Saggezza adolescenziale

Vado a dare il bacio della buonanotte a Lollo e a tradimento mi coglie un momento di imprevista tristezza, quella tipica bastarda malinconia che prima o poi stende tutti soprattutto nei periodi di festa. Mio figlio mi guarda, anzi, mi scruta, poi mi chiede “Mamma, sei triste?”. “Un po’”. Fa una faccia saggia e adulta e poi: “Sorridi, la vita è bella. Basta guardarla con gli occhi giusti”.

Imparerà che non è sempre così facile, ma che bello poterci credere, anche solo un po’. Per me, questa frase è stata un regalo, e voglio condividerlo con chi passerà da queste parti e perderà due minuti del suo tempo per leggere questo post.

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Chiacchiere tra sordi

E visto che il Natale è alle porte e anche alle finestre, un aneddoto in tema.

Premessa: da cinque anni e mezzo, il mio lavoro al bar nel periodo invernale ha le seguenti modalità: venerdì e sabato sera, dalle 21 fino alla chiusura; domenica pomeriggio, dalle 16 alle 20. Non è un segreto per nessuno, anzi, chi mi conosce lo sa. Chi mi conosce da tanto tempo, lo sa ancora meglio. L’amico Fritz mi conosce da prima che iniziassi a lavorare al bar. Sillogismo vorrebbe che lo sapesse anche lui e invece…

Circa una settimana fa, chiamo l’amico Fritz e lo invito con gentile perentorietà a trovare un pertugio tra i suoi numerosissimi impegni, acciocché possa consegnargli il regalo di compleanno/Natale, regalo cumulativo perché non potevo permettermene due decenti, per cui ho preferito fargliene uno solo, e pure indecente.

LUNEDI’:

Alianorah: so che a Natale non ci sei ma ti ho chiamato in anticipo così magari riesci ad organizzarti per incontrarci. Va bene un giorno qualsiasi, TRANNE venerdì e sabato, e domenica pomeriggio.

F.: guarda, sono giorni allucinanti sul lavoro, non ti garantisco niente, ma vedo quel che posso fare e ci sentiamo.

VENERDI’ SERA:

F.: scusa se non mi sono fatto sentire, ma è stata una settimana tremenda e non ho trovato un momento libero…avevo pensato…che ne dici se ci vediamo domani pomeriggio?

A.: ehm…veramente sarebbe veramente scomodo per me. Dovrei venire da te, poi tornare a casa, cenare e ripartire per andare al lavoro…

F.: ah, perché, il sabato lavori?

A.: (sospiro rassegnato)…sì, il sabato sera e la domenica pomeriggio…possiamo vederci domenica sera?

F.: no, domenica sera non posso, vado a trovare un’amica che non sta bene…Però possiamo vederci domenica pomeriggio!

A.: (doppio sospiro rassegnato)…F., domenica pomeriggio lavoro…Lunedì sera?

F.: no, lunedì lavoro fino a tardi e torno a casa stanchissimo. Che ne dici se ci vediamo DOMANI SERA?

A.: (ormai rassegnata senza più sospiri) F., DOMANI SERA LAVOROOOOO!

F.: ah, già, lavori.

A.: martedì?

F.: mah, si potrebbe, ci risentiamo?

A.: (sicura della sua perfetta buonafede e sincerità e per questo oltre misura paziente e comprensiva) ok, comunque non ti ho comprato uno yogurt, per cui il regalo non scade. Se proprio non puoi, si rimanda.

F.: ok, comunque ti faccio sapere.

Conclusione: mi chiama stasera, trafelato.

F.: sto di corsa, ho finito ora di lavorare, non ce la faccio a vederti! Devo andare a fare la spesa, poi a cena, poi accompagno mio padre a trovare dei parenti prima di partire per Roma…dobbiamo rimandare al mio rientro!

A.: ok, a dopo Natale. Ma se poi rimandi ancora, il regalo te lo spacco in testa.

Tenuto conto che anche lui mi deve dare il suo… va bene la pazienza, ma quando ce vo’, ce vo’.

E, già che ci sono…



Di Silvio e di altri demoni.

