Fiction criminale

Il lupo perde il pelo ma non il vizio e in me ci deve essere più di un pizzico di masochismo se ogni tanto ci ricasco… Con orgoglio affermo di essere riuscita ad evitare “Il peccato e la vergogna” (scritta dal tristemente famoso Teodosio Losito, autore, tra l’altro, de “Il bello delle donne“, “Caterina e le sue figlie“, “Il sangue e la rosa“…) avendo individuato nel titolo i presupposti per cui era stata creata questa fisscion… “ho peccato scrivendo queste scemenze, e ora provo vergogna”. Ma si sa, la coazione a ripetere porta l’essere umano a ricadere nei propri errori e, confidando nel fatto che si trattava di un film per la tv in una sola puntata, ho ceduto a “Caldo criminale“, senza considerare che anche qui, nel titolo, poteva esserci la chiave per carpire l’essenza dell’opera espressa dall’autore (manco a dirlo, sempre lui, Teodosio!):  “Da quando sto con i piedi al caldo, scrivo in modo criminale”.

Solita storiellina dagli intenti gialloerotici, mal riuscita sia sul piano giallo sia sul piano erotico. Fin dalle prime battute si capisce che il buono è cattivo e che il cattivo è buono. La Ferillona accusa un po’ l’età davanti ad un bamboleggiante Garko che sembra appena uscito dal freezer, sia come postura sia come espressività. Vincent Spano è imbolsito, sacrificato in un ruolo che dovrebbe essere risolutivo ma alla fine è banale. Il tocco d’autore è dato dalle quasi ridicole scene di sesso. Scene che nell’intenzione sarebbero dovute essere torride quanto la temperatura dell’estate in cui si dipana la breve vicenda, ma in sostanza appaiono artificiose e quasi ridicole. Baci a stampo, movimenti pelvici che fanno sembrare “Dirty Dancing” un film porno, e la solita, tritatissima frase poistcoitale:

Lui: perché piangi?

Lei: perché sono felice.

Ma dico io, ti sei appena trombata Gabriel Garko e piangi, seppure per la felicità? E fa bene lui a tentare di ammazzarti, un quarto d’ora dopo. Ti avrei ammazzata pure io! Perché può anche non essere il mio tipo, ma Garko è innegabilmente un bel bambolotto.

Il colpo di scena finale è dato da un secondo tentativo di omicidio ai danni della povera Sabrina, stavolta da parte di un marito psicopatico appena uscito di prigione e prontamente fermato da Spano, che si propone contestualmente come futuro partner della bella vittima. E chissà, vista la lagna che era quella donna, futuro attentatore della sua vita. Vedremo un giorno il seguito di questa appassionante vicenda…propongo io il titolo, però… “Il salvataggio e il pentimento”.

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22 thoughts on “Fiction criminale

  1. Ben tornata piccola-grande Alianorah.
    Non avevo visto il post precedente,privandomi del piacere della tua brillante-auto-ironia
    Poi in un altro post,spigherai,mi auguro,come hai potuto vedere quel coso di cui parli e poi meravigliarti della poca levatura artistica.
    Cristiana

    PS.ho cambiato blog,facci un salto quando puoi,ci tengo.Tra poco farò un TORNEO e mi devi promettere di partecipare,hai molte probabilità di vincere,con quei 4 gatti che mi ritrovo.

  2. Sei una recentionist stellare; a te Vincenzo Mollica ti fa un baffo. Perché non ti proponi ad una rivista specializzata? Io non ho visto la ficscion di cui parli, ma dopo aver letto la tua critica è come se l’avessi vista.

  3. in fatto di telefilm , se permetti vorrei consigliare : “Romanzo Criminale” ..Purtroppo la hanno fatta solo su sky, meritava le reti nazionali..Prende spunto dalla storia della Banda della Magliana ma è moooolto diversa dall’omonimo film : riscostruisce perfettamente le atmomsfere di quegli anni (fine anni’70 – inizio anni’80), attori bravissimi , trama avvincente, c’è tutto di quello di cui parli nel post e taaanto di più . metto uno dei link in cui è facile da vedere in streaming (ce ne sono tanti, ma questo è ottimo, soprattutto per i telefilm)):

    http://streaming-web.blogspot.com/2009/05/romanzo-criminale-streaming-telefilm.html

    e lasciatemi dire : altro che quei polpettoni tramessa da Rai e mediaset!!!

  4. La scelta stilistica della scrittura evidenzia, come un’apparizione Mariana, che lei è un cesso; non serve la maga. Speriamo che usi con frequenza anche lo sciacquone.
    Un saluto a tutti gli sfigati che la seguono.

    P.S:: troppo autocompiacimento, faziosità e rodimento; si legge perfettamente tra le righe lo sforzo di essere quello che non si è, a presente Second Life?

