Sbricioliamoci dal ridere

Qualche nuova chiave di ricerca. Sinceramente non mi spiego come facciano ad arrivare fin qui, ma tant’è!

Foto di peni di donne: tu hai le idee un po’ confuse, mi sa…

Biancaneve che fa sesso: sì…la famosa “Biancaneve sotto i nani”.

Sadomasochismo ferro stiro: io lo chiamerei “tentato omicidio”.

Gomito+paraculite: non vedo il nesso…

Suolette per ascelle: sono utili, ma solo se le maniche hanno i tacchi alti.

Quali sono i migliori scaldasonno: alti, mori, occhi verdi e sufficientemente muscolosi.

کس دختر: ecco… come ci sei arrivato fin qui? Ma soprattutto…che vor dì?!

Foto figha:  va bene che l’acca è muta, ma l’ignoranza parla a voce alta!

Mia figlia 13enne si masturba: fa il suo dovere di adolescente.

Quando la volpe non arriva all’uva cerca: le fragole. Lì ci arriva di certo.

Ragno domestico come ucciderlo: se proprio devi, suggerisco la classica ciabatta.

Foto dei cose che pensi si movono: sì sì, hai ragione…ma ora prendi un valium e fatti un bel sonno eh?

Parole con +ecchio: piùecchio? Non mi viene nessuna parola…

Giochiamo alla ringo solpresa: due puttanate in quattro parole, complimenti!

Voglio fare l’amore con te: mandami almeno una foto.

Ottava in latino maccheronico: silico siliconis.

Fassino amante: brrrrrrrrr!

Modi simpatici per dire hai rotto il cazzo: io lo trovo già molto simpatico così.

Sognarsi uva marcia: cerca di sognare il fruttivendolo e fatti rimborsare.

Michael Jackson sulla neve: da piccolo risaltava bene. Da grande, meno.

Femmina atipica

Sono sempre stata una femmina atipica. Da bambina avevo un’aria angelica (lunghi capelli chiari, occhioni blu, faccia tondetta) e un’anima diabolica. Questa combinazione mi avrebbe dovuto portare, nell’adolescenza, ad iniziare la carriera di rubacuori e stracciauomini, invece a 13 anni sono diventata una totale imbecille. Mortificata da un aspetto fisico non certo attraente, con i capelli lunghi che erano stati accorciati, si erano arricciati solo da una parte ed avevano assunto una colorazione marrone ratto; gli occhioni che con le palpebre più pesanti avevano la forma di due palle da biliardo; un corpo troppo tondeggiante nella parte superiore e praticamente inesistente in quella inferiore; mantenevo un’anima diabolica, ma fisicamente ero quanto di più insignificante si potesse trovare nel raggio di qualche chilometro. Il mio carattere mi impediva di passare inosservata; la mia dialettica spigliata mi permetteva di emergere a scuola quel tanto che bastava a non far capire ai professori che studiavo veramente poco. Poi, alla tenera età di 19 anni, qualcosa è cambiato. Finalmente il mondo maschile si è accorto che avevo un sesso e non ero un’ameba con cui era piacevole scherzare. Così ho avuto il mio momento di gloria. Il mio passatempo preferito era fare l’elenco (breve ma pur sempre elenco) dei miei spasimanti così come si fa la lista della spesa. Spasimanti tutti respinti perché, ovviamente, io ero quella che si doveva innamorare. Infatti mi innamorai, di uno che non mi cagava. Breve storia, poi qualche anno di letargo. Poi nuova fioritura. Nuovo elenco e nuovo innamoramento. Questa volta lui non solo mi ha cagata, ma mi ha pure sposata. E dopo qualche anno mi ha persino lasciata. Insomma, tutte le cose in piena regola, con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, ma ora sono finalmente in pari e felicemente separata come tante altre mie coetanee. E me ne frega ben poco. Nel senso che continuo ad essere una femmina atipica. Non cerco di sistemarmi con un bravuomo che mi mantenga. Persisto nel mantenere il mio animo diabolico. Pare che fisicamente sia migliorata in modo notevole, per lo meno questo è ciò che dicono i sostenitori del motto “non è amore sotto la quarta”. Io porto in giro con un orgoglio che non conoscevo il mio balcone terrazzato, il mio portabagagli inesistente, la pancetta e le prime rughe. Certo i difetti son rimasti: sono ancora petulante, troppo schietta, qualche volte faccio fatica a collegare il cervello con la favella e me ne esco con frasi che sarebbe opportuno evitare o edulcorare. Non sempre la sincerità paga soprattutto con persone che possono scambiare la mia eccessiva spontaneità per supponenza e protervia. E sono ancora rimasta quella che si deve innamorare e se non capita, o se non viene ricambiata, sceglie di restare single (che schifo di termine, mi suggerite un sinonimo meno trendy e più simpatico?). La mia più grande ricchezza sta nell’avere intorno a me persone valide, che riescono, bontà loro, ad accettarmi e addirittura ad apprezzarmi per quella che sono.

