Della pubblicità e delle donne di mezza età.

Continuamente il mondo pubblicitario partorisce trovate degne di decerebrati. Dalla Vezzali che per merenda dà al figlio un cioccolato e una ciliegia; al tipo che compra l’auto senza nemmeno vederla perché tanto “la consiglia Quattroruote”; passando per la manica di deficienti che prima di mangiare un bel piatto di 4 salti in padella, ululano come un branco di lupi con gravi problemi comportamentali. Abbiamo Tognazzi jr. che rimpicciolisce e fa il piacione tra bottiglie di aceto balsamico; e De Sica jr. che fa offshore fra coccodrilli di plastica. I loro illustri genitori non sarebbero stati particolarmente orgogliosi dei loro pargoli, no no.

Non taccio dello stracchino volante, che interrompe atti di copula degli ultimi due adolescenti italiani che ancora vanno in camporella; e ci tengo a ricordare, perché merita senz’altro, la coppia che guarda con amore un tenero esserino, morbido, tondo e bianco, con un’adorabile testolina che si rivela essere una mozzarella Francia.

Riesco ancora a ridere davanti a Fiorello che prende in giro sé stesso e i giovanili cinquantenni del terzo millennio, dimostrando ironia e autoironia come ancora pochi son capaci di fare. E un sorriso me lo strappa l’ultrapagato Totti che si improvvisa arrotino per reclamizzare una tariffa telefonica. Ma vi prego, liberatemi delle quarantenni che non hanno paura di entrare in ascensore perché usano un assorbente che elimina l’odore della pipì. Prospettano un universo di donne non più nel fiore dell’età che, smessi i problemi relativi al mefitico ciclo, devono affrontare urinarie incontinenze  incontenibili e maleodoranti. E anche se non ho la fortuna di appartenere a quella categoria di femmine iperattive che “la mattina, è automatico, doccia, un velo di trucco e un velo sullo slip”, riesco ancora a relazionarmi con il prossimo grazie a qualche sano bidet e ad abluzioni corporee di ragionevole frequenza. Insomma, checché ne possano pensare i maschietti, tra cui a quanto pare molti pubblicitari, noi femminucce non abbiamo la palude di Comacchio in mezzo alle gambe. Sarà per questo che anche la fauna ittica degna di nota, in quella particolare zona anatomica, scarseggia tristemente?

P.S. Vorrei proporre uno slogan pubblicitario per un prodotto cosmetico antietà: “Vuoi avere dieci anni di meno? Suicidati dieci anni fa!”

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39 thoughts on “Della pubblicità e delle donne di mezza età.

  1. è ancora peggio quando si vuol fare gli intellettuali come Fazio e Saviano, che a forza di vederli nello spot della lavagna, stan rompendo i marroni ancor prima di cominciare.
    Comunque, un po’ di palude ci dev’essere per forza, altrimenti la fauna ittica non diventa stanziale e neanche gli uccelli migratori arrivano volentieri. Per gli anaconda, rivolgersi ad altre latitudini

  2. Bellissimo post, da applauso!
    Sulle pubblicità ci sarebbe da farne uno al giorno, analizzandoli tanto nella forma quanto nei contenuti…
    Per esempio, vogliamo parlare dell’incredibile capacità dei pubblicitari di trovare per ogni spot una canzone tremendamente irritante? E’ un talento vero eh (Wind e Tim, tanto per citarne due).

  3. Grande. Sulla rappresentazione delle donne in pubblicità ci sarebbe da discutere a lungo, fatto sta che tra ciclo, perdite di urina e stitichezza, ci rappresentano sempre come menomate. Ma LE pubblicitarie dove stanno???

  4. non conosco buona parte degli sport che citi, anche perchè cambio canale non appena parte il flusso, quello si incontinente. Ma lo spot della pipì in ascensore, riescono a programmarlo, non so come, in testa al blocco pubblicitario del tg dell’ora di cena con ovvi effetti.

  5. Sarà per questo e perchè soffriamo tutte di cellulite, di meteorismo intestinale, di rughe profonde come trincee, di gambe pesanti, di fame chimica e ritenzione idrica che i maschi italici non ci considerano quanto invece dovuto? (la battuta della sogliola non l’ho capita 😉

  6. io nutro una forte antipatia per quella che compera il profumo per la casa.. giuro mi sta così antipatica che ho rimosso anche mentalmente il prodotto per ripicca… quella che fa yoga con le amiche.. che si sente furba perchè il marito non ha capito dove sta l’erogatore..

    c’è tanto carosello dietro a queste pubblicità con varie storielle. il punto è che io non ho più voglia di divertirmi guardando storielle sceme e preferirei mi spiegassero cosa servono i prodotti e le loro reali qualità.
    ma immagino di essere l’unica visto che non esiste prodotto senza una storiella dietro

  7. Bah, penso che prima di arrivare a puzzare e a perdere irrefrenabilmente liquidi corporei sia necessario essere ultra-centenarie ed affette da qualche morbo… per il resto, come hai detto tu, basta una decente pulizia. Gli uomini hanno un’immagine della donna che tra oscilla tra il laido e l’orrifico. C’è da dire che io, quanto meno, non essendo più afflitta da mestruazioni ormai da quattro anni, posso definirmi una donna completamente priva di veli…

  8. La salvezza è rappresentata dal digitale terrestre… basta non comprarsi il decoder e avremo il più grande e funzionante “preservativo mediatico” del nuovo millennio!? 😀

  9. Ci sono spot pubblicitari che sono dei veri corti capolavori, pochissimi purtroppo.
    Quello che più mi sta sui cosiddetti riguarda i Rotoloni Regina; mi piacerebbe nascondere in un rotolone una bomba al plutonio arricchito e farla esplodere nel momento in cui tutti quei coglionazzi che gli corrono dietro per l’intera Europa, lo raggiungessero.

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