Bye bye job

Il lavoro appena iniziato, sta per finire. Senza entrare nei dettagli di questa mia nuova, fallimentare esperienza, posso però accennarvi alcune caratteristiche dell’ambiente in cui ho fluttuato gravemente per tre mesi e un tot. Fluttuato gravemente è un ossimoro che mi si confà. Perché nonostante io prenda terribilmente sul serio ogni nuova impresa, dò un impressione di leggerezza ai limiti della superficialità che mi porta a interrogarmi sul perché e sul percome io sembri agli altri quella a cui non le va di fare un cazzo. E quel poco che fa lo fa senza particolare impegno. Che poi, alla fine, faccio tutto quel che mi viene chiesto e anche qualcosa in più, ma inevitabilmente sono i buchi quelli che vengono notati. Considero questo senza vittimismo, anche perché sono sicura che a moltissimi esseri umani di buona, ma non ottima, volontà, capiti questo. Tra i vari soggetti che ho conosciuto, non posso tacere del mio ex futuro collega, che chiamerò Mario, perché in effetti si chiama Mario. Nonostante sia convinta che sia una persona buonissima e generosa, posso affermare che in questo periodo di colleganza, ha fatto di tutto e di più per apparirmi come un vero stronzo. Tra le simpatiche cose che mi ha detto e ridetto, i veri tormentoni sono due: sono anziana e sono prolissa. L’anzianità non è dovuta tanto, secondo lui, ad un dato anagrafico, e ci mancherebbe anche, visto che ha soli quattro anni meno di me; quanto ad un aura di antichità che circonda la mia persona e che si manifesta soprattutto nel mio linguaggio. Eh sì, perché io parlo in italiano, e ho un vocabolario che travalica le 25 parole. Lo ammetto, a volte sono un po’ perifrastica, diciamo così. Se nella media si usano 10 parole per esprimere un concetto, la mia pedanteria mi porta ad utilizzarne almeno 5 di più. Ma cosa c’entra con l’essere antichi? Eppure Mario lo dice e lo ripete e, nell’occasione in cui ha conosciuto Lollo, gli ha espresso profonda comprensione per dover sopportare me. E l’erede ha perso istanteneamente l’aria da adolescente rimbambito che indossa ultimamente ad uso e consumo del prossimo per rispondere “eh, ma ormai dopo 15 anni ci ho fatto quasi l’abitudine!”. Sugli altri colleghi ho poco da dire: la segretaria del mattino, non la incrocio più, visto che io lavoro di pomeriggio. L’altra dipendente, non sono riuscita a capirla bene, ma ho la netta sensazione di starle parecchio sulle scatole. Il titolare deve essere stato assemblato in una fabbrica di orologi svizzeri per quanto è preciso, ma non si può dire non sia una brava persona, anche se il suo peso specifico è sicuramente maggiore di quello dell’elemento con maggiore peso specifico, che non ho la minima idea di quale sia, e infatti a chimica avevo quattro. Fa poche settimane li saluterò per sempre. Non ho avuto modo di affezionarmi a loro, ma sicuramente mi mancherà questo scorcio di nuova vita che non ho fatto in tempo ad assaporare; e soprattutto mi mancherà lo stipendio che smetterò di percepire. Insomma, tra tanti che si preoccupano delle pensioni che si allontanano, mi sento una mosca bianca: io la pensione non ce l’avrò mai, che mi preoccupo a fare?

Annunci

13 thoughts on “Bye bye job

  1. Effettivamente Alianorah devo dire che il tuo ex futuro collega ha ragione da vendere: perchè perdere tempo ad esprimere in 20 parole un concetto che può essere espresso efficacemente in 2? E perchè perdere tempo a descrivere una casa, ad esempio, con dovizia di particolari e attenzione all’appropriatezza dei termini, quando in modo telegrafico e stratecnico puoi dire le stesse cose? Perchè perdere tempo con alcune frasi di cortesia al telefono, quando si potrebbe liquidare la persona all’altro capo dello stesso in due parole? Hai commesso una serie di errori imperdonabili in questo senso. Dirò di più: sono certa che nello scrivere appunti di lavoro hai usato una terminologia corretta e, soprattutto, hai utilizzato tutte, e dico tutte, le vocali e le consonanti a tua disposizione. Così non si fa. Magari, e questa è una mera supposizione, ti poni in un modo che fa sembrare che la tua “velocità” operativa sia molto bassa, quando invece, altri pur non facendo assolutamente un cazzo, sembrano iperattivi e al limite di multa autovelox.
    Ecco cosa ha decretato la fine della tua esperienza lavorativa e, non casualmente, del tuo stipendio.
    D’altronde anche io avrei potuto dirti in due parole che hai sbagliato, sei vecchia e pure prolissa.
    Ma ne ho utilizzate “alcune” in più: sai sono vecchia anche io, e anche prolissa.
    Aggiungo che, spesso, qualche “giovanotto” del mio ambiente lavorativo mi dice che utilizzo termini obsoleti, altrettanto spesso perchè non è in grado di decodificarli. Ovviamente, sono io a sbagliare in questi casi perchè alla mia veneranda età dovrei aver capito che è assolutamente necessario adeguare il linguaggio all’interlocutore, ma, sono “vecchia” e me ne dimentico. Certo, dirai tu, la differenza è nel fatto che io ancora ho un lavoro e tu non più.
    Giusto, ma l’ho avuto con la mia “vecchiaia” e con la mia prolissaggine acuta.
    Concluderò dicendo: hai solo incontrato un paio di stronzi che non hanno saputo apprezzare il tuo indiscusso ed indiscutibile valore. Questo è quanto.
    Potevo dire solo questo fin dall’inizio.
    Cmq TVB!!!!

  2. Mariflò, ma perché quando si tratta di me parti a spada tratta come se dovessi difendere i diritti si una povera vituperata fanciulla incompresa? 😀 Non ho perso il lavoro per la mia prolissità e vecchiaia! I pareri del collega, sono puramente personali, non professionali. Di fatto non ho avuto tempo di cominciare la vera attività di venditrice, e il motivo per cui smetterò è che…le case non si vendono in questo periodo, e dovendo io cominciare da zero, finirei per ristagnare e perdere tempo senza guadagnare un soldo. Quindi i motivi del mio “licenziamento” sono comprensibili. Aggiungo che nessuno verrà preso al mio posto e che il titolare è davvero dispiaciuto che la seconda parte dell’accordo, quello riguardante il tentativo di immettermi nel mercato, non possa andare in porto. I disaccordi con Mariuccio sono molto personali. E di certo non evito di rispondere alle sue provocazioni 🙂

    • Almeno tu sei un po’ più giovane, Bri. Perché non facciamo qualcosa insieme, noi disgraziate senza lavoro? Che ne so, un’azienda artigianale, una cooperativa, marmellate e conserve, un negozio di robivecchi, oggi detti “vintage”…sai quante ne troviamo di robe vecchie? Mi metto in vendita puer io, se necessario 😀

  3. Conosco un laureato in filosofia che è ricercatissimo perchè nell’ambiente è l’unico che riesce a parlare bene: guadagna 4-5000 euro al mese guidando con piacere grandi macchine agricole su e giù per i campi padani.
    Può essere un’idea?:-)

  4. Io allora sono preistorica. Abbevilliana, direi. Di solito strapazzo i miei allievi perché hanno un vocabolario di cinquanta parole (mamma, pappa, cacca…)… Che brutta cosa l’invidia. Che tristezza il disprezzo ostentato per la cultura. Ma va di moda, a quanto pare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...