Brodo caldo

A costo di scatenare ancora le ire di Teodosio Losito o di fanatici troll che prendono le sue difese, ho deciso di dedicare un post a  “Sangue caldo”, l’ultima creazione televisiva del suddetto, terminata ieri. Premetto che potrò essere imprecisa perché l’ho vista a salti e balzelli, ma quanto basta per averne colto l’essenza. O meglio, l’inessenza.

Alla vigilia dell’entrata in vigore della legge Merlin, c’è questa tipa, interpretata da Asia Argento, che fa la mignotta e ha una storia con questo tipo, Gabriel Garko, che fa il ladro. Una bella coppietta. Lui fa una rapina, si tiene il malloppo e viene steso da un complice con la faccia da tedesco, (che infatti è tedesco), che vuole i soldi. Ma Gabriel li ha già dati alla fidanzata che scappa in Svizzera con i due figli di padri diversi, una collega del bordello e il di lei figlio. E poi tornano in Italia e tutti insieme si comprano un bar. Ma c’è un poliziotto che sta sulle loro tracce: è Vincent Spano, che dopo aver avuto scarso successo in America, è venuto ad averne ancora meno qui. Per farla breve, per un po’ le due ex cocotte e i figli stanno in pace, finché faccia da tedesco li trova. Corteggia la figlia di Dario Argento e la sposa. La prima notte di nozze la gonfia di cazzotti, la lega (male) e poi va a letto con il suo fidanzato. Non di lei, ma di lui. Eh sì, perché il cattivone è innamorato di un bel giovane (interpretato dal fratello della Arcuri, che chissà cosa ha fatto per fargli avere questa parte) malvagio quanto lui, che di mestiere fa il travestito in un locale per uomini con il “vizietto”. Insomma, dopo una notte d’amore, il cattivone esce per comprare  i cornetti caldi al suo ragazzo (romanticone, lui), la tizia si libera (era legata male, ve lo avevo preannunciato!) e ammazza il travestito scambiadolo per il marito picchiatore. Questi torna e le spara insultandola pesantemente con parole che non sto qui a ripetere. Poi va a prendere i due figli di lei e vende il maschio agli zingari (non ci giurerei, ma forse lo regala proprio) ma con la femmina non ricordo proprio cosa ci fa. Potrei pensare che la violenta, ma essendo gay non credo sia arrivato a tanto. Com’è, come non è, il poliziotto riesce ad arrestarlo, salva la ragazza e la adotta. Non sa il meschino che lei da grande diventerà Manuela Arcuri. Poi ho perso tre puntate, ma si capisce che il poliziotto, rimasto vedovo, si innamora di Manuelona e cerca di stuprarla. Purtroppo per lui, ma credo anche per lei, l’atto vile non viene compiuto perché arrivano il fratello di lei (che detto per inciso è Ranierodelgrandefratello) e il figlio dell’altra mignotta (che manco a dirlo, è un prodotto del grandefratello pure lui), che è diventato un cocainomane che gestisce un locale di lap dance (lap dance negli anni sessanta?), e interrompono lo stupro menando di brutto il polizotto. Quindi i tre, finalmente di nuovo insieme, si mettono a cercare il cattivone che intanto è uscito di prigione. Il fratello lo trova, ma si fa fregare come un fesso e dimostrando chiaramente che zingari si nasce, ma non si diventa, viene ucciso in quattro e quattr’otto. Manuelona e il cocainomane riescono a rintracciarlo, lo pistano per bene e poi lo ammanettano al letto. Tanto per gradire lui gli spara ad una spalla e poi incita lei a ucciderlo. Scena epica: lo sniffatore per convincerla a sparare chiede al cattivone come ha ucciso la madre di lei. E il malvagissimo, ammanettato al letto, con la faccia più sanguinolenta di una fiorentina e un braccio spappolato, si esibisce in un ghigno e sibila “bang bang” (cioè, capite…questo fa “bang bang” e ride. Ok, non è cattivo soltanto, è anche scemo). Lei sta per fare bang bang a sua volta quando arriva un magistrato bonazzo, che è stato anche il suo uomo, e le impedisce di compiere il delitto. Ma al cocainomane no, e facciadatedesco, finalmente, muore. Il vendicatore viene condannato a 26 anni di carcere. Dopo addirittura DUE ANNI di galera (tanto per dire che la giustizia italiana faceva schifo anche quattro decenni fa?) gli viene dato un permesso di due giorni. Fuori dal carcere la Arcuri, diventata stilista di moda, lo aspetta a bordo di una favolosa spider. Lui le chiede di poter guidare, lei accetta e mentre sculettando gira intorno alla macchina per sedersi dal lato passeggeri, lui piglia e la molla lì lasciandola a bocca aperta (per lo stupore, cosa avevate capito, maliziosi!). La macchina si allontana, e come dal nulla, spunta  il magistrato bonazzo alla cui corte la Manuela è sfuggita per due anni, perché pensa di averlo tradito seguendo il suo proposito di vendetta.

E qui occorre riportare il dialogo*:

LUI: “Io ti ho capita”

LEI: (sorriso tremulo) “Davvero?”

LUI: “E ti perdono”

LEI: (sorriso tremulo) “Davvero?” (sospiro) “Ciao, vado” (???)

LUI: “Non ho ancora finito! Io ti amo!!!”

LEI: (sorriso tremulo) “Davvero?” Bacio con lingua.

Nessuno dei due si preoccupa minimamente che l’assassino è fuggito. Del resto, un bacio con la lingua è sempre un bacio con la lingua…

In quel momento è suonato il cellulare e non ho capito bene la fine, ma credo che il fuggiasco sia andato a riprendersi i soldi in Svizzera.

To be continued…temo.

*Ammetto, le frasi non sono proprio riportate con precisione, ma più o meno ci siamo.

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