Briciole e leggerezza

Tornano i post sulle chiavi di ricerca!

foca accigliata: anche le foche hanno le loro belle preoccupazioni, sai?

fine sesso sul letto: la fine sul letto…ma l’inizio?

gabriel garko stempiato raoul bova stempiato: siete invidiosi, ammettetelo!

dove si trova la statua della pubblicita: io sapevo quella della libertà, maestra!

raccontiero: imperfetto del verbo raccontessere.

come si capisce se lui è solo sesso: dalla quantità di cotone che si infila dalle mutande.

il mio corpo sta andando a disfacimento: anche il tuo italiano, direi.

cosa sono i chiavi di ricerca: sono i mariti delle chiavi che vanno alla ricerca delle loro compagne.

kinder delice diarrea/kinder cereali e pipì: e ma che schifo ‘sta kinder!

laurea con winnie the phou: phou?

coccodrillo gne gne: abbiamo scoperto il coccodrillo come fa!

freud yung: Yung è la versione cinese dell’esimio Karl Gustav Jung?

moglie scopata mentre fa la pasta: chissà lei come stava comoda!

come si scrive briciole: suppongo che “briciole” si scriva “briciole”.

bucatini ai sette nani ricetta: ne bastano sette, uno per ogni nano. Tanto son piccoli, si saziano subito.

Botta e risposta

Ricevo tra i commenti al mio post  “Fiction Criminale” questo scritto, a nome di Teodosio Losito:

La scelta stilistica della scrittura evidenzia, come un’apparizione Mariana, che lei è un cesso; non serve la maga. Speriamo che usi con frequenza anche lo sciacquone.
Un saluto a tutti gli sfigati che la seguono.

P.S:: troppo autocompiacimento, faziosità e rodimento; si legge perfettamente tra le righe lo sforzo di essere quello che non si è, a presente Second Life?


Precisando che NON HO PROVE NE’ CERTEZZE CHE QUESTA RISPOSTA SIA STATA SCRITTA DA LOSITO E ANZI NE DUBITO FORTEMENTE, vi posto anche la replica che ho pubblicato:


“Gentile” signor Losito, noto con divertimento che lo stile dei suoi commenti è perfettamente in linea con quello delle sceneggiature che scrive, arruffato e senza senso. Mescola sacro e profano, nominando apparizioni Mariane e fattucchiere, snocciola giudizi su persone che non conosce, cade nella volgarità. Io mi sono limitata ad esprimere un parere personale, e pertanto contestabile, sui suoi lavori che trovo di una banalità sconcertante, come peraltro quelli di molti suoi colleghi autori o sedicenti tali.
Vorrei sorvolare, ma non posso, sulla frase “a presente Second Life”, in cui brilla per la sua assenza l’ “acca” del verbo avere. Ma sono certissima che questo orrore sia da imputare ad una momentanea distrazione causata dall’eccessiva foga messa nella risposta.
La scopro poi, con sorpresa, fine psicologo. Lei legge chiaramente tra le righe! Perbacco, mi complimento. Le dirò con schiettezza che la mia vita non è certo quella di una persona di successo. Ho una modesta licenza liceale, non ho terminato l’università, faccio la barista. E, ci crederebbe mai? Ne sono contenta! Il mio blog è uno spazio che non vendo a nessuno; un modo per esprimermi in modo stilisticamente libero, senza alcuna pretesa di ricercatezza. Lei insulta bellamente me, definendomi “cesso”, e i miei lettori, che sono diventati per opera della sua magica penna, degli sfigati. Opinioni che toccano la sfera personale, e non professionale, e che indicano quanto lei sia povero di spirito oltre che di idee.
Non ho prove che questo commento sia stato scritto dallo stesso Teodosio Losito di cui ho criticato il lavoro, ma riporterò nel mio prossimo post questo suo commento, specificando con accortezza che potrebbe essere opera di un mitomane, come mi auguro sia. Ritengo che il vero Losito abbia ben altro da fare che perdere tempo con una blogger come tante altre, anzi, lei mi insegna, peggio di tante altre.
Ricambio il saluto a tutti quelli che seguono lei, che non oserei mai definire sfigati.
Con scarsa stima.

