Tutto cambia, nulla cambia.

Insomma, da due settimane è iniziato un nuovo capitolo della mia vita lavorativa, e specifico lavorativa perché per il resto le cose sono rimaste invariate. Certo è che il nuovo impiego ha portato con sé cambiamenti strettamente legati a orari e ad un ambiente, inteso come luogo ma anche come persone, completamente opposti ai precedenti. Mentre gli orari da bar erano…pipistrelleschi, impegnandomi soprattutto la sera, fino a notte inoltrata, e, almeno in inverno, esclusivamente nei finesettimana; ora devo alzarmi presto, cosa che non facevo da…troppo tempo. Il dritto della medaglia è che ho finalmente le serate e le domeniche libere e soprattutto non sono più dall’altra parte della barricata: se prima, durante le feste lavoravo, ero costretta a defezionare cene, compleanni, pasque, pasquette e capodanni, ora posso adempiere ai numerosi impegni che una donna di mondo come me ha. Questo è dimostrato ampiamente dal fatto che oggi, domenica, sono qui a casa, al pc ad aggiornare il mio blog…

Anche l’ambiente, dicevo, è del tutto diverso da quello del bar/sala da thè. Silenzioso quanto basta, si parla con tono pacato, si ride di meno, ma ci si incavola anche in maniera ridotta. Certo, non credo che potrò arrivare a mordere fino all’osso il braccio del nuovo Capo, come avevo fatto anni fa ai danni del F.d.C…Né potrò rispondere a male parole a clienti lumaconi, fatto salvo che qui, di clienti lumaconi non ne dovrebbero capitare. Così al baristone, alla Capa, a F.d.C, al vecchietto factotum e via dicendo, si sono sostiuiti altri personaggi che, tomi tomi, cacchi cacchi, hanno secondo me le loro belle particolarità.

La mia mentore, è un ragazza bellissima, bravissima e giovanissima. Da rosicare. E invece non rosico, perché è anche dolce, simpatica, lavora forsennatamente ed è davvero paziente e gentile con la sottoscritta, imbranata più che mai. E poi mi fa tenerezza, perché un po’ mi ricorda me. Non me alla sua età, proprio me: emotiva, un po’ permalosa, ansiosa. Oltre che bellissima, ça va sans dire…

Poi c’è il futuro collega: ha più o meno la mia età e finora non l’ho mai visto con le palle girate. Ogni tanto, quando il momento lo consente, gorgheggia con tono baritonale e praticamente è laziodipendente. Al punto che quando gli ho chiesto se era tifoso, mi ha risposto “No, sono malato”.

La futura collega è molto riservata, a volte sembra un po’ ombrosa, ma credo sia una tipa determinata e nello stesso tempo corretta. Ancora la devo inquadrare, tutto sommato.

Il Capo è un moto perpetuo. Mai visto uno più attivo e entusiasta del suo lavoro. Tende allo stakanovismo, ma non pretende dagli altri nulla più di quanto non chieda a sé stesso. E durante la pausa pranzo, col caldo che fa, non è raro che vada a farsi una bella partita di tennis rinvigorente. Inutile dire che io mi stanco solo a guardarlo. E’ pesante, questo sì, ed è lui il primo a dirlo. Pignolo e metodico, ma sempre educato e comprensivo con chi sbaglia. La cosa difficile per me, è imparare a frenare la lingua: è chiaro che non sempre posso essere d’accordo con quel che dice e con le sue modalità, ma è altrettanto chiaro che, pur essendo aperto a proposte, la Sua parola alla fine è Legge. A pensarci bene, però, anche al bar era così. Solo che là, prima di fare quello che voleva F.d.C., litigavo e lo insultavo…

Ehi, non vi ho detto qual’è il mio nuovo lavoro!

Ma di questo parleremo la prossima volta…

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11 thoughts on “Tutto cambia, nulla cambia.

  1. Mi pare bene, Ali ovvero non cambi mai. Per fortuna.
    Se ti può consolare io, che pure dovrei essere un capo, sono qui a scrivere piani da consegnare lunedì a qualcuno che adesso sara’ al mare. Lo possino 🙂
    Willy

  2. Bene cara, mi fa piacere leggere cose nettamente positive riguardo il nuovo lavoro. E tu sei sempre tu, e a noi va bene così.
    Abbraccio e buona settimana 🙂

  3. Chiedere a se stesso è un limite che lui impone a se stesso. Evidente è che più lavora e più ingrassa. Diverso è il discorso dei suoi collaboratori, che ingrassano lui…Quindi occhio, lavorare è doveroso, dare il meglio di se anche, strafare è controproducente

    • Marì, che commento antipatico, permettimi di dirtelo con l’affetto che condividiamo. A volte mi parli come se non mi conoscessi. E soprattutto…le chiocce vanno bene, ma a un certo punto i pulcini devono cominciare a becchettare da soli, soprattutto se hanno 45 anni :). Seriamente: dammi credito, penso di essere in grado di valutare le persone. Il Capo è certamente un uomo d’affari, ma non tutti gli uomini di affare pensano ad ingrassare a spese degli altri. E’ vero che guadagna col lavoro dei collaboratori (conosci aziende che funzionano diversamente?), ma lavorando guadagnano essi stessi. Poi, c’è un tempo per il lavoro e un tempo per il resto. E ricordati che ci sono anche Capi che NON lavorano e ingrassano soltanto, sul lavoro degli altri. Baci.

  4. In effetti, me lo stavo chiedendo. Sono pure curiosa. E mi peritavo di chiederlo a te perché pensavo “Se non ce lo vuole dire avrà le sue buone ragioni. Evitiamo di fare gaffessssss, come al solito”. Ma visto che ben presto ce lo dirai tu stessa, attenderò.

  5. Questo è il post che mi ha fatto più piacere leggere in questa capatina online dal “fronte”, sono strafelice, ti abbraccio!! 😀 😀 😀

    p.s. e… un abbraccio anche al piccolo.sempre-più-grande uomo, mi sa che in questo campionato ne avrà bisogno 😉

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