, diomenescampi, filofasciste, io amo il nome italiano in Italia. E il nome francese in Francia. E quello inglese nei paesi anglosassoni. Insomma, nome autoctono per gli autoctoni. I nomi propri fanno parte del patrimonio culturale di una nazione, tanto che io già mal tollero le traduzioni dei nomi delle città, per cui Londra si dovrebbe chiamare London, Parigi dovrebbe essere dappertutto Paris e Roma non dovrebbe mai diventare Rome. Per questioni di comunicazioni internazionali, posso accettare queste “modifiche”, ma il bel nome italiano, lasciamolo com’è. Non traduciamolo, non cerchiamone il corrispondente straniero, tentiamo di mantenere almeno qui le radici di antiche tradizioni, senza pretese di essere migliori degli altri, ma solo unici nel nostro genere, come gli altri sono unici nel loro.

P.S. Da mio figlio Lorenzo, detto Lollo, notizie sulla verifica scritta di storia e geografia: 8,5 e 8 sono i voti ottenuti.  E mentre la sera prima, con i lucciconi agli occhi, salmodiava “Stavolta prendo 3”, dopo aver visto il risultato più che onorevole, ha esclamato “Il mio compito era da guinness, come minimo mi meritavo un 10”. E come massimo?

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27 thoughts on “Nomi di casa mia

  1. Che poi Aliosha, in russo, è un nome maschile, ma in genere negli altri Paesi viene dato alle femminucce perché finisce in “a”… un po’ come Vanja, che è poi il nome di mia cugina…

    E mia sorella, i cui bimbi si chiamano “Luna” e “Tiago”?

  2. …E come in un po’ tutte le cose, ci vorrebbe della sana autarchia! Dobbiamo valorizzare le nostre tradizioni e i nostri tesori.

    Sempre mitica la modestia (e in questo caso l’abilità) di Lollo!

  3. Con questo post mi mandi in estasi. Maledetta la tecnologia che ha infarcito la nostra lingua di suoni orrendi. E dall’inglese poi, che è la lingua più brutta d’Europa.
    Ma per tornare ai nomi, dove sono più quei bei nomi nostrani, Sofonisba, Euforbia, Genoveffa, Nunziatina, Eleuterio, Turibio, Galdino, Bonaventura? E Cesara, Cesara Bonaiuti giornalista della TV? Andiamo, come si fa a mettere nome ad una batuffoletta di bambina CESARA. Cosa da togliere la patria potestà ai genitori.

  4. Complimenti Lollo (e un po’ anche a te che lo hai aiutato).
    D’accordissimo su tutto, tranne che su Morgana, che mi piace molto. Ma Megan…
    Comunque una bambina che aveva anni fa una collega di mia mamma a scuola si chiamava Cantarai (sembra sia indiano).

  5. Morgana sarà vista come il femminile di Morgan, come minimo, che va molto di moda, o meglio ci andava una ventina d’anni fa. Io ho in classe un ragazzo che di nome si chiama Gaudioso, non gli ho ancora chiesto da dove viene ma dev’essere sudamericano, come una ragazza che si chiama Amparo. Per il resto, tutti nomi normali, ho perfino una Isabella, che da secoli non si sentiva.

  6. Già buono che non li chiamino Grande Fratello o Amici…
    Riguardo a Lollo confermo la mia opinione già espressa in tempi non sospetti: trattasi di condensato di PURO TALENTO!?! 😉 🙂

  7. Abituati
    mia figlia, esame di lingua inglese, ha passato un mese a profetizzare mi boccianoooooo, non lo passoooooo, ho studiato pocooooooo, stavolta mi massacranoooooo ululando come un coyote per casa (non ti dico il grandissimo rompimento di maroni e la pazienza giobbesca che ho dovuto tirar fuori)e ha 21 anni…. Finito l’esame mi chiama: Mammì nzomma mica tanto bene, ho preso trenta, uno sforzo e mettermi la lode poteva pure farlo…
    Figliola… ma vafffffffffff

  8. Mi hai fatto ridere. 😀
    Alle elementari Riccardo aveva in classe Michaele, Jenny, Nicholas, Lucy e un bambino albanese che si chiamava Francesco.
    🙂
    La settimana scorsa la prof di latino e greco ha portato il risultato del compito in classe di greco: 7.
    Abbiamo stappato una bottiglia (in IV ginnasio il signorino si portò a casa un bel debituccio).
    Un bacio, Alia.

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