Maria Carla Ferreri

A voi la palla, miei adorati lettori “sfigati”!

A o B?

Scegliete, di volta in volta, l’opzione che preferite:

A1) Caterina Balivo ha vinto la difficile battaglia contro la cellulite, e ne è orgogliosa.

B1) Caterina Balivo ha perso la difficile battaglia contro l’Auditel e si è ritirata a vita privata.

A2) Tiziano Ferro ha dichiarato pubblicamente di essere gay, dopo che tutto il resto del mondo lo aveva capito anche senza che lui lo dichiarasse pubblicamente.

B2) Tiziano Ferro ha dichiarato pubblicamente che lui è un cantante e con chi va a letto non sono affari di nessuno tranne che suoi e dei suoi (delle sue) partners.

A3) Alessia Marcuzzi rende pubblico il suo amore per Dj Francesco Facchinetti e sentenzia: “Forse è l’uomo giusto! Fate l’amore tutti quanti!”

B3) Alessia Marcuzzi rende pubblico che “Il grande fratello” nuoce gravemente alla cultura e si rifiuta di presentare la nuova edizione promuovendo una campagna sociale  in favore di una TV di informazione contro una TV di ingnoranza.

A4) Tina Cipollari porta il marito a “Uomini e donne” per zittire le voci sulla loro crisi matrimoniali.

B4) Tina Cipollari lascia la trasmissione “Uomini e donne” e resta a casa col marito, dando forse un dispiacere a lui, ma grande soddisfazione a migliaia di telespettatori.

A5) Federica Sciarelli, consultando freneticamente le veline ANSA che si susseguono, annuncia in diretta la probabile morte di Sara Scazzi, uccisa dallo zio. Il tutto davanti alla madre in collegamento dalla casa del presunto assassino. Dopo venti minuti chiede alla donna se desidera che la trasmissione venga interrotta.

B5) Federica Sciarelli, dopo aver silenziosamente preso atto della probabile morte di Sara Scazzi ad opera dello zio, annuncia che la trasmissione viene interrotta, onde poter rendere noto alla madre della ragazza quanto sta accadendo senza farne uno spettacolo mediatico.

Se le vostre risposte sono in maggioranza A), siete felici di vivere in Italia.

Se le vostre risposte sono in maggioranza B), siete dei potenziali emigranti.

Il significato dei risultati intermedi non è pervenuto.

Il giusto mezzo

Non amo gli estremismi. Sono convinta che ogni cosa nella vita trovi un giusto senso quando è il risultato di due opposti. Così non sono né radicalmente creazionista, né totalmente evoluzionista. A mio avviso l’uomo non comparve bel bello sulla Terra da un giorno all’altro, ma è il risultato dell’evoluzione (o dell’involuzione?) di primati che però avevano già nel loro codice genetico qualcosa di diverso che avrebbe determinato quella trasformazione, e che erano il risultato dell’evoluzione di altri mammiferi che erano già predisposti al cambiamento e così via a risalire fino all’alba dei tempi. E’ un compromesso tra la mia esigenza di razionalità e il mio bisogno di spiritualità, tra il mio rifiuto del dogma hic et nunc e a prescindere, e il mio non rassegnarmi all’idea che questa nostra vita inizi e si concluda nell’arco di qualche decennio, lasciando tracce tutt’altro che indelebili nella memoria di chi verrà.

Similmente, l’amore non è mai solo passione o solo sentimento. Sempre ammesso che questo fantasma di cui tutti parlano e che in pochissimi conoscono esista lo identifico con un fantastico connubio di carnalità e sintonia mentale, di attrazione animalesca, nel senso più naturale e positivo del termine, e di empatia.