Questo post autobiografico e sicuramente poco interessante vuole essere soprattutto un piccolo gesto di ringraziamento a chi rende la mia vita più leggera e degna di essere vissuta. Grazie ad Alessandra, a Massimo, a Roberto e, ultimo  ma non ultimo, a Sandro, un regalo che il caso o il destino ha messo sulla mia strada da pochi mesi ma che ha già un posto importante nel mio cuore. Amici con la A maiuscola che riempiono la mia anima di cose belle. Grazie alla mia famiglia, a Lollo, a Gianni, ex marito e fratello di una irriducibile, per natura e per indole, figlia unica quale io sono. E grazie a tutte le persone che pur meno presenti mi fanno stare bene e che sanno regalarmi un sorriso che cerco sempre di ricambiare. Compresi voi che mi leggete.

Spottino: è uscito in libreria “I buoni frutti della malapianta” opera prima di Alessandro Chittaro, fratello del carissimo Chit. Si avvicina Natale…regalare un bel libro può essere una buona idea 🙂

Campione del Mondo!

Per la serie, “La cultura, questa sconosciuta”, una deprimente scenetta si è svolta qualche giorno fa sul palcoscenico del bar dove lavoro.

Il F.d.C., provocatoriamente, chiede a un gruppo di adolescenti chi ha vinto il campionato del mondo di calcio nel 1803. “La Spagna!” esclama qualcuno. “Ma no, la Germania!” obietta qualcun altro. A nessuno sfiora il cervello (cervello?) che a quei tempi non esisteva proprio questo tipo di competizione.

Serissimo, il F.d.C sentenzia: “Quell’anno l’ha vinto la…Francia!”

“Aaahhh, certo, la Francia!” (s)coreggiano i pueri.

“E chi era l’allenatore della Nazionale francese?”, chiede ancora sadicamente il F.d.C. “Vi dò un aiutino…Na…Na…Napol…”

“Napolitano! Era Napolitano vero?” (vecchio sì, ma fino a questo punto!)

Sgrano gli occhi, voglio credere che stiano coscientemente dicendo delle castronerie. Intervengo…”Ma ragazzi, non avete mai sentito parlare di Napoleone?”. E uno di loro, quasi scandalizzato: “Ma perché, mo’ Napoleone era l’allenatore della Nazionale di calcio francese?”.

Ohssantabrigida!

Della pubblicità e delle donne di mezza età.

Continuamente il mondo pubblicitario partorisce trovate degne di decerebrati. Dalla Vezzali che per merenda dà al figlio un cioccolato e una ciliegia; al tipo che compra l’auto senza nemmeno vederla perché tanto “la consiglia Quattroruote”; passando per la manica di deficienti che prima di mangiare un bel piatto di 4 salti in padella, ululano come un branco di lupi con gravi problemi comportamentali. Abbiamo Tognazzi jr. che rimpicciolisce e fa il piacione tra bottiglie di aceto balsamico; e De Sica jr. che fa offshore fra coccodrilli di plastica. I loro illustri genitori non sarebbero stati particolarmente orgogliosi dei loro pargoli, no no.

Non taccio dello stracchino volante, che interrompe atti di copula degli ultimi due adolescenti italiani che ancora vanno in camporella; e ci tengo a ricordare, perché merita senz’altro, la coppia che guarda con amore un tenero esserino, morbido, tondo e bianco, con un’adorabile testolina che si rivela essere una mozzarella Francia.

Riesco ancora a ridere davanti a Fiorello che prende in giro sé stesso e i giovanili cinquantenni del terzo millennio, dimostrando ironia e autoironia come ancora pochi son capaci di fare. E un sorriso me lo strappa l’ultrapagato Totti che si improvvisa arrotino per reclamizzare una tariffa telefonica. Ma vi prego, liberatemi delle quarantenni che non hanno paura di entrare in ascensore perché usano un assorbente che elimina l’odore della pipì. Prospettano un universo di donne non più nel fiore dell’età che, smessi i problemi relativi al mefitico ciclo, devono affrontare urinarie incontinenze  incontenibili e maleodoranti. E anche se non ho la fortuna di appartenere a quella categoria di femmine iperattive che “la mattina, è automatico, doccia, un velo di trucco e un velo sullo slip”, riesco ancora a relazionarmi con il prossimo grazie a qualche sano bidet e ad abluzioni corporee di ragionevole frequenza. Insomma, checché ne possano pensare i maschietti, tra cui a quanto pare molti pubblicitari, noi femminucce non abbiamo la palude di Comacchio in mezzo alle gambe. Sarà per questo che anche la fauna ittica degna di nota, in quella particolare zona anatomica, scarseggia tristemente?

P.S. Vorrei proporre uno slogan pubblicitario per un prodotto cosmetico antietà: “Vuoi avere dieci anni di meno? Suicidati dieci anni fa!”