    • “Gentile” signor Losito, noto con divertimento che lo stile dei suoi commenti è perfettamente in linea con quello delle sceneggiature che scrive, arruffato e senza senso. Mescola sacro e profano, nominando apparizioni Mariane e fattucchiere, snocciola giudizi su persone che non conosce, cade nella volgarità. Io mi sono limitata ad esprimere un parere personale, e pertanto contestabile, sui suoi lavori che trovo di una banalità sconcertante, come peraltro quelli di molti suoi colleghi autori o sedicenti tali.
      Vorrei sorvolare, ma non posso, sulla frase “a presente Second Life”, in cui brilla per la sua assenza l’ “acca” del verbo avere. Ma sono certissima che questo orrore sia da imputare ad una momentanea distrazione causata dall’eccessiva foga messa nella risposta.
      La scopro poi, con sorpresa, fine psicologo. Lei legge chiaramente tra le righe! Perbacco, mi complimento. Le dirò con schiettezza che la mia vita non è certo quella di una persona di successo. Ho una modesta licenza liceale, non ho terminato l’università, faccio la barista. E, ci crederebbe mai? Ne sono contenta! Il mio blog è uno spazio che non vendo a nessuno; un modo per esprimermi in modo stilisticamente libero, senza alcuna pretesa di ricercatezza. Lei insulta bellamente me, definendomi “cesso”, e i miei lettori, che sono diventati per opera della sua magica penna, degli sfigati. Opinioni che toccano la sfera personale, e non professionale, e che indicano quanto lei sia povero di spirito oltre che di idee.
      Non ho prove che questo commento sia stato scritto dallo stesso Teodosio Losito di cui ho criticato il lavoro, ma riporterò nel mio prossimo post questo suo commento, specificando con accortezza che potrebbe essere opera di un mitomane, come mi auguro sia. Ritengo che il vero Losito abbia ben altro da fare che perdere tempo con una blogger come tante altre, anzi, lei mi insegna, peggio di tante altre.
      Ricambio il saluto a tutti quelli che seguono lei, che non oserei mai definire sfigati.
      Con scarsa stima.

  5. Pingback: Botta e risposta « Alianorah…

  6. Quello che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un giallo, si è invece risolto in un’accozzaglia di immagini montate in maniera abborracciata. La storia, mal sceneggiata, ruota senza pathos, attorno alla vita di una donna dal passato oscuro che incontra un bellone, e, in un intreccio assolutamente prevedibile, si dà il via ad una serie di incontrollate scene ai limiti della comicità. Passi per Garko, qui anche in calo di fascino, forse il capello lungo e l’assenza della divisa gli sono fatali.
    Ma quello che non si può comprendere è Sabrina Ferilli, perché si è lasciata trascinare in questa follia? E soprattutto si è rivista con l’espressione fissa dovuta ad un’esagerazione di ritocchi estetici? Forse se si riuscisse a leggerlo come un’ironica citazione delle tante fiction a tema poliziesco potremmo farcene una ragione, ma così no, così proprio no. Certamente questo giudizio sarà smentito dal consenso che il film avrà che ci fa riflettere molto su quali siano o meno i prodotti di qualità della nostra tv generalista, e a questo proposito vale la pena tornare sulle dichiarazioni dell’autore di Caldo Criminale e delle fiction ritagliate sulla figura di Garko come Il Peccato e la Vergogna, Teodosio Losito, appunto.
    Accusato di scrivere fiction trash, lui si difende dalle pagine di Repubblica.it dicendo di essere sempre dalla parte del pubblico e di non sentirsi uno snob, come invece fanno spesso molti critici. Losito si schiera apertamente dalla parte delle casalinghe, oggi molto evolute e affonda ancora contro i critici che, invece, non prendono in considerazione mai il gusto popolare di chi la tv la guarda sul serio. La divertente intervista su Repubblica.it scava nel passato di Teodosio Losito per capire le ragioni di tanto talento.
    Lui non si scompone e racconta della sua passione per il cinema, gli esordi da modello e l’inizio della collaborazione con Alberto Tarallo con il quale ha stretto un sodalizio indissolubile. Poi vola alto, esagera, cita Douglas Sirk, racconta di come ha riportato nel Peccato e la Vergogna il rapporto madre e figlia de lo Specchio della vita. Qui magari va troppo oltre, ma dati i risultati, timidamente ci mettiamo in disparte e in silenzio soffriamo e a dire il vero, straparla citando proprio Caldo Criminale come un giallo dalle atmosfere hitchockiana. Viene forte il sospetto che forse non abbia mai visto i film del grande maestro, ma questo è solo un particolare senza importanza.
    Intanto lui ride e si gode lo strepitoso successo, poi chiarisce il mistero della coppia Arcuri/Garko, ammette di scrivere pensando a loro, ne conosce tutte le sfumature recitative e quindi crea, come un sarto l’abito su misura per loro. Ovviamente Losito trova la coppia non solo bella, ma anche in grado di interpretare alla perfezione le sue sceneggiature. E a questo punto viene da pensare che sia giusto così, lui, se lo dice da solo, fa sognare, offre al pubblico esattamente quello che vuole, una vita diversa dalla propria e, dati i risultati, è anche normale che si permetta il lusso di deridere il cinema d’autore, ecco ora tutto si chiarisce, anche il perché del successo della ditta Arcuri/Garko, facciamocene una ragione.

    Non sapevo veramente chi fosse…cmq vedo che il tuo parere è amoiamente condiviso…. Ciao Fab

  7. Pingback: Brodo caldo « Alianorah…

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