E una via di mezzo trovo nel conflitto tra predestinazione e libero arbitrio. Mi rifiuto di credere che tutto sia già scritto e che nulla si possa fare per cambiare lo stato delle cose, perché da “qualcuno” o “qualcosa” (Dio, il Destino…) è stato così stabilito. Ma mi è difficile pensare che si sia completamente liberi di costruire la propria vita, perché il caso, le coincidenze, gli accidenti favoriscono o impediscono sviluppi o inviluppi. Sono così giunta ad un simpatico compromesso: le vite sono disegnate a grandi linee,  tratteggiate come il primo abbozzo di un disegno. Questo determina lo scenario dove si svilupperanno le vicende di un essere umano. Ogni scena poi si dipana in diverse direzioni e sulla scelta di una direzione piuttosto che di un’altra si basa  poi lo svolgimento dell’esistenza. Scelte che possono essere di altri, soprattutto nei primi anni di vita; e che diventeranno poi libere e individuali nell’età della ragione; ma che sono comunque il risultato di un atto di volontà che rende ognuno parzialmente responsabile dei propri errori e delle proprie vittorie.

Mi rendo conto che questo mio modo di ragionare è a tratti semplicistico e un po’ comodo e che presta il fianco a numerose critiche e opposizioni. Difficilmente il bimbo nato nel Corno d’Africa avrà la possibilità di scegliere se diventare scienziato o filosofo…ma a ben pensarci la sua impossibilità di decidere, non è forse dovuta alle strategie di un manipolo di superpotenti che operano non per distribuire equamente risorse della Terra ma per mantenere iniquamente un disequilibrio che avvantaggia pochi e seppellisce molti? Anche queste situazioni, in ultima analisi, sono il risultato di volontà umana. Anzi, disumana.

Fiction criminale

Il lupo perde il pelo ma non il vizio e in me ci deve essere più di un pizzico di masochismo se ogni tanto ci ricasco… Con orgoglio affermo di essere riuscita ad evitare “Il peccato e la vergogna” (scritta dal tristemente famoso Teodosio Losito, autore, tra l’altro, de “Il bello delle donne“, “Caterina e le sue figlie“, “Il sangue e la rosa“…) avendo individuato nel titolo i presupposti per cui era stata creata questa fisscion… “ho peccato scrivendo queste scemenze, e ora provo vergogna”. Ma si sa, la coazione a ripetere porta l’essere umano a ricadere nei propri errori e, confidando nel fatto che si trattava di un film per la tv in una sola puntata, ho ceduto a “Caldo criminale“, senza considerare che anche qui, nel titolo, poteva esserci la chiave per carpire l’essenza dell’opera espressa dall’autore (manco a dirlo, sempre lui, Teodosio!):  “Da quando sto con i piedi al caldo, scrivo in modo criminale”.

Solita storiellina dagli intenti gialloerotici, mal riuscita sia sul piano giallo sia sul piano erotico. Fin dalle prime battute si capisce che il buono è cattivo e che il cattivo è buono. La Ferillona accusa un po’ l’età davanti ad un bamboleggiante Garko che sembra appena uscito dal freezer, sia come postura sia come espressività. Vincent Spano è imbolsito, sacrificato in un ruolo che dovrebbe essere risolutivo ma alla fine è banale. Il tocco d’autore è dato dalle quasi ridicole scene di sesso. Scene che nell’intenzione sarebbero dovute essere torride quanto la temperatura dell’estate in cui si dipana la breve vicenda, ma in sostanza appaiono artificiose e quasi ridicole. Baci a stampo, movimenti pelvici che fanno sembrare “Dirty Dancing” un film porno, e la solita, tritatissima frase poistcoitale:

Lui: perché piangi?

Lei: perché sono felice.

Ma dico io, ti sei appena trombata Gabriel Garko e piangi, seppure per la felicità? E fa bene lui a tentare di ammazzarti, un quarto d’ora dopo. Ti avrei ammazzata pure io! Perché può anche non essere il mio tipo, ma Garko è innegabilmente un bel bambolotto.

Il colpo di scena finale è dato da un secondo tentativo di omicidio ai danni della povera Sabrina, stavolta da parte di un marito psicopatico appena uscito di prigione e prontamente fermato da Spano, che si propone contestualmente come futuro partner della bella vittima. E chissà, vista la lagna che era quella donna, futuro attentatore della sua vita. Vedremo un giorno il seguito di questa appassionante vicenda…propongo io il titolo, però… “Il salvataggio e il pentimento”.