Come passa il tempo…

Ieri, Anna, mia amica storica, ha compiuto gli anni. Ho detto a mia madre dell’evento:

Madre: E quanti anni compie?

Io: Ne ha uno più di me!

Madre: ah, quindi 60!

Vado a farmi correggere la carta d’identità…

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Ell’era Regina

Chi mi legge su FB già sa che da lunedì scorso ho iniziato l’ennesimo nuovo lavoro. Dopo i “Sette anni in Sala da thè”, purtroppo senza Brad Pitt che nel frattempo era in Tibet, ma con F.d.C. che talvolta mi faceva desiderare di ritirarmi in un monastero buddista; dopo cinque mesi in “Cercasi casa disperatamente”, senza la Marella che pare Crudelia Demon prima del lifting; eccomi approdata su una nuova isola a me sconosciuta, quella delle investigazioni. No, non sarò un detective in gonnella, troppo vecchia e troppo poco intuitiva per poter rivestire questo ruolo. Mi sento più a mio agio dietro una scrivania, e per questo sto imparando, da una brava ed esperta insegnante, i segreti della contabilità generale, che mi sembrano assai più insidiosi di pedinamenti e appostamenti di sorta. Ho due capi e due colleghe: i capi son gentili, le colleghe sono carine, l’ambiente è piacevole e…stiamo a vedere come andrà. Ormai ho ricevuto tante di quelle mazzate, che prima di dire, o anche solo pensare, che ho trovato lavoro, ci vado cauta. Anche perché con le incertezze di questo periodo, meglio restare con i piedini per terra. Se tutto va come deve andare (citazione dotta dal rimarchevole testo di Max Pezzali), quest’avventura potrebbe avere un seguito soddisfacente. Se invece le cose prenderanno una direzione ostinata e contraria (altra citazione dotta, del sublime, e stavolta senza ironia, Faber), mi ritroverò di nuovo disoccupata con un po’ di esperienza in più ad arricchire un curriculum che al giorno d’oggi serve poco al “curri” e molto al “culum”, nel senso che più che pulirtici il sedere non fai. Intanto ho vinto la mia prima grande battaglia: alzarmi senza colpo ferire ogni mattina alle 6.15 per andare a prendere il treno che mi porta a Roma (IO, che mi alzavo alle due di pomeriggio!) è un atto eroico che manco Enrico Toti quando lanciò la stampella gridando “Non muoio!” , (praticamente dieci secondi prima di venire ucciso)…ecco, se mi troveranno stecchita sul Roma-Cassino sappiatelo: non avrò ingerito la capsula di veleno inserita in un molare per non rivelare i segreti dell’Agenzia. Sarò semplicemente morta di sonno.

P.S. dieci punti a chi capisce il perché del titolo del post.

Scusate

Chiedo scusa a chi mi legge: ho cancellato il mio ultimo post e i relativi commenti, perché non è stato gradito quanto scritto. Per quieto vivere, più che per un rispetto che non sento di aver violato, ho tolto la materia del contendere, ma in cambio anche a me è stata tolta qualcosa: la voglia di continuare a scrivere, con la gioia e la spontaneità che ho sempre avuto. Non mi va di infastidire qualcuno troppo sensibile, o forse soltanto permaloso. Ma non mi va nemmeno  che mi vengano messi dei paletti su quanto o su chi posso o non posso scrivere. Non mi va di avere dei confini stabiliti da altri, quasi non fossi capace di stabilirne da sola. In cinque anni di blog, ho scritto di tutto e di tutti, a volte con veemenza, ma senza mai offendere nessuno. Ho usato l’arma dell’ironia e dell’autoironia per capire meglio me stessa e gli altri, per trovare leggerezza in una vita a tratti troppo pesante, per imparare a ridere di cose che avrebbero altrimenti provocato le mie lacrime. Ho bersagliato il mondo, ma al centro del bersaglio c’ero soprattutto io, con i miei difetti e le mie incompletezze, con le mie incapacità e i miei errori; io, a prendere i miei stessi strali e a farmene fare il solletico, piuttosto che farmene ferire. Adesso mi sento in difficoltà e soprattutto non mi sento più libera, sono arrabbiata, soprattutto con me stessa, perché non so far fronte a questo stupido ostacolo che in altri momenti non mi avrebbe fermata, che non mi ha mai di fatto fermata in passato. Ma le cose stanno così;  forse è solo il momento che io faccia un po’ di ordine nei miei pensieri e nella mia vita, nonché nel mio modo di considerare le cose e le persone, nel bene e nel male. Quindi per ora vi saluto, non sapendo ancora dirvi se e quando tornerò. Qualcuno mi ha detto che non è giusto che lasci andare tutto per il malcontento di una sola persona, e ha ragione. Per questo sono arrabbiata. Forse sono solo stanca e quindi suscettibile e sì, anche un po’ permalosa…abbiate pazienza e vogliatemi bene. Un bacio a tutti Voi, un grazie e un felice inizio di anno!