Dico la mia su Berlusconi. Brevemente. La dichiarazione di Di Pietro sul fatto che in qualche modo menomalechesilviocè abbia provocato l’aggressione, mi pare un po’ la stessa canzone di quei giudici che comminano pene minori agli stupratori se la vittima aveva una maglietta scollata o una minigonna. Un atto di violenza è un atto di violenza, anche se il vittimo ha una faccia di bronzo più dura del Duomo contundente. Fermo restando che trovo parimenti opinabile il supremo e istantaneo perdono concesso dall’Unto al Tartaglia…insomma, Wojtyla stesso se non erro ci mise più tempo a perdonare Ali Agca. Ma forse solo perché era in coma… E così mi puzza tanto tanto il pentimento che il Tartaglione ha mostrato il giorno dopo l’ATTENTATOOOOO, quando solo poche ora prima, appena arrestato, aveva gridato il suo odio per il Cavaliere disarcionato. Quest’ultimo, poi, che martirizza dal letto di Ospedale…porello, certamente la statuettata gli ha fatto male fisicamente, ma politicamente ho l’impressione gli abbia fatto un gran bene. Videbimus.

Il Lollo ha un amico con cui fa i compiti, oggi. Prima, l’ho sentito dire “Mia madre sta più fumata di me”. Ma mi dite che c’è di male se una povera donna si fa un balletto sulle note di “I pirati dei Caraibi”? Vabbè, ero in pigiama e con i pantaloni infilati nei calzettoni di lana, e avevo i capelli sparati come quelli della Befana, ma che badiamo alla forma?

Da qualche tempo mi depilo. E chi se ne frega ce lo vogliamo mettere? Mettiamocelo, ma sta di fatto che è un cambiamento. Prima mi depilavo solo d’estate, quando più abbondanti lembi di pelle e ciccette cadenti sono esposte al pubblico sguardo. Col fatto di essere single (DIO, detesto questo termine: io non sono single, sono ZITELLA DI RITORNO), poi, me ne fregava veramente poco dei peli superflui. Ora invece, quando mi faccio il bagno o la doccia, passo anche il rasoio. Potrebbe sembrare un rigurgito di ottimismo, quasi come se io volessi essere pronta ad un improvviso accadimento di natura sentimental-erotica. Riponete in tasca i vostri sguardi di compassione, non sogno fino a questo punto, au contraire. Sempre nell’ottica di un sano fatalismo pessimistico, penso da un po’ che se dovessi star male all’improvviso, o avere un incidente, mi seccherebbe non poco finire ad un Pronto Soccorso, una sala operatoria o su un tavolo d’obitorio e  mostrare gambe simili ad un campo di asparagi dopo la raccolta, piene cioè di zeppetti irti e nerastri. Del resto, anche nella sofferenza bisogna mostrare del savoir faire, no?

Dalle mie parti e forse anche da quelle di qualcuno di voi, quando una persona è stata male ed è in ripresa, o era troppo magra e ha preso qualche chilo, le si dice, a mo’ di complimento “Però, ti sei rimessa!”. E’ stato detto anche a me, recentemente, in evidente constatazione dei sei chili in più che mi ritrovo spalmati qua e là lungo il mio metro e 58 di bassezza. Sarà pure in complimento, ma a me, quando dicono “Ti vedo rimessa”, viene automatico tradurre “Sembra che sei stata appena vomitata”. E non mi fa molto piacere.

Ci risentiamo per gli auguri, ok?

Oh, Madonna!

Appena sentita a “Il grande fratello” (giuro, prima ho visto “Il sangue dei vinti”):

Marcuzzi: dov’è la Gioconda?

Concorrente lobotomizzato: A Lourdes!

Ma vacci te, a Lourdes, che forse la Madonna ti fa la grazia di farti avere un cervello!

Qui pro quo

Sono a colloquio con una delle nuove professoresse di Lollo, una bella signora bionda che elogia il pargolo con grande generosità.

Prof.: Lorenzo è proprio intelligente, veramente bravo!

Alianorah: ha due grandi doti, apprende rapidamente ed ha un’ottima memoria.

Prof.: infatti, e poi studia.

A.: però non è un secchione, le assicuro.

Prof.: forse gli piace particolarmente la mia materia…

A.: la sua collega, che gli insegnava l’anno scorso, diceva in effetti che è molto portato. E comunque a Lorenzo è piaciuto sempre studiare inglese, fin dalle elementari.

Prof.: io veramente sono l’insegnante di francese…

